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Editoriale, 02 Maggio 2017 alle 13:01:00

Primarie del Pd, cos'avranno mai da esultare?

Il disastroso dato sull'afflusso è un campanello d'allarme che apre la strada a due riflessioni. Entrambe drammatiche [Commenti]


Daniele Ubaldi

All'indomani delle primarie esultano i democratici; o meglio, esultano tesserati e dirigenti del Partito democratico, per una vittoria annunciata. Ma c'è poco da ridere, a leggere i numeri. Il successo di Renzi, se in termini percentuali è un trionfo schiacciante (oltre il 70%), ad un'analisi neanche troppo


approfondita assume immediatamente le sembianze di una vittoria di Pirro, un campanello d'allarme per la politica italiana. Forse l'ultimo avviso per il Pd, certamente uno squillo acuto, che stride con i sorrisi a 36 denti del già ex e ora neosegretario nazionale. Che pure non sembra curarsi del crollo di popolarità di un partito che non rappresenta la massa.


Eh già, perché queste primarie hanno marcato in modo non più ignorabile la distanza tra la classe politica e l'elettorato, vale a dire quella massa di persone che ha snobbato il Pd in tutta Italia, perfino a Firenze. Per non parlare, poi, dell'insieme delle regioni un tempo "rosse", dove si è registrato un calo di affluenza in alcuni casi superiore al 40% rispetto al 2013 e, soprattutto, rispetto al dato nazionale che fa registrare "soltanto" un -30% rispetto a quattro anni fa.


E ciò apre l'analisi a due riflessioni. La prima afferisce alla politica di palazzo: l'asse si è spostato, il Partito democratico appare sempre più come un insieme di gruppi di interesse che discutono e si misurano non sui programmi o la visione dello Stato, ma sui propri muscoli in termini di accoliti e portabandiera. Un soggetto politico frutto del riformismo più compromesso con la finanza e i grandi gruppi industriali, che non può certo definirsi erede delle battaglie sociali e per i diritti di donne e lavoratori ma neanche, ahilui, dello spirito nobile che animò Berlinguer e Moro quando si sedettero al tavolo del compromesso storico. Il risultato è un ibrido che da tempo non porta la bandiera rossa ma che, al contempo, sembra aver dimenticato anche i valori propri della Democrazia cristiana, quali ad esempio la cooperazione "ai fini superiori della Patria" di sturziana memoria.


La seconda riflessione riguarda invece la gente, la vita reale e quindi la politica reale: la gente è palesemente stufa di questo modo di fare politica, così incentrato sul culto della persona e mirante a riunire il maggior numero di correnti di interesse possibile, al fine di prevalere. La gente è disinteressata ai limiti - e anche oltre - dell'apatia, presa com'è da problemi reali e quotidiani ben più urgenti rispetto al dibattito politico. Le persone, loro malgrado, sono vittime e conniventi del sistema che le vuole incapaci di pensare a medio-lungo termine, schiavi contemporanei della quotidianità che li obbliga a non ragionare in forma collettiva, costringendoli a badare a se stessi e alla sopravvivenza delle proprie famiglie.


Ma questa assenza di partecipazione popolare, questo disinteresse nazionale nei confronti della cosa pubblica e delle forze politiche che dovrebbero guidarla, deve far riflettere chi conosce la Storia ed il suo ciclico ripetersi. L'apatia di fronte ad una classe politica priva di programmi di sviluppo, di sentimento di sovranità nazionale, di amor proprio e di Patria, di sostegno e di rispetto verso le classi più deboli, l'accettazione rassegnata di una serie di balzelli, tasse, tributi a volte incomprensibili che lo Stato pone sul reddito di persone e famiglie, in passato si è già tradotta in indifferenza e muta accettazione nei confronti dell'angelo vendicatore, l'uomo forte - ma forte per davvero - che giocando con l'ignoranza punisce "gli autori e i complici della spoliazione", eliminando però, di fatto, ogni concetto contemporaneo di libertà.


Gli italiani si sono svegliati dal "miracolo" degli anni Sessanta-Settanta-Ottanta scoprendosi di colpo neo-operai, anche e soprattutto quella generazione ingentilita, ingrassata e imbambolata dai fasti fatui della pacificazione borghese postbellica. Ebbene, ora è peggio che nel '45, dato che non c'è nessuno a rappresentare i più deboli e che i deboli stessi, ancora oggi, faticano a riconoscersi come tali sia individualmente sia, a maggior ragione, come classe.


Se tutto ciò sta bene al Partito democratico del neosegretario Matteo Renzi, allora sì, il Pd fa bene ad esultare.



