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Lavoro, 17 Maggio 2017 alle 15:27:44

Lavoro, Mancini (LN): 'Quando arriveranno i soldi per la comunità spoletina, inserita nelle aree di crisi industriale?'

Il consigliere regionale ha incontrato oggi i lavoratori della ex Pozzi presentando un'apposita mozione [Commenti]

“Finora i lavoratori spoletini e gli umbri in generale hanno visto troppe passerelle in pompa magna e striminzite buste paga che arrivano con mesi di ritardo, ennesima beffa alla dignità delle persone”. Lo dichiara il consigliere regionale Valerio Mancini (Lega nord) 


annunciando la presentazione di una mozione, condivisa dal capogruppo Emanuele Fiorini, con cui chiede conto all'Esecutivo di Palazzo Donini dei fondi stanziati per le aree di crisi industriale, di cui fa parte anche Spoleto.


Dopo aver incontrato una delegazione dei lavoratori della ex Pozzi (oggi Isotta Fraschini), Mancini rimarca che “la ricchezza prodotta in Umbria oggi vale 3,4miliardi di euro in meno rispetto all’inizio della crisi, nel 2008. In 9 anni abbiamo perso 16,5 punti di Pil e se nel 2015 si è registrato qualche debole segnale di inversione di tendenza, i dati del 2016 parlano di 15mila occupati in meno in un anno. E l’area spolentina, così come quella ternana, non è esente da questo drammatico fenomeno, per cui nella città del Festival dei Due Mondi,oltre all’ex Pozzi ci sono anche altre rinomate aziende in seria difficoltà, parlo della Cementir e della Novelli, tutte imprese con alto tasso occupazionale, con un passato di tutto rispetto e un futuro che la città deve garantire con tutte le sue forze, politiche, sociali e sindacali”. 


“Al di là delle vicissitudini manageriali delle singole aziende ritengo – spiega Mancini – che le responsabilità di questo triste quadro siano da imputare proprio alle forze politiche e sindacali che hanno perso di vista la loro missione di tutela del diritto al lavoro e troppo referenziali alla politica del Pd. La Lega Nord, a differenza di altri partiti, si schiera dalla parte dei lavoratori e annuncio una mozione, insieme al capogruppo Fiorini lanciando, di fatto, la sfida al ministro delle attività produttive, Calenda, alla Giunta Marini e agli stessi sindacati affinché mettano in capo tutti gli strumenti necessari per far finanziare quanto previsto anche dal decreto legge n. 189/2016. È fondamentale ricordare che per le aree di crisi non complesse, il Governo aveva stanziato 124milioni di euro e che, ad oggi, non includono il Comune di Spoleto. Il terremoto ha colpito violentemente la nostra Regione ma c’è la possibilità di accedere a cospicui fondi per la ricostruzione e il rilancio delle attività industriali, quindi – conclude Mancini - che il Governo Centrale, la Giunta Marini e il sindaco Cardarelli si rimbocchino le maniche e chiedano quanto spetta a Spoleto”.



Commenti (4)

Commento scritto da IncazzatoNERO il 17 Maggio 2017 alle 21:39
Finalmente qualcuno che si è attivato concretamente per risolvere i problemi della Pozzi e delle altre aziende in crisi nel territorio spoletino! E auspico che sia fatto quanto scritto nelle ultime 2 righe,quindi che il governo,la giunta Marini e il sindaco si attivino affinchè vengano assegnati a Spoleto i fondi che gli spettano per far ripartire le fabbriche!


Commento scritto da ROSSO di rabbia il 18 Maggio 2017 alle 07:57
"Finalmente qualcuno si è attivato". Alla faccia del finalmente. La ex Pozzi massacrata per 10 anni. Sepolta con tutti i suoi lavoratori negli ultimi tre anni e quando tutto il sangue è stato versato e ci sono state lotte continue per resistere, arrivano questi del Nord a piantare le loro bandierine. Tornate a casa vostra che qui non vi vogliamo, i buoi sono scappati da tempo, andate a fare propaganda in Padania.


