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Le Recensioni di Leo, 22 Marzo 2017 alle 07:01:51

La Bella e La Bestia, remake in live-action gradevole ma non eccellente


Leonardo Bernacchia

Si perpetua la folta scia dei remake in live-action dei classici Disney di successo, dopo il dimenticabile Maleficent e i decisamente più riusciti Cenerentola e Il Libro della Giungla stavolta tocca a La Bella E La Bestia, con Bill Condon che (Dio sia lodato) ha voltato la triste pagina dedicata agli improponibili


vampiri di Breaking Dawn e ha diretto il blockbusterone più atteso di questo inizio primavera. L'atmosfera è stata ricreata alla perfezione, si respira a pieni polmoni fresca aria di fiaba, lo stile visivo di stampo gotico rende il film una gioia per gli occhi e il cast all stars si spartisce un quanto mai ricco campionario di personaggi, tra esseri umani belli e bellocci, bestie pelose ricoperte da un convincente make-up in CGI e i celebri arredi parlanti del castello, di certo la miglior componente del pacchetto.


La storia la conoscerete anche troppo bene, il film va oltre le due ore eppure sembra ricalcare il classico del 1991 con una fedeltà che rasenta lo shot-for-shot, apportando alcune aggiunte e modifiche alla trama tradizionale che, a dirla tutta, non sono neanche troppo interessanti. Emma Watson è tanto bella quanto completamente fuori luogo, legnosa e disorientata, priva di qualsivoglia feeling con il proprio personaggio, il che è una grave mancanza nel momento in cui scopo dichiarato della Disney era quello di portare in sala un'opera popolare in carne e ossa che, rivolgendosi ad un target universale, riuscisse a rompere con i canoni standardizzati fin dai tempi di Biancaneve, mettendo al centro di un contesto francese di epoca settecentesca una fanciulla intraprendente, tenace e precocemente femminista.


Se l'intenzione della Casa del Topo era di voler dimostrare efficacemente che le principesse cazzute degli anni '90 non erano solo roba da cartone animato, la Watson le ha rovinato la festa, tuttavia non abbastanza da impedire al risultato complessivo di rifarsi illustrando una fascinosa (seppur un poco stantia) metafora sulla bellezza interiore e sull'inclusione tra gli esseri umani, andando a sdoganare perfino l'omosessualità. Ebbene sì, La Bella E La Bestia è ad oggi il film Disney più gay cui il mondo abbia assistito. Dal regista a due degli attori coinvolti fino ai palesi ammiccamenti da parte del personaggio di Le Tont (uno straordinario Josh Gad), la Disney ha voluto sfruttare la mastodontica visibilità della propria produzione per dare spazio in modi più o meno diretti al mondo omosessuale. E se le prevedibili polemiche non hanno tardato a farsi strada minacciando perfino boicottaggi e censure, il mio consiglio ai più bacchettoni è di restarsene mansueti, dal momento che non solo il film è più tranquillizzante ed innocuo che mai, ma che certe tanto temute strizzatine d'occhio, a detta dei puritani in grado di annebbiare la mente dei più piccoli con pensieri sacrileghi e perversi, sono nella concretezza talmente superficiali e implicite da far apparire tutta l'operazione come un timido contentino portato avanti per rabbonire i detrattori progressisti e al tempo stesso per non porre ad eccessivo rischio il successo commerciale della sua creatura.


Sarà che non ho mai amato la mancanza di un'anima nelle rese cinematografiche di Condon, sarà che nella mia mente restano impressi i tratti delicati ed il ritmo perfettamente studiato del film d'animazione che ha raggiunto la vetta del Rinascimento Disney, ma La Bella E La Bestia è ben lungi da quella personalità stilistica autonoma che Jon Favreau è riuscito ad imprimere al suo The Jungle Book del 2016. Intendiamoci, il film si lascia guardare molto volentieri, i siparietti tra Tockins e Lumière (Ian McKellen e Ewan McGregor sotto oggettistiche spoglie) sono una figata e la bellezza di alcune scene - grazie anche ad un ottimo ritorno della colonna sonora di Alan Menken - è non soltanto rimasta inalterata, piuttosto ha acquisito un valore aggiunto. Ma se la scelta di ricalcare il genere del cartone animato di riferimento coreografando l'intera narrazione come un musical di Broadway funziona in alcuni incantevoli passaggi, in altri le note risultano fuori luogo, restituendo uno storytelling tirato per le lunghe e privo di mordente, di certo non aiutato da bruschi stacchi al montaggio che saltano fin troppo facilmente all'occhio, confondono la dimensione dei tempi dell'azione e rendono il comparto espositivo poco fluido.


La Bella E La Bestia è, considerato tutto, un film discreto e anche piacevole, la sua storia dolce ma non sdolcinata, romantica e al tempo stesso vigorosa lo rende un prodotto adatto a grandi e piccoli, la cura preposta nelle scenografie e nei costumi è talmente impeccabile che l'estetica riesce una volta tanto a coprire parzialmente la regia mestierante assai poco ispirata e la piattezza scialba e per nulla stimolante della grammatica delle immagini. Poteva andare peggio, ma con un direttore di scena più votato all'intrattenimento di qualità, un Guy Ritchie o un Chris Columbus a caso, la confezione sarebbe stata probabilmente più soddisfacente.


VOTO: 7



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