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Spoleto - Dillo a SOL, 22 Febbraio 2017 alle 08:00:40

Terremoto, ci scrive Giorgio Mulè: 'L'emergenza deve unire e non dividere'

Il direttore di Panorama sugli affitti alle stelle: 'Assurdo che esistano tali usurai della necessità' [Commenti]

Gentile Direttore, caro Alfonso;


Come sempre faccio, ho dato un'occhiata al sito di "casa" da Milano e ho letto il tuo commento sui "fitti alle stelle". E, come sempre, ne ho colto lucidità e rabbia, passione e sentimento. Ti ammiro per questo, perché sei schietto come un siciliano trapiantato a Spoleto sa essere. E siccome siciliano


trapiantato (col cuore) a Spoleto sono anche io mi permetto di scrivere a te e agli amici di Spoletonline ringraziando il Direttore per l'ospitalità e scusandomi fin d'ora per la lunghezza di questa mia.


È vero: ho donato la cucina industriale e la struttura che l'accoglierà agli amici di Eggi. Doveva essere un gesto privatissimo e invece, malgrado me, è diventato di dominio pubblico. E allora sento di dover dire qualcosa a Spoleto, alla "mia" città. Eggi, dunque. Capitai lì dopo il terremoto di ottobre grazie al sindaco Cardarelli, all'amico Fabrizio, e al mio "Virgilio" spoletino, cioè Dario Pompili. Una visita di sera al campo della Pro Loco trasformato in centro di accoglienza per sfollati e impauriti, per anziani e bambini. Il ricordo di quella sera, non ho vergogna a dirlo, fa ancora scendere lacrime: l'umanità e la solidarietà vincevano sul terremoto, su quella bestia che frustava e frusta ancora. Volti sorridenti, volontari fieri e realmente a disposizione delle persone: Mario, Ivano, Laura, Vanessa, Sauro, Fabio, Gianmarco e tutti gli altri intorno a una brace dove funghi e salsicce, vino rosso e bruschette si incaricavano di mandare a quel paese la bestia. E io? Che cosa potevo fare? Mi venne detto sottovoce della cucina industriale e dissi subito che, quale che fosse stato il costo, l'avrei sostenuto totalmente. Per un motivo, soprattutto: la cucina servirà a ripartire, ad accogliere i turisti che riporteremo qui (eccome se li riporteremo) per le sagre e le feste. Realizzarla con fondi privati significava vincere su quell'altra bestia non meno insidiosa e cattiva del terremoto che è la burocrazia: soldi disponibili e subito, progetto immediato, cronoprogramma per la realizzazione, certezza dei tempi di consegna e al diavolo la bestia.


La donazione della cucina agli amici di Eggi è solo uno degli atti di amore che ho compiuto per Spoleto. Prima e dopo ce ne sono stati altri, per fortuna rimasti nell'anonimato, e altri ne seguiranno. Non cerco gloria, meno che mai consenso. Chi mi conosce sa lo spirito che mi guida e il pudore che provo nello scrivere tutto ciò. Ma racconto questo unicamente nel tentativo di far riflettere chi, come me, ha avuto il privilegio di avere tanto dalla vita (non parlo solo di benessere economico, ma di gratificazioni). Bene: io sento, quotidianamente, la tensione e il dovere di restituire qualcosa.


L'alibi che questo è compito dei ricchi (io non lo sono, affatto) e può essere fatto solo attraverso il denaro è falso e non regge. Tutti possiamo fare qualcosa. Ogni cittadino può "restituire" qualcosa: ad esempio tempo, talento da trasferire ad altri, impegno sociale, relazioni da condividere. A Spoleto succede già, lo fanno in molti in silenzio e lontano dai riflettori in modo esemplare.


Leggere dunque che alcuni concittadini (si suppone con un tetto sulla testa e proprietari di varie case) abbiano fissato il costo degli affitti a cifre vergognose come quelle riportate da Spoletonline mi indigna e mi offende: 700 euro per 70 metri quadrati? Non è possibile. Non voglio crederci. Se così è si dica chi sono, d'altronde trattandosi di immobili sul mercato non vedo il motivo di tenerli segreti. Spoleto è città orgogliosa e sana, non può accettare di convivere con questi usurai della necessità. Siamo, ripeto, una comunità solidale e altruista, piena di energie positive: non può esserci cittadinanza per chi non condivide questi valori e, anzi, li bestemmia.


Vorrei però che Spoleto facesse uno scatto ancora più in avanti e per questo mi rivolgo alla politica. Chi è impegnato nella gestione della cosa pubblica dovrebbe incarnare il senso della restituzione: nel senso di assumere l'impegno e l'onore della rappresentanza per darsi alla propria comunità, avere soprattutto l'intelligenza di capire quando è il momento (come adesso) di far tacere le trombe della polemica per provare a suonare insieme una musica nell'interesse di tutti. Lo dico perché trovo oggettivamente offensivo, in questa fase, che non ci sia un fronte comune e coeso in grado di stringere un patto e superare le differenze per rendere più forti le istanze della città quando si presenta su tavoli regionali o nazionali. Sulla gestione dell'emergenza, sugli interventi della ricostruzione non può esistere maggioranza e opposizione: deve esistere (dovrebbe) l'interesse superiore che è Spoleto. Dividersi in fazioni, frazionarsi come se il terremoto possa diventare terreno di lotta politica o criticare l'avversario in un avvilente botta e riposta non porta a nulla.


