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L'Oculista Risponde, 31 Luglio 2017 alle 09:35:28

PARLIAMO DI CHERATOCONO

[Commenti]


Benedetta Cocca - benedettacoccab@yahoo.it (*)

Il Cheratocono è una malattia degenerativa non infiammatoria della cornea caratterizzata da un suo progressivo assottigliamento e sfiancamento conico, tali da indurre l'insorgenza di un astigmatismo miopico irregolare.
Il termine "CHERATOCONO" deriva da due parole greche: "keratos" = cornea e "konos" = cono. In pratica significa cornea conica, ed è una condizione


nella quale la cornea viene a perdere la sua forma sferica normale, deformandosi in modo irregolare a forma di cono. Questo fatto compromette la nitidezza della visione anche quando sono utilizzati gli occhiali. Bisogna, infatti, sapere che le lenti degli occhiali sono costruite con dei concetti di simmetria che poi devono ritrovarsi nell'occhio.


Nel cheratocono la deformazione della cornea avviene in modo irregolare, asimmetrico e quindi solo parzialmente risulta correggibile con gli occhiali tradizionali. E' una condizione progressiva che può evolvere velocemente o svilupparsi lentamente negli anni. Spesso colpisce entrambi gli occhi (90-95% dei casi), ma si manifesta in tempi diversi tanto che inizialmente soltanto un occhio può sembrare interessato dalla malattia.


Il cheratocono è una patologia rara con una incidenza (nuovi casi per anno) riferita alla popolazione generale attorno ad uno per 2000 abitanti. Non sembra esistere una prevalenza maggiore a carico di uno dei due sessi. La causa rimane ancora poco chiara. Il fatto che sia presente spesso in più membri della stessa famiglia lascia pensare ad un forte ruolo degli aspetti genetici, ma non si sono ancora chiaramente identificati i geni responsabili.


Il cheratocono generalmente si presenta come patologia isolata, ma può essere associato ad altre malattie (patologie del tessuto connettivo, dermatite atopica, retinite pigmentosa).


QUANDO SI MANIFESTA?
Il cheratocono è molto raro nell'infanzia, si manifesta in genere durante la pubertà tra i 12 e i 15 anni di età. La forma spesso è evolutiva fino ai 25-30 anni e tende a stabilizzarsi dopo i 35-40 anni. La sua progressione prescinde da particolari condizioni cliniche oculari ed è imprevedibile.


COME VEDE IL PAZIENTE CON CHERATOCONO?
I principali sintomi che il paziente riferisce in una fase iniziale possono essere analoghi a quelli di una semplice miopia: compare una sfocatura della visione specialmente guardando lontano.
Successivamente la qualità dell'immagine peggiora e compare la percezione di una "sbavatura" delle immagini o di una loro distorsione, soprattutto la notte con aloni o visioni oblunghe delle luci. A volte si ha anche la percezione di immagini doppie oppure una deformazione netta delle immagini rette (come gli stipiti delle porte).
Questo si traduce in pratica in un "affaticamento visivo" per la visione a tutte le distanze. Il paziente lamenta la necessità di socchiudere gli occhi per una ricerca continua di un "fuoco migliore". Alcune volte è presente anche fotofobia (intolleranza alla luce).
La diagnosi non sempre è precoce poiché spesso è colpito un solo occhio, e pertanto la sintomatologia è ritardata a causa dell'aiuto che offre alla visione l'occhio migliore ,non ancora affetto dalla patologia.


I parenti giovani di un soggetto affetto da cheratocono dovrebbero consultare il proprio oculista per verificare una familiarità della patologia.
Data l'importanza e la valenza dell'argomento, nel prossimo incontro con voi lettori parleremo della diagnosi e delle cure di questa patologia.


(*) Medico chirurgo specialista in oftalmologia.



Commenti (1)

Commento scritto da Renzo Berti il 04 Agosto 2017 alle 07:51
Complimenti alla dottoressa Benedetta Cocca per la chiarissima esposizione su una patologia che interessa moltissimi pazienti! La scuola dell'esimio papà non si discute. Ricordo che fu il primo ad eseguire interventi di alta specializzazione su pazienti affetti da quest'ultima. E ad essi, giovane cronista, dedicai un ampio servizio sulle colonne di un foglio romano con cronaca dell'Umbria. Quindi, aspettiamo con piacere la prossima puntata della sua interessantissima rubrica.

Dott. Renzo Berti


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