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Spoleto - Politica, 15 Maggio 2017 alle 11:19:49

Italmatch, parla Rifondazione: 'Pietra tombale sulla delocalizzazione?'

'La contrapposizione tra ambiente e lavoro è ricattatoria' [Commenti]

Riceviamo e pubblichiamo da Rifondazione comunista di Spoleto:


Dopo qualche anno di colpevole silenzio il problema Italmatch torna d'attualità a causa della Delibera della Giunta Comunale che prevede l'approvazione di un ampliamento dell'Azienda (preceduta dalla approvazione di una donazione di un pick up


da parte di Italmatch destinato alla Protezione civile). La notizia è apparsa sui notiziari online, seguita successivamente da un articolo di risposta dell'assessore Cappelletti, in cui lo stesso riferisce in merito al contenuto della Del. n.84 del 29-3-17 relativa alla nuova proposta di accordo con Italmatch.


Non vogliamo entrare nel merito della questione della donazione anche se rimaniamo quantomeno perplessi dal fatto che l'Ente che dovrebbe essere deputato al controllo e garante per la sicurezza dei cittadini accetti donazioni dal controllato; pensiamo infatti che di questi, come li definisce l'assessore Cappelletti, "atti di liberalità", se ne dovrebbe occupare (se ce ne è motivo) la magistratura. Ci limitiamo solo a citare un noto politico (non appartenente certo alla nostra "parrocchia") che diceva "a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca".


Ma torniamo al problema vero e cioè al preoccupante cambio di rotta dell'Amministrazione Comunale che, con questa delibera, nell'abbandonare le strade che le Amministrazioni precedenti avevano intrapreso in ottemperanza alle direttive in tema di sicurezza, giustifica tale decisione in quanto "...l'impegno di un'Amministrazione deve essere anche quello di salvaguardare (...) le sue realtà produttive, sopratutto in un momento come questo" .


Ci troviamo pertanto, come in altre situazioni in Italia, di fronte alla ricattatoria contrapposizione tra ambiente e lavoro ed al rifiuto ad intraprendere l'unica via (invero non sempre agevole) che per noi, in casi come questo, può salvaguardare sia la sicurezza della popolazione che i livelli occupazionali, cioè quella della riconversione e/o delocalizzazione delle attività a rischio.
Fermo restando che gli ultimi che devono rischiare di subire conseguenze in tali situazioni (come al contrario spesso accade) sono i lavoratori e che il problema del lavoro è per un partito come il nostro sempre al primo posto, le soluzioni citate sono le uniche che gli Enti preposti devono perseguire tenacemente, con tutti i mezzi a disposizione, anche i più costosi in termini economici, perché le sole in grado di risolvere tali situazioni.


Vorremo ricordare a questa Amministrazione che la decisione, attraverso il PRG, di delocalizzare in altra area l'attività dell'Italmatch è stata a suo tempo presa proprio per ragioni di sicurezza e salvaguardia della cittadinanza essendo tale azienda, pur classificata a "Rischio di incidente rilevante di soglia superiore" (livello più alto di rischio) ai sensi del D.Lgs. 105/2015 (Direttiva Seveso III) nonché "Industria Insalubre di prima classe" (la più alta) ai sensi del D.M. 5-11-94, situata all'interno della città in zona altamente popolata con scuole, edifici pubblici e stazione FFSS.
Per chi vuole approfondire e conoscere i rischi connessi consigliamo la lettura dei documenti sulla sicurezza dell'Italmatch pubblicati dal Comune di Spoleto nella sezione riservata alla Protezione Civile, documenti, quindi, non certamente di parte.


Alla delocalizzazione erano favorevoli sia i precedenti sindaci (Benedetti intervista del 28-10-11; Brunini intervista del 9-3-2013) che l'ARPA "(...) l'opportunità, che lo stabilimento Italmatch inglobato all'interno di aree fortemente urbanizzate, sia delocalizzato in una area opportunamente definita" (parere Arpa per approv. PRG 2008). E' peraltro vero che il PRG 2008 è bloccato a causa della vittoria per il ricorso al TAR dell'Italmatch, ma è anche vero che tale sentenza è stata impugnata davanti al Consiglio di Stato e quindi dovremmo attendere la sentenza definitiva prima di arrenderci.


Quello però che non si dice né negli articoli precedenti né nella risposta dell'assessore, è che fine farà, a causa del nuovo accordo proposto, l'appello sospeso presso il CdS. L'Amministrazione ha deciso di ritirare l'appello, rendere inoppugnabile l'accordo stesso e quindi accetta, sulla nostra pelle, che l'Italmatch rimanga definitivamente in centro città, con tutti i rischi relativi? Da una lettura approfondita dell'accordo sembrerebbe proprio di sì.
Noi pensiamo che questo sia il vero punto focale di tutta la situazione: l'Amministrazione sta forse "svendendo" la nostra sicurezza? E se sì, in cambio di cosa?


