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Spoleto - CRONICARIO, 29 Agosto 2017 alle 16:34:53

A fil di spada, l'affondo dell'Accademia di Scherma

[Commenti]


Alfonso Marchese

Testamento: vuole essere sepolto con la spada, sul modello di quella di Avatar. Che s'è fatto forgiare da un abile artigiano. Il maestro Andrea Tortora, che ha fondato l'Accademia di Scherma a Spoleto, ha messo per iscritto la sua volontà, casomai i familiari se ne dimenticassero. Ex bancario, ha investito


tutti i propri risparmi nella costruzione di una megastruttura dove ha sede l'Accademia (Madonna di Lugo). Al piano inferiore ci sono le pedane dove si allenano i giovani schermitori. A quello di sopra, un'ampia stanza è destinata alle stampe antiche di scherma. La raccolta è unica nel suo genere. E di questo Tortora mena vanto.


Nel sito dell'Accademia spoletina, tra le altre cose, si legge: "La sherma, arte marziale di antichissima origine, è oggi uno sport olimpico di opposizione a contesto aperto (open skill), che consiste nel combattimento leale tra due contendenti armati di spada, fioretto o sciabola". E prosegue:
"L'etimologia italiana della stessa parola scherma porta con sé il significato della disciplina, essa infatti deriva dal longobardo 'Skirmjan' che significa proteggere, coprire (stessa etimologia della parola schermare). Ciò è probabilmente collegato al concetto dell'uso della spada non come strumento nato per colpire, ma come strumento difensivo. La disciplina di scherma ha le proprie basi nel porre la propria arma come difesa/schermo fra sé e l'avversario. Un'analogia si trova nell'etimologia della parola equivalente inglese fencing che deriva dal verbo de[fencing], cioè difendersi. Rimane invece dubbia l'etimologia del termine arcaico scrimia, con cui attualmente si indica la disciplina di scherma antica nell'ambito delle arti marziali. Probabilmente si tratta della fusione, nel periodo di predominanza spagnola della penisola, del termine italiano scherma con l'analogo spagnolo esgrima".

"La scherma è un esercizio che impegna il corpo e la mente. E bisogna avere appreso le tecniche di combattimento per andare dritti allo scopo. Occorre anche una preparazione fisica - afferma il maestro Tortora - infatti abbiamo gli istruttori atletici, nelle persone di Sara Libori e Andrea Bocchini, che allenano i muscoli dei nostri atleti, grandi e piccoli".


La spada che Tortora s'è fatta forgiare pesa almeno due chili. E maneggiarla non è impresa facile. Bisogna essere di polso. E che polso! Perché non si tratta solo di tenere in pugno l'arma, ma di farla anche volteggiare. Ed ecco il soccorso della tecnica, che modula la velocità impressa all'inizio sfruttando l'aria.


"Qui vengono da Terni, dove c'è una scuola che ha una grossa tradizione alle spalle, e da Perugia. Arrivano atleti anche da fuori regione. Il motivo? La nostra Accademia offre servizi d'avanguardia" afferma Tortora con impennacchiato orgoglio. "La Federazione Italiana Scherma, con lettera datata 28.10.2010, prot n. 3619, ha nominato l'Accademia Scherma Spoleto Centro Federale, accreditato per la formazione di tecnici di scherma" aggiunge, specificando date e numero di protocollo della missiva in cui si riconosce l'accredito che gonfia di orgoglio tutti coloro che vi lavorano e gli stessi atleti che seguono i vari livelli di corsi.


Lo staff è composto, oltre che da Andrea Tortora che sovrintende tutto l'apparato, dai mestri Giuseppe De Santis e Giacomo Maria Cetrullo, dall'istruttrice regionale Marina Alesse, e infine dal tecnico delle armi Mauro Milanesi. Le specialità sono: fioretto, sciabola e spada. Le prime lame, sono gli allievi nati nel 2008; le ultime, sono quelli più attempati la cui anagrafe risale al 1948 o giù di lì.


Insomma, ce n'è per tutti i gusti e per ogni età. "L'attività di scherma inizia in forma ludica e prosegue, senza limiti di età, in forma agonistica ed amatoriale. L'attività schermistica, olimpica e paraolimpica, viene seguita da tecnici federali e supportata da una adeguata preparazione atletica coordinata da professionisti del settore" tiene a precisare Tortora.


Vengono anche dal mondo dello spettacolo per apprendere i rudimenti nel maneggio della spada o del fioretto. Nella verosimiglianza del combattimento, l'attore che veste i panni dello spadaccino del ‘700, tanto per esemplificare, non può apparire impacciato. Per le orecchie del maestro Tortora è colonna sonora. Anzi, è il canto della tortora.



Commenti (1)

Commento scritto da Gabriele Martinelli il 30 Agosto 2017 alle 10:49
Carissimo Alfonso,

vorrei qui ricordare la cara figura del capitano Francocci. Era ufficiale maestro di scherma presso la caserma Garibaldi. Il pomeriggio insegnò scherma a tanti ragazzi di Spoleto, per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta, ma probabilmente anche prima, dopo la guerra. Io lo ricordo come un vicino di casa cui non mancava mai un sorriso ed un saluto gioviale per i bambini del nostro quartiere.



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