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Spoleto - Cronaca, 09 Giugno 2017 alle 21:13:48

Tuderte assassina, i familiari di Simone Scerna si appellano al giudice; 'Non archivi il procedimento penale'

'Che la morte di nostro figlio non sia vana'

Giorni decisivi per il procedimento penale contro ignoti per omicidio colposo per la morte di Simone Scerna, il giovane rimasto vittima dell'ennesimo incidente sulla Tuderte: nell'udienza tenutasi il 6 giugno presso il Tribunale di Spoleto sono state ribadite dal legale dei familiari le ragioni


dell'opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero titolare del fascicolo, dott.ssa Michela Petrini, e il Giudice per le Indagini Preliminari, dott.ssa Daniela Caramico D'Auria, si è riservata la decisione. Ed è proprio al Gip che la famiglia di Simone, nella sfibrante attesa del responso, lancia un appello forte: "Signor Giudice, non archivi tutto".


Simone, che aveva solo 25 anni ed ha lasciato anche una figlioletta, il 21 aprile 2015 stava rincasando sulla sua Audi A3 e procedeva sulla Provinciale 451 di Bruna, la Tuderte, quando, a pochi chilometri da casa, a Spoleto, ha perso il controllo dell'auto schiantandosi contro uno dei platani a bordo strada, che ha fatto anche da perno, provocando il ribaltamento della vettura nel fossato: una carambola fatale. Quella di Scerna, però, è stata solo una delle tante tragedie consumatesi su quell'arteria, tristemente nota per la pericolosità e i tanti incidenti concausati dal manto stradale sconnesso - il 25enne potrebbe essere stato tradito da uno dei numerosi avvallamenti - e dalla presenza ai lati della carreggiata di due filari di alti platani disposti a breve distanza l'uno dall'altro, senza contare i due profondi fossati che scorrono poco più in là: un mix letale per chi sbanda.


La famiglia, per fare luce sui fatti e ottenere giustizia, tramite la consulente personale Daniela Vivian, si è rivolta ad una società di patrocinatori stragiudiziali specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni genere di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, che segue numerosi sinistri simili e che ha anche portato a "Mi Manda Rai tre" il caso della giovane friulana Alessandra Clama, rimasta in stato vegetativo dopo uno schianto contro un platano: qui è stata citata in causa Friuli Venezia Giulia Strade, ente gestore della strada. Per dare la dimensione del fenomeno, secondo i dati dell'apposito Osservatorio dell'Asaps, Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, nel 2015 in Italia sono state ben 127 le persone che hanno perso la vita in seguito a schianti contro un albero, e 255 sono rimaste ferite: un bollettino di guerra.


Lo studio di patrocinatori ha preso a cuore la vicenda di Simone e collabora attivamente con il penalista che rappresenta la famiglia e che ha subito proposto opposizione contro la richiesta di archiviazione del procedimento da parte del Pm. Nell'atto si dissente le conclusioni del Pubblico Ministero, che non ha ravvisato "elementi di responsabilità, colposa o dolosa, in capo a terzi nella causazione del sinistro", sostenendo invece che si possono desumere le prove "circa questa responsabilità, per il fatto di non aver correttamente manutentato la strada e non aver approntato tutti i sistemi di sicurezza che avrebbero potuto evitare, o quanto meno ridurre, gli esiti letali della fuoriuscita di strada di Simone Scerna". Due, in particolare, gli elementi di rischio su cui ci si sofferma, in quanto determinanti nel decesso del giovane: come detto, il manto stradale dissestato e i filari di platani senza protezione.


Al riguardo, si ricordano le norme che vietano di piantare alberature lateralmente alle strade o che impongono distanze minime, sei metri, nella fattispecie non osservate, prescrivendo anche la protezione e la messa in sicurezza degli ostacoli fissi, tra cui gli alberi. Norme che dovevano ben conoscere anche gli uffici della Provincia di Perugia preposti alla cura delle strade se è vero che a solo un paio di km dal luogo del sinistro, in direzione Castel Ritardi-Spoleto, sono stati installati una serie di guardrail a protezione dei platani e diversi cartelli stradali di avvertimento della pericolosità della strada per via dell'alberatura sul ciglio. Presidi che invece mancavano del tutto nel tratto dove Simone Scerna è deceduto: una lacuna che acuisce la rabbia dei familiari per una tragedia evitabile.


L'opposizione, peraltro, non è fine a se stessa, ma si chiede al Gip di proseguire e approfondire le indagini con l'espletamento di una perizia tecnica cinematica-ricostruttiva per verificare "se vi fosse la possibilità di posizionare, lungo il tratto di strada in questione, un sistema di sicurezza e ritenzione dei veicoli, anche sotto forma di guardrail, verificando se questo avrebbe potuto mantenere il veicolo in carreggiata o comunque limitare i danni ai suoi occupanti", e quindi per valutare se sussistano, come i familiari credono fermamente, "profili di responsabilità a carico degli organi e dei soggetti della Provincia a cui è demandata la cura, la manutenzione e la messa in sicurezza della Sp 451 per via di questa omissione".


"Archiviare sbrigativamente questo procedimento significherebbe non solo non fare giustizia per Simone ma rendere anche vana la sua morte e perdere l'occasione per costringere la Provincia a porre tra le proprie priorità la Tuderte, evitando altre tragedie", concludono i familiari del giovane, che si battono anche per la completa messa in sicurezza dell'arteria. Sarà un caso, ma la Provincia di Perugia di recente ha avviato un pacchetto di interventi sulla Sp 451 per l'installazione di autovelox, la riasfaltatura e la sistemazione di semafori agli incroci e attraversamenti pedonali: peccato però che questi lavori, oltre a non essere mai stati conclusi, non hanno riguardato in alcun modo l'elemento più pericoloso, i platani, che restano tuttora senza alcun dispositivo di protezione.


 


 



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