Commento scritto da Agostini il 18 Maggio 2017 alle 10:21
...sciacquati la bocca prima di dire che il sindacato(rsu ne fa parte) è referenziale al PD o ha perso di vista la propria missione. Capisco la tua bramosia elettorale, ma non per questo puoi cambiare lo stato delle cose. La rivisitazione storica è prerogativa della destra e siccome rivisitare non è vivere le fasi storiche,mi domando dove stavi quando noi tutti della ex pozzi stavamo lottando contro ogni forma di tirannia..ingiustizia..vessazione e altro ancora.

Troppo facile ora puntare il dito, così facendo si cercano pseudo colpevoli e non le soluzioni alla vicenda.

Ricordo bene che durante la lotta che abbiamo portato avanti,i tuoi amici con la camicia verde del nord (vicini al signor Castiglioni ) mi cercavano per far rientrare l allarme che noi avevamo sollevato. Strano modo di stare vicino ai lavoratori.


Commento scritto da BAV il 19 Maggio 2017 alle 21:00
Anche se troppo in ritardo e con scopi non chiari (come si diceva impregnati di contraddizioni, come sa chi era in azienda nel periodo di crisi più nera...), riterrei di fornire alla politica tutta alcuni argomenti di supporto alla causa:



1) IMS - IFFA: possiedono un know how di valenza europea e non solo, visto che la propria concorrenza non veniva da paesi diversi che Stati Uniti o Europa del nord.



2) Si capisce implicitamente quindi che il fatturato era costituito per la maggior parte da soldi "buoni", che entravano nel paese (Italia), e che l'altra parte almeno non usciva.



3) E' chiaro che ci fossero problemi finanziari, i quali hanno negli anni anche limitato lo sviluppo tecnologico (in termini impiantistici) delle aziende, e quindi potenzialmente anche un ulteriore sviluppo commerciale (che poteva anche portare ad una maggiore diversificazione dei prodotti e delle tecnologie impiegate).



4) I clienti: la maggior parte di rilevanza mondiale. Le parti prodotti arrivavano attraverso i clienti, quando non direttamente, in ogni parte del mondo, spesso per realizzare progetti importantissimi.



5) Personalmente posso testimoniare la fedeltà dei più importanti clienti fino all'ultimo giorno della mia permanenza in azienda (poco prima dell'arresto degli impianti), i quali si sono complimentati per i risultati ottenuti, fino all'ultimo, della qualità e della puntualità con cui si è riusciti a soddisfare i loro bisogni (nonostante gli scarsi mezzi rimasti a disposizione).



6) Mi rivolgo alla politica tutta perché credo che ormai si debba chiaramente dire alle persone quale sia il progetto di paese che si vuole portare avanti. Gli altri paesi stanno programmando il loro futuro! il compito della politica italiana è quello di pianificare il futuro dell'Italia, ed in questo caso dell'Umbria. non si può permettere di perdere un tipo di "produzione" senza avere un'alternativa (immediata perché le persone debbono sopravvivere oggi non tra 20 anni).





Rimango a disposizione di chiunque voglia intraprendere un discorso costruttivo in merito.



PS solo per la redazione:



Inoltre spero che la redazione abbia il coraggio di pubblicare quanto sopra è scritto, perché scaturisce da esperienza e buonafede. Ho gestito la produzione di IMS negli ultimi tempi, quando proprietà e direzione erano "latitanti" e non avevamo più la possibilità di acquistare neanche le materie prime per soddisfare gli ordini!!! non ce l'ho con nessuno e non ho interessi perché ora ho un altro lavoro, ma ho conosciuto a fondo l'azienda e tutta l'esperienza accumulata mi ha permesso di accrescere la mia professionalità e di cambiare atri due lavori (per scelta) rimanendo in Umbria !!! Tralasciando il fatto che grazie all'istruzione ed all'esperienza accumulata sono stato molto più fortunato di altri, voglio sottolineare che la perdita di tutte le professionalità delle aziende IMS-IFFA è gravissima per l'Umbria e soprattutto per lo Spoletino. Mi piacerebbe che qualcuno se ne rendesse conto e permetta a quelle persone di continuare a produrre ricchezza, per se stesse e per tutta la comunità Umbra, visto che a mio avviso si potrebbe fare anche con uno sforzo non grandissimo.



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