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Valnerina - Storie & storie, 03 Aprile 2017 alle 22:44:13

Un diamante per le zitelle, storia di un'eredità

[Commenti]


Alfonso Marchese

Un gioiello di storia. Come il diamante lasciato in eredità dallo speziale di Montesanto di Sellano, Antonio Marchini, all'istituto delle trovatelle per garantire, attraverso la sua vendita, una piccola dote alle ragazze in età da marito (cinquanta scudi a giovane). La preziosa pietra scatenò, per


impossessarsene, azioni truffaldine e mobilitazioni di avvocati ed ermellini. La vicenda, che è tutta una rincorsa per accaparrarsi il favoleggiato diamante, ci dà uno spaccato di vita della seconda metà del settecento. C'è la figura misteriosa dello speziale di Montesanto, che accompagna un prelato per riorganizzare le missioni in Cina e in India dove acquista il diamante ed altri preziosi, c'è il nipote di un cardinale che si avvale di questa parentela per acquisire a poco prezzo la pietra lucente dall'esecutore testamentario rientrato nelle Marche, c'è la figura del finanziere che ottiene il diamante come garanzia di sostanziosi prestiti, c'è il vescovo di Spoleto Acqua e c'è il barone Antonio Ancaiani. E poi tante altre comparse di secondo piano.


La narrazione è avvincente. Ma nello stesso tempo è storicamente ineccepibile. L'autore del volume, Lamberto Gentili, si fa scrupolo di riportare passaggi di lettere e documenti a suffragio della vicenda. Che non è opera di fantasia, anche se ne ha le fattezze, ma una ricostruzione storica. E la citazione delle fonti assicura la testo il suo carattere scientifico.


Lo stesso autore del volume confessa di essersi imbattuto per caso in documenti che parlavano del brillante. Che ha acceso la curiosità del ricercatore e assiduo frequentatore dell'Archivio di Stato di Spoleto. I documenti sono diventati come le ciliegie: uno ha tirato l'altro. E Gentili ne è stato così ghiotto che alla fine ne ha fatto una scorpacciata. Appagato il palato, l'autore ha ricostruito l'itinerario del diamante. Da Madras, a Venezia, a Roma e a Spoleto. Il viaggio è popolato da nobili, ecclesiastici, avvocati, gioiellieri, finanzieri e truffaldini. La ricchezza è lo sterco del diavolo. Unico inconveniente: attira le mosche.


Gentili non fa sconti a nessuno. E così parla dell'avvelenamento, ad opera dei gesuiti, del nobile porporato mandato dal Vaticano in Cina e India per riorganizzare le missioni. Ipotesi dell'autore? Neanche per sogno. Lamberto Gentili ha scovato una lettera di Antonio Marchini dove si azzarda questa congettura. Ma è da Madras, dove il cittadino di Montesanto muore, che prende avvio tutta la storia del diamante.


L'autore del Diamante delle Zitelle segue l'usta dei documenti come un cane da pastore. Gli basta l'olfatto per rintracciare altre testimonianze scritte al fine di comporre il grande affresco. Con perizia e pazienza, Lamberto Gentili mette tassello dopo tassello al suo posto. E ne viene fuori una storia inedita. Di grande bellezza. La figura del barone Ancaiani è tratteggiata con mano leggera. Con pennellate a guazzo. A cominciare dal suo palazzo a piazza della Libertà, che originariamente era un ampio cortile annesso alla costruzione gentilizia. Certo, non ci sono più alle spalle della facciata i ricchi giardini del barone, poi promosso a marchese.


Insomma, è un libro da scorrere dalla prima all'ultima pagina. Soprattutto per uno spoletino. Conoscere il passato della città in cui si vive equivale ad illuminare il presente.



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Commenti (4)

Commento scritto da Il Corvo della rocca il 04 Aprile 2017 alle 10:21
Se ho ben capito, qualcuno si è "pappato" il diamante e senza la dote le zitelle sono rimaste zitelle. Ecco come si spiega lo stallo demografico di Spoleto!


Commento scritto da Roberto Quirino il 04 Aprile 2017 alle 16:06
Sì, signor Corvo della Rocca, è come dice lei. ma, se ancora non l'ha fatto, legga il libro, ne vale la pena, anche se forse troverà un po' ostici gli inserti da documenti in paludato stile d'epoca.


Commento scritto da Daniela il 04 Aprile 2017 alle 16:35
E dove si può comperare questo libro? :)


Commento scritto da Roberto Quirino il 05 Aprile 2017 alle 22:39
In libreria...


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