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Arte, 16 Marzo 2017 alle 18:13:50

'Operazione Norcia', mostra fotografica di Francesca Owens

Viaggio di immagini nel dramma e nella rinascita morale


Ste. Mon.

Il viaggio di Francesca Owens, dagli Usa all'Umbria con il suo obiettivo molto particolare ed un cuore pulsante. La talentuosa artista americana è giunta in Italia da un po' di tempo e oggi, che si è innamorata dei colori e sapori della nostra terra, ha voluto realizzare una mostra speciale: "Operazione Norcia", come risultato di


questo grande amore per la terra che l'ha accolta ed amata, insieme alla figlia Antonia.


Il luogo espositivo è anch'esso particolare: lo spazio arte dell'Ospedale di Spoleto, al cui ingresso è stata creata una zona riservata all'arte e al suo messaggio emozionale che trasmette. All'ingresso, perché il luogo è particolare ed entrarci con in apertura un omaggio alle bellezze artistiche dà un segnale positivo molto importante.


Dall'11 marzo scorso, inaugurazione della mostra avvenuta in presenza di molti abitanti della città di Norcia, fino a fine Aprile, numerosi scatti artistici mostrano ciò di cui la natura in pochi istanti si riappropria e come la vita, nonostante tutto, si riprende. Questa mostra fotografica testimonia il dramma di una cittadina fiorente, Norcia, messa in ginocchio in un minuto da un evento sismico straordinario.


L'artista documenta con minuziosa precisione le ferite, le crepe, le fratture, i cocci e la vita che nonostante tutto va avanti. Nelle foto, realizzate nella zona rossa, spuntano visi di gatti, di vita che si è salvata e in mezzo alle macerie ha continuato a vivere, fedeli e attaccati ai luoghi nativi. Così angoli di vita che riprendono a vivere, con panni stesi al sole o animali al pascolo, sono da corollario alle foto drammatiche, in un mix emozionale forte e passionale, perché terminano con esplosioni di fiori ed istallazioni di oggetti e prodotti tipici dell'economia nursina.


Sembrano scene di vita quotidiana che fanno quasi superare l'impasse della tragedia Si evidenziano le spaccature in relazione alle bellezze dei luoghi. Come detto, la mostra è arricchita da installazioni fatte di oggetti, vecchi, abbandonati o semplicemente rotti, come la sedia abbandonata ricoperta di cuoio blu pervinca delineata da una frattura, a simboleggiare il terremoto e la sua furia distruttiva. Ma dalla base della frattura spuntano e sbocciano fiori, simbolo di bellezza e di vita. Altro elemento, un tavolo da lavoro duramente provato adorno di margherite e papaveri.


Inoltre, l'elemento vitale che dà grande enfasi all'installazione è l'uovo. Sopra la sedia c'è un cestino di uova, simbolo di vita e di rinascita, che si rigenera e dona nuova vita. Dalla polvere e dalle macerie, la Owens ha riassemblato un muro a rappresentare la ricostruzione e l'anta vera di una casa, della famiglia di Augusta Poggi, in cui nella parte alta mancano le stecche di legno... spunta una foto molto particolare, scattata un minuto esatto dopo la scossa di quel fatidico 30 ottobre 2016. Un click immortala la nuvola di polvere che si innalza al cielo.


La signora Poggi, e con lei la sua famiglia, ha perso tutto, ma non l'amore per la sua terra e per le cose che si sono salvate. Grazie ad una tenda e all'opera di alcuni volontari che ancora oggi continuano ad aiutarli, sono rimasti lì, nella loro terra. L'inverno rigido ha complicato la situazione ma come tutti sanno i nursini sono gente dura, tosta che senza lamentarsi e piangersi addosso ha impugnato gli attrezzi e grazie al lavoro ha deciso di ripartire.


Francesca Owens, insieme ai volontari, per prima cosa ha voluto assicurare il proprio aiuto, per il sostegno e sostentamento della popolazione e poi come ogni momento difficile, che prima viene elaborato e poi superato, ha voluto realizzare questo servizio fotografico, nella zona off-limits, dove si accede solo con la presenza dei pompieri, con casco di protezione, ed autorizzazioni ministeriali. Il suo progetto, quello di realizzare una testimonianza di cosa è successo a Norcia, accanto alla vita che riprende accanto all'amore dei suoi abitanti che continuano a vivere in questi luoghi. Il sisma, così lacerante e spaventoso, ha solo rotto le strutture ma non i cuori della popolazione che abituata a vivere, giornate dure, si è rimboccata le maniche ed è ripartita. Ha ricostituito subito l'habitat naturale che condivide con gli animali molto importanti per l'economia di questi luoghi e che , se così non fosse avvenuto, sarebbe stato letale per la sopravvivenza di questi luoghi incantati.
Gli scatti fotografici, sono tutti in bianco e nero, nel rispetto e dignità della tragedia rappresentata, ma una foto centrale messa sopra il titolo della mostra, ha i colori dei fiori, quelli di Castelluccio, che come i suoi fiori miracolosi tornerà a rifiorire e risplendere, perché il colore non deve mai mancare.



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