Commenti (14)

Commento scritto da basilio rapucci il 02 Maggio 2017 alle 14:22
Un articolo sull'argomento ci voleva proprio, e per questo ringrazio di Direttore che questa volta ci invita a riflettere sul fatto di questo momento.

Per prima cosa c'è il risultato, che và analizzato con i numeri, tenendo conto dei dati storici, dei dati relativi al partito e di quello delle persone che hanno partecipato.

I dati storici sono:

Precedente consultazione 2,8 ml di partecipanti.

Consultazione degli iscritti edizione 2017 circa 220.000 partecipanti con un consenso del vecchio ed attuale leader di circa il 65%.

Consultazione nazionale 1,8 ml di partecipanti con un consenso a Renzi maggiore del 70%.

Macro considerazione dei dati.

Il primo dato è che in questa circostanza abbiamo avuto un calo dei partecipanti superiore al 35%.

Il secondo dato è che gli iscritti non sono stati appassionati al tema ( hanno votato solo il 50% degli aventi diritto), e che hanno determinato un consenso con il segretario eletto intorno al 65% per quelli che hanno votato, che corrisponde al 33% del totale degli iscritti.

L'ultimo dato è quello relativo ai dati allargati al popolo sull'argomento:

Questo ha aumentato l'indice di gradimento di Renzi di almeno un 10% rispetto agli iscritti, dato che andrebbe analizzato e studiato con gli esperti di materie sociali.

Che possiamo dire oltre a ciò sull'evento:

Che la consultazione ha sempre una certa rilevanza sulla storia della nostra democrazia, anche se essa ( da sola) non ci dà una previsione certa circa il gradimento sulla persona scelta sia nel ruolo di segretario di partito che come futuro leader di qualsiasi coalizione di governo del nostro paese.

Nell'auspicio che si faccia del tutto per tornare alle urne ( quelle vere) per far esprimere i cittadini sul partito oppure sulla coalizione che gli stessi sceglieranno per farsi governare, magari con una legge chiara, dove sia facile valutare le indicazioni date dagli elettori e che fissino in modo altrettanto chiaro i limiti ed i confini del mandato da assegnare al nuovo governo.



Commento scritto da velleitario il 02 Maggio 2017 alle 15:22
La dietrologia,peraltro legittima,è divenuta lo sport preferito dei cultori di.

Ineludibilmente si può affermare senza ombra di dubbio che questa tipologia di consultazione largamente democratica rappresenta una(pratica)inedita negli altri schieramenti o partiti politici nel nostro paese.

A mio modesto parere, espressione più alta di democrazia rappresentativa( come ci ricorda la nostra carta costituzionale)

Sostanzialmente differente dalla democrazia del WEB del

Quante cose sono cambiate dal 2013!!

Ogni persona si rende conto quotidianamente delle coseguenze dei cambiamenti,delle innovazioni......

Il mondo corre veloce.....smettiamo di girare,girare,girare a vuoto......

Avanti dunque Partito Democratico,rifuggiamo l'immanenza per la trascendenza,coraggio.

IL coraggio in politica è fondamentale!!L'attendismo è nullità!!



The silent majority is back and we're going to take our contry back!!??

Ovviamente ad maiora


Commento scritto da Diogene il 02 Maggio 2017 alle 17:28
La maggioranza silenziosa è tornata e riprenderemo il nostro paese ?

Un anziano nei giorni scorsi mi ha detto : " DO' METTEMO MANO " ?



Commento scritto da SCONVOLTO.... il 02 Maggio 2017 alle 18:19
leggo...."Ineludibilmente si può affermare senza ombra di dubbio che questa tipologia di consultazione largamente democratica rappresenta una(pratica)inedita negli altri schieramenti o partiti politici nel nostro paese."



Forse negli altri partiti non ci sono 3 pretendenti al trono che vogliono dirigerlo, anche perche 2 dei 3 hanno capito che sta facendo la fine del Titanic....

Altri 2 o 3 se ne sono andati a fondare altri movimenti....

E leggo che qualcuno ha votato 5 volte.... 400 mila sono immigrati che servono solo a diminuire la quantità enorme di coloro che si sono rotti le scatole di votare per un partito che rappresenta oramai le banche e affossa gli operai e gli italiani.

E vanno a votare per uno che spergiurava di abbandonare la politica in caso di sconfitta il 4 dicembre....

Ora Gentiloni stai sereno.... Denocraticamente parlando!


