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CRONICARIO, 16 Settembre 2017 alle 14:18:54

Donazione per fare Un dispetto al Comune

[Commenti]


Alfonso Marchese

Per dispetto. Ha donato 27 tele del padre, di taglia medio-grande, alla Fondazione Carispo anziché al Comune per rivalsa. Daniela De Gregorio, figlia del grande pittore spoletino, ha spiegato il suo intento: meglio vedere i quadri del padre appesi alle


 pareti della Fondazione piuttosto che saperli ammucchiati nel magazzino comunale di Santo Chiodo. La scelta del destinatario della donazione, in definitiva, è stata fatta in alternativa al Comune. Che per pigrizia o per disinteresse non ha reclamato e imposto al direttore del museo d'arte moderna, a palazzo Collicola, lo stesso spazio che il professore Carandente aveva assegnato alla scuola spoletina.
Da quando è direttore Gianluca Marziani, la superficie per gli artisti spoletini si è alquanto ridotta. Numerose tele giacciono nei magazzini comunali.
Eppure la scuola spoletina si è imposta a livello internazionale. Quadri di De Gregorio vengono battuti all'asta a New York, Parigi e Londra.
Nonostante le proteste della professoressa Daniela De Gregorio, la situazione è rimasta tale e quale dopo l'avvento di Marziani alla direzione del museo. "Un po' di rispetto per la storia culturale della città". Come dire: gli amministratori del Comune avrebbero dovuto tutelare l'arte espressa da artisti locali.
In prima fila nella sala delle conferenze della Fondazione, gremita d'invitati, era seduta l'assessora alla cultura Camilla Laureti. La requisitoria di Daniela De Gregorio minacciava di creare un caso politico. Per cui il presidente della Fondazione Sergio Zinni s'è ficcato in mezzo per arginare l'acceso eloquio della figlia del grande pittore. E contemporaneamente ha invitato l'assessora a dire la sua. L'intervento si può condensare in due parole: velemose bene. "Occorre collaborare senza pregiudizi e ristabilire un'armonia che fino ad ora è mancata".
Essendo l'unica rappresentante del Comune presente, non poteva permettere che l'amministrazione comunale sedesse sul banco degli imputati senza spendere una parola in suo favore. E rivolgendosi alla De Gregorio, ha detto grosso modo: ma lassa sta, ma lassa perde, chi te lo fa fa', basta.
I due relatori, Duranti e Carnevale, hanno seguito il tracciato dell'assessora alla cultura. In sintesi hanno detto che gli scantinati di tutti i musei sono pieni di opere di gran pregio. E che ogni direttore ha il complesso del provincialismo. Sopratutto i