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Le Recensioni di Leo, 01 Febbraio 2017 alle 10:56:21

La La Land, amore tra sogno e realtà sospeso nel tempo


Leonardo Bernacchia

Che Damien Chazelle fosse uno scaltro conoscitore del mondo musicale lo avevamo capito già due anni fa dal suo mirabolante esordio con Whiplash, un fulmine a ciel sereno che aveva prepotentemente imposto il nome di questo giovanissimo autore come una garanzia di qualità nell'arte della messa in


scena. Godendo oramai della fiducia necessaria per il finanziamento di un'opera ad alto budget, nel 2016 Chazelle è riuscito finalmente a realizzare il film che aveva in mente da tutta una vita, quel La La Land che, come suggerito dal titolo, vorrebbe svettare nel panorama del cinema di genere come musical hollywoodiano definitivo, narrando a ritmo di jazz cronache di leggiadre ambizioni nella Fabbrica dei Sogni, dove tutto si tramuta in spettacolo, ma anche in effimere soddisfazioni e amare delusioni.


Ryan Gosling ed Emma Stone sono i vivaci protagonisti di una storia d'amore classica come più non si potrebbe, entrambi sorretti da una soggetto che rifugge ogni possibile infiltrazione di banalità, alternando con enorme consapevolezza del mezzo quadri drammatici recitati a intermezzi musicali apparentemente usciti da un magico teatro di Broadway, in un'atmosfera eternamente indecisa tra sogno e realtà, tra sprazzi di felicità e frustranti disillusioni.


Chazelle trova in La La Land l'occasione definitiva per rendere omaggio alle arti audiovisive in un'opera metacinematografica e metamusicale che mostra, celebra e al tempo stesso demistifica gli anni d'oro delle luci della ribalta, dipingendo delicati colpi di scena e lasciandosi andare a (misurati) momenti di puro esercizio di stile in cui la sua creatività farà di tutto pur di stupire. Tra flash mob improvvisati nelle le assolate strade di Los Angeles e intriganti tip tap sulle verdi colline di Hollywood, tra strizzatine d'occhio a grandi classici quali West Side Story, Hair e Cantando Sotto la Pioggia e temi musicali originali già pronti ad entrare nella storia della settima arte, saremo trascinati dal conflittuale rapporto tra Mia e Sebastian, un'aspirante attrice e un musicista in cerca di fortuna nella Los Angeles dei nostri giorni, una metropoli fagocitante che tutto venera e non concede valore a nulla, che tanto promette per poi mai mantenere. I due si incontrano e si scontrano, ritornano e si sostengono per realizzare i propri desideri, anche al costo di consumare un amore e di alimentare il rimpianto per le proprie scelte.


La La Land era un capolavoro già preannunciato e non ha deluso le aspettative. Siamo di fronte ad uno straordinario connubio di immagini e musica, ad un film d'autore e d'evasione, un sentiero delle meraviglie in grado di estasiare i sensi grazie con un montaggio coreografico curato nei minimi dettagli, un ricercatissimo uso dei colori ed una perfezione stilistica come raramente il cinema americano aveva mai offerto negli ultimi anni. Se già Whiplash era un gioiello di rara fattura, stavolta il ragazzo di Providence ha davvero fatto il botto, confezionando una pellicola che si rifà al passato ma che non cede a facili nostalgie, non perdendo neanche per un momento la propria credibilità nel dare vita a scene già diventate cult, e non è cosa da poco.


Con un simile risultato Damien Chazelle si appresta a ridefinire gli standard tecnici cui i futuri cineasti dovranno fare riferimento allo scopo di offrire qualcosa che non si sia già visto. Ma siete avvertiti: soltanto il buio di una sala potrebbe rendergli giustizia.


VOTO: 9



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