Commento scritto da nr il 02 Maggio 2017 alle 19:34
Apprezzo molto le riflessini critiche del Direttore, con un appunto però fondamentale: quando scrivi "Un soggetto politico frutto del riformismo più compromesso con la finanza e i grandi gruppi industriali, che non può certo definirsi erede delle battaglie sociali e per i diritti di donne e lavoratori ma neanche, ahilui, dello spirito nobile che animò Berlinguer e Moro quando si sedettero al tavolo del compromesso storico"; non sono proprio d'accordo. Il disastro del partito democratico comincia proprio negli anni del compromesso storico fra il PCI di Berlinguer e la parte della DC che si rifaceva ad Aldo Moro. Allora avviene una svolta epocale nel partito dei lavoratori italiani che produrrà il disastro attuale.

Il mio appunto, per alcuni estremista, è facilmente verificabile. Se non fosse come dico io, oggi avremmo il successo di coloro che quel compromesso lo rivndicano.Cosa che non c'è. Faccio degli esempi pratici: se il problema del PD fosse quello di aver tradito la sua anima socialdemocratica, al suo posto un "vero" partito socialdemocratico sarebbe emerso. Invece SEL, sinistra italiana, rifondazione, oggi la scissione dei bersaniani (che non ricordo nemmeno come si chiama), sono allo "zerovirgola". Questo significa che non c'è una vera anima di sinistra riformista che si salva, ma che è la sinistra riformista, in toto, ad aver fallito.

Questo avviene per ragioni oggettive dello sviluppo del capitalismo. Se ci sono sempre meno molliche da elargire ai poveracci intorno al banchetto dei ricchi, c'è meno spazio per tutto il riformismo. Il vero tema è: perché allora non rinasce una sinistra rivoluzionaria?

A questo punto bisognerebbe fare un lungo escursus. Il PCI, da quando è nato, ha sempre vissuto di continue svolte a destra. Il primo segretario, Bordiga, è stato defenestrato direttamente da Mosca per sostituirlo con Gramisci. questo poi, lasciato marcire in carcere, è stato sostituito a sua volta da Togliatti. Questi erano i due segretari amici di Mosca. Poi il PCI di Berlinguer ha cercato di liberarsi dalla direzione sovietica, ma verso destra. Nonostante nel nome fosse "comunista" era a tutti gli effetti già allora un partito socialista-riformista. Con il difetto ulteriore, a differenza dei riformisti tedeschi, francesi, inglesi, della condanna all'opposizione a vita. Questo ha provocato una vera e propria ossessione isterica per il potere. E il solo modo che hanno visto per conquistarlo era continuare a svoltare verso destra. Il PDS, poi i DS, poi il PD, poi il nuovo PD di Renzi. La fine che hanno fatto coloro che hanno rifiutato queste svolte a destra è stata pietosa.

Se il PCI era superato, perché non sostituirlo con altri 70 anni di PDS? Questa è la vita politica di un partito europeo normale di sinistra. Quando hai le basi solide, tanti anni punti a durare. Invece il continuo trasformismo, e sempre verso destra, è stato la morte politica del PD.


Commento scritto da rosso vino il 02 Maggio 2017 alle 20:42
L'ipotesi del compromesso storico era, tradotta dal politichese in termini sociali, che sfruttati e sfruttatori, lavoratori e imprenditori, potessero andare d'accordo, trovare un compromesso. Il fallimento del PD, che col jobs act ha dimostrato di stato solo dalla parte degli imprenditori, è la fine di quel percorso. Prima lo capiamo, prima costruiamo un'alternativa.


Commento scritto da Il Corvo della rocca il 03 Maggio 2017 alle 09:28
Nulla avviene per caso! Io consiglierei agli elettori del PD di Spoleto di andare a esultare a Terni. Almeno troverebbero un'atmosfera più appropriata alla loro.


Commento scritto da Paolo il 03 Maggio 2017 alle 10:44
La disamina manca di dare due dati importanti:

1) la diminuzione della partecipazione è in calo ovunque. Anche nello stesso partito m5s a cliccare (che richiede decisamente meno fatica e meno impegno) sono sempre di meno, sia per scegliere i candidati sindaci nei vari comuni, sia nella piattaforma Rosseau dove si votano le bizzarre proposte pentastellate, alla fine sono 4 gatti e sono costantemente in calo. La gente chiede di votare ma poi non va a votare. E votare fisicamente richiede tempo, spostamenti con la macchina, rinuncia ad un paio d\'ore in un ponte dove tutti vanno fuori con la famiglia. Ben altra cosa è schiacciare un pulsantino su un computer, facile facile.

2) Il partito democratico di spoleto ha fatto di tutto per non portare la gente a votare: i seggi da 11 degli scorsi anni sono diventati a malapena 5, niente gazebo nelle piazze e nelle vie, le sedi dei seggi erano tutte nelle sedi di circolo e non in luoghi più accessibili e in vista,come (accadeva negli anni passati). Niente manifesti, volantini mai visti. Quasi zero iniziative pubbliche, niente banchetti: è così che informi la gente? E\' così che la porti a votare? Mettiamoci pure che il partito a spoleto ha deciso di far pagare i due euro anche ai tesserati (contravvenendo ad una regola nazionale, ma le regole non si rispettano sempre????), alcuni iscritti possono aver pensato a ragione che fosse una ingiustizia ed essere rimasti a casa, dando per scontata la vittoria. Detto questo, quando un altro partito porterà a votare alle primarie interne 2 milioni di votanti gli dirò bravo.

Tralascio ogni giudizio sulle, per me farneticanti e anacronistiche, opinioni del direttore riguardo alla sinistra.



Commento scritto da Primarie e marketing il 03 Maggio 2017 alle 15:37
Onore al merito a Daniele Ubaldi, per aver saputo esprimere un pensiero fuori dal coro, politicamente quasi scorretto, suscitando le risentite rimostranze di qualche benpensante di solida impostazione PD.



In realtà, tre erano i MESSAGGI-CHIAVE diffusi da Renzi a reti unificate la sera del 30:

• I votanti erano due milioni

• Renzi era sopra il 70%

• Orlando era sotto il 20%



Oggi, dopo oltre tre giorni di attesa, i dati non sono ancora definitivi, ma pare che i tre postulati non siano del tutto veri, venendo quindi derubricati ad assiomi non dimostrati.



A questo punto, mi sembra opportuno svolgere qualche argomentazione, di taglio politico-numerico.

In ordine:

- Il milione di voti persi dovrebbero , presumibilmente, essere riferibili in prevalenza ai “non renziani” (scissionisti o delusi, in gran parte); se avessero votato, come avevano fatto le altre tre volte, la percentuale del “trionfatore” sarebbe scesa al 45%. Sempre alta, ma certo non esaltante

- I politologi stimano in circa 1,3 milioni gli italiani che campano di politica, nelle varie articolazioni che questa assume. I tre quarti delle regioni sono amministrate dal PD, per cui è ragionevole attribuire una percentuale simile ai “professionisti della politica” di area PD, per un totale di circa 800 mila soggetti; siccome tengono famiglia, la massa critica diventa di circa 2 milioni e quattrocentomila persone

- In Umbria, il discorso è ancora più chiaro:la nostra Regione detiene la quota più alta di dipendenti pubblici in rapporto alla popolazione, cioè 50 mila su 825 mila (pari al 6,1%); a questi vanno sommati circa 40-50 mila dipendenti di aziende con capitale pubblico, 300 mila pensionati (tra cui molti con assegno di invalidità, al secondo posto in Italia)



Alla luce di tutto ciò, la “marcia trionfale” appare una marcetta, ed in Umbria addirittura una retromarcia; visto quello che sta avvenendo al Comune di Terni, forse ha avuto ragione chi è andato al mare.





Commento scritto da annamobene il 03 Maggio 2017 alle 16:51
Stupefatto ho letto, anzi riletto, l'editoriale del Direttore. Ed ancora oggi non capisco bene dove vuole andare a parare. Mi dispiace.

Diciamo subito che qui siamo in presenza di una inconfutabile importante prova di democrazia messa sulla piazza da una forza politica che vorrebbe governare questo nostro bistrattato paese.

Nonostante i tanti detrattori, guarda caso pressoché radicalmente gli stessi che nel '53 non consentirono a De Gasperi di potere governare la nostra Nazione distrutta da una terrificante guerra dopo un ventennio di angherie, ci ritroviamo a leggere che.... "ora è peggio del '45" !!

Mi consenta, egregio Direttore: per chi ha vissuto quel periodo, affermare ciò non può che essere considerata una vera e propria eresia.

Insomma, per arrivare nel concreto, si vuole affermare che duemilioni di italiani che si sentono in dovere di partecipare a questa competizione sono nulla? Se invece erano tremilioni che cambiava?

La declamata "assenza di partecipazione", al paventato " disinteresse nazionale" e alla presunta "apatia di fronte alla classe politica priva di programmi", ed in modo particolare alla menzionata assenza del " sentimento della sovranità e dell'amor proprio e di Patria" , non possono che destare sgomento. Almeno per chi scrive.

A meno che non abbia voluto ancora una volta tastare il polso dei soliti cattedratici che, con affettazione, solitamente inoltrano i loro commenti sempre più sofisticati. Addirittura ora anche in inglese!!!


Commento scritto da Trilussa il 03 Maggio 2017 alle 18:54
Ar Corvo de a Rocca che nun perde tempo de collegà le fauci co lo sfintere, je vorrei dì solo questo: oggi er dottor Liguori stà a indaga sugli appalti de e coop vicine a li compagni. Domani aripijera quer fascicolone su quer villone abbandonato!! E vedrai come quarche amico sua le brucia e calorie! Artro che diete!!


Commento scritto da Er Corvo de a rocca il 04 Maggio 2017 alle 08:49
Caro Trilussa, nella tua ironia sei fortissimo! Le tue frasi alla romanesca mi divertono e mi appassionano. E per questo ti perdono a nome mio e a nome di qualche "amico mio" che per la preoccupazione delle tue dichiarazioni appare già dimagrito. Ciò che hai detto, sulle intenzioni del dottor Liguori, gli ha anticipato la stagione estiva, senza doversi sottoporre ad alcuna dieta. Non deve far altro che togliersi le mutande, mettersi il costume e andare al mare a fare il figo. Ti ringrazia!


Commento scritto da Eugenio Enrico il 04 Maggio 2017 alle 14:59
Ancora una volta: non riesco a condividere una riga di quello che scrive Daniele Ubaldi


Commento scritto da velleitario il 05 Maggio 2017 alle 08:04
Non è,e non sarà mai,mia intenzione ridimensionare alcunchè!!

Ho la consapevolezza di essere in possesso di una laurea in tale da andare controcorrente al tentativo dell'affermazione del pensiero unico del pensiero globalizzato.

Non amo l'uniformità di pensiero,mi affascina la differenza attraverso la quale ci può essere una migliore crescita esistenziale.

Riscontro una anoressia esistenziale.

Non voglio essere un genio:ho già problemi a sufficienza cercando di essere solo un uomo.

Mi limito soltanto ad interloquire in modo garbato e rispettoso con questo utile giornale,ovviamente non sempre condivido ma pur sempre una unità di misura dei rapporti quale è la relazione.

Mi limito a comunicare pensieri in libertà con la consapevolezza che essi possono avvicinarsi alla realtà,altra cosa è la certezza della verità,che per l'essere umano non è percorribile.

Tornando al tema delle(primarie del PD cosa avranno di esultare)posso fare alcune considerazioni.

Le elucubrazioni siffatte dimostrano che la sinistra non si è accorta che il mondo è cambiato.E li regna una.

La sinistra perde identità nel nostro paese in tutta Europa e nel mondo.Perchè?

Le risposte possono essere molteplici.

Forse sono state disattese le aspettative deidi attuazione della lotta per la ridistribuzione del reddito e della ricchezza più equa?

Ossia non si è contestualizzata coerenza tra pensiero e azione?

Gli intellettuali specie quelli di sinistra da 70 anni in maggioranza sono molto bravi nel trovare termini appropriati per designare cose che non piacciono usando il marchio dell'infamia ideologica.

Sostanzialmente non hanno una cultura di governo,non vogliono governare.

Semplice è stare alla finestra.

In Italia smarrito dalla sinistra il buon senso,il Dio amorevole si è trasformato in odio.

Non si discute sulle idee ma sulla persona.

Non ci si divide sulle grandi interpretazioni del mondo,bensi su posizioni personali,mentre si deve trovare un pensiero e una strategia nuovi,non sulla base della cultura del 900,ma guardando alle trasformazioni che hanno cambiato il mondo.

Le faide interne del più grande partito di sinistra d'Europa del 21 secolo,la irriducibile mancanza di legittimazione del segretario ha disperso un patrimonio politico molto importante.

Queste sono le motivazioni che hanno allontanato il popolo di sinistra dal partito e le sue consultazioni.

Occorre una conoscenza mnemonica.

Karl Marx ci ricorda che: la coscienza dell'uomo è determinata dal suo essere sociale.La nostra sensibilità è condizionata dal censo.......

Aggiungo che in politica il coraggio è fondamentale,l'attendismo è nullità.

Pronto a mitigare le situazioni, ma non posso non riscontrare il modo di fare,una stucchevole sicumera da primi della classe.

Essi dovrebbero indicare quale schieramento e leeder politico potrebbero realizzare le aspettative autoreferenziali di 60 milioni di persone.

Ad maiora.


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