Il problema che si pone non è quindi l'ampliamento o meno dell'Azienda quanto che la stessa sia autorizzata ufficialmente a rimanere lì e questo non può essere assolutamente messo sullo stesso piano della bilancia di una pur meritoria ricerca dell'Amministrazione di ridurre le aree produttive e residenziali, né di un risparmio economico per spese legali, né di evitare l'alea di un eventuale annullamento del PRG.
Quindi, alla luce di tutto ciò, l'esaustiva risposta di Cappelletti è pertanto, se pur rispondente al vero, comunque non accettabile, per la "pietra tombale" che mette sull'auspicata e motivata delocalizzazione dell'Italmatch, che proprio in questo periodo assume particolare rilevanza anche a causa dei recenti eventi sismici.


Queste sono le risposte che vogliamo avere dall'Amministrazione e le vorremmo avere prima che tale proposta diventi esecutiva ed inoppugnabile (e cioè prima della eventuale approvazione definitiva del Consiglio Comunale) per poter, come cittadini, esercitare il nostro diritto/dovere di controllo ed eventuale dissenso su atti che sembrano procedere in senso contrario alla via tracciata in materia di sicurezza del territorio da norme e direttive vigenti.


Circolo di Rifondazione Comunista "E. Martinelli" di Spoleto



Commenti (7)

Commento scritto da Via del fosforo il 15 Maggio 2017 alle 13:58
Il PD e il movimento 5 stelle di spoleto che dicono in proposito?


Commento scritto da Via della Chiarezza il 15 Maggio 2017 alle 15:22
Mi domando quali sindaci e amministrazioni precedenti hanno permesso di accerchiare quasi tutto intorno lo stabilimento Italmech con costruzioni abitative di vario livello. Anche questo non era il miglior modo di salvaguardare il lavoro e la salute dei cittadini.


Commento scritto da mah il 15 Maggio 2017 alle 19:46
E' fin troppo facile fare la retorica scrivendo che quando veniva approvato il prg che prevedeva la crescita abnorme della città, soprattutto nell'intorno del sito in questione, voi eravate al governo della città e nulla avete obiettato. Non lo voglio dire, perchè in fondo è giusto chiedere la delocalizzazione, visto che non siete (e siamo tutti noi) stati capaci di evitare che la città crescesse proprio lì intorno. Parlate di ricatto non sapendo neanche chi avete di fronte. Non la Novelli o la Minerva (ditte a carattere locale ormai "fallite"), avete una società che ha stabilimenti in tutto il mondo. Se chiediamo la delocalizzazione, pensate che semplicemente ricostruirebbero uno stabilimento in una zona industriale (magari quella di Fabbreria almeno il mega parcheggio nel deserto servirebbe a qualcosa), oppure, più facilmente si delocalizzerebbe in un paese meno burocratizzato e dove magari i costi di gestione sono più bassi? Come al solito fate una polemica su cose che non avete saputo gestire quando avreste potuto, senza proporre uno straccio di alternativa, accusando gli altri di incapacità.


Commento scritto da No-global il 16 Maggio 2017 alle 00:24
Scusate, ma mi pare che vi sfugga un aspetto; quando una multinazionale viene messa nelle condizioni di doversi delocalizzare, si trasferisce a cinque chilometri di distanza ?

La Cina è vicina...

E se ci fossero stati accordi sottobanco, altro che un pick up da quindicimila euro, con tanto di logo...

Qui state confondendo le mele con le pere.

Ma Spoleto è famosa per saper sempre segare il ramo sul quale è seduta, e gli spoletini tengono alta questa tradizione .


Commento scritto da @mah il 16 Maggio 2017 alle 07:01
Sei un commentatore o distratto o che spera nella scarsa memoria


Commento scritto da Aurelio Fabiani il 16 Maggio 2017 alle 08:46
Risposta a mah. Non lo farò, ma a volte bisognerebbe denunciare i calunniatori. Non sono oggi di Rifondazione Comunista ( non sono più del PRC dal luglio 2006) ma sono stato il segretario di Rifondazione a Spoleto da quando è nata, marzo 1991, al luglio 2006 appunto. Non c'è formazione politica spoletina che si sia scontrata in modo più radicale del PRC di allora con il "nuovo" Piano regolatore. Per questo abbiamo subito ogni sorta di sopraffazione (denunce penali, processi), siamo ripetutamente scesi in piazza contro lo stesso piano regolatore "nuovo" . Infine eravamo all'opposizione in Consilio, non al governo della città. Ogni documento scritto, ogni verbale dei consiglio comunale, ogni informativa della questura o atto del tribunale che riguardi la questione parla di questo. Per cui non si azzardi più a spargere menzogne , sia se parla swenza sapere, sia che lo faccia per furbizia politica. Aurelio Fabiani


Commento scritto da No-global il 16 Maggio 2017 alle 14:14
Scusate, ma mi pare che vi sfugga un aspetto; quando una multinazionale viene messa nelle condizioni di doversi delocalizzare, si trasferisce a cinque chilometri di distanza ?

La Cina è vicina...

E se ci fossero stati accordi sottobanco, altro che un pick up da quindicimila euro, con tanto di logo...

Qui state confondendo le mele con le pere.

Ma Spoleto è famosa per saper sempre segare il ramo sul quale è seduta, e gli spoletini tengono alta questa tradizione .


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