Immagino e sogno una moratoria delle polemiche, la realizzazione di una "tavola delle priorità" sul rilancio della città: parlo di cose elementari e concrete sulle quali ritrovarsi e fare fronte comune. Da Spoleto può partire una lezione per tutto il Paese nel momento in cui soffia forte il vento dell'antipolitica. Aspetto di conoscere il vostro pensiero e vi ringrazio per la pazienza di avermi accompagnato nella lettura di queste righe.


Giorgio Mulè



Commenti (8)

Commento scritto da Diogene il 22 Febbraio 2017 alle 10:28
Mi permetta di ringraziarLa non per la donazione , materiale , che ha fatto

ma per il grande invito alla ripresa ed alla speranza che ci ha trasmesso con questo Suo scritto dimostrando grande amore e attaccamento alla città.

Spero anche io che soffi un " forte vento dell'antipolitica " per ripartire .


Commento scritto da Mario Mancini il 22 Febbraio 2017 alle 11:27
Grazie ancora Giorgio. Lo abbiamo ripetuto tante volte ma non finiremo mai di farlo. Il tuo racconto di quella serata a Eggi ,di fronte al braciere,la tua immensa generosità e disponibilita,la tua calda amicizia,il tuo appello alla città li portiamo e li manterremo a lungo nel cuore. Un calorosissimi abbraccio.


Commento scritto da Il Corvo della rocca il 22 Febbraio 2017 alle 12:00
Parole sante le Sue! Purtroppo, ci sono troppi interessi partitici e personali che impediscono di essere uniti. E c'è anche una mentalità, una cultura e una visione politica locale che non si addice molto a realizzare quanto da Lei consigliato. A Spoleto, se dovessero venire a mancare queste diatribe politiche inconcludenti, per alcune persone sarebbe un'altra catastrofe. Superiore a quella del terremoto. Naturalmente, per le prospettive di chi cerca di intravedere una possibile carriera politica per il suo futuro. Infatti, per molti aspiranti politici, il nemico numero uno da sconfiggere a tutti i costi, non è tanto la precaria condizione economica in cui versa la città, bensì è l'amministrazione comunale di turno che bisogna togliersi dai piedi, perché intralcia il proprio percorso. E non importa se non si è sufficientemente preparati e se non si hanno le basi, i requisiti, le idee e i progetti per poterla sostituire. L'Importante è di riuscire ad assicurarsi un certo numero di consensi per raggiungere il proprio traguardo. E per dare una certa continuità a una storia infinita. Terremoto o non terremoto!


Commento scritto da daniela de gregorio il 22 Febbraio 2017 alle 12:32
Spoleto è fortunata nel trovare ogni tanto uno "straniero" intelligente che se ne innamora. Non facciamocelo scappare.


Commento scritto da Mario Mancini il 22 Febbraio 2017 alle 13:20
Bravo Corvo della Rocca. Quella che tu descrivi è l\\\'esatta fotografia di quello che succede a Spoleto. Personaggi acrobati che senza un minimo di pudore cambiano schieramento ripetutamente per cercare di scalare gradini che gli elettori più volte hanno loro negato. Una cosa penosa. Una idea:Giorgio Mule\\\'sindaco ,capolista di una rosa di nomi completamente nuova.


Commento scritto da ivanosantini1940@libero.it il 22 Febbraio 2017 alle 14:13
Caro Giorgio, una voce forte, determinata, credibile come la tua non poteva passare sotto silenzio non tanto per la importante iniziativa che hai profuso per la Comunità di Eggi della quale non finiremo mai di ringraziare con un valore aggiunto in quanto questo ci ha permesso di annoverarti fra i CITTADINI DI EGGI, ma per le sottolineature delle problematiche che certi eventi fanno emergere a discapito di chi si trova ad affrontare una continuità di vita incerta.

Atti questi, che pongono degli interrogativi. Questo nostro attivismo, questa determinazione nell'aiutare il prossimo, non ci farà sentire colpevoli perché da tutto ciò scaturisce una lievitazione dello sciacallaggio? Noi comunque andiamo avanti . Un abbraccio .



Commento scritto da Spoletino il 22 Febbraio 2017 alle 15:51
Ah ben ragione Mulè, di fronte a certe emergenze si dovrebbe essere uniti e non divisi. Lo dice sempre anche il sindaco, il quale però alle sue condivisibili parole fa seguire fatti che vanno nella direzione opposta.

Gli chieda qualcosa in merito alle sue simpatie e, soprattutto, antipatie che lo guidano nelle scelte.

Con stima


Commento scritto da ubi maior minor cessat il 23 Febbraio 2017 alle 11:12
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2016-09-30/la-terra-trema-ecco-mio-progetto--154933.shtml?uuid=ADo2aWSB



Dr. Mulè, non so da quanto tempo risieda a Spoleto, certo non abbastanza per averne compreso la mentalità dominante, che però non è molto dissimile da quella italiana in genere: fare fronte comune per risolvere le emergenze a quanto pare non è nel DNA della nazione



Ha ragione Renzo Piano: è una questione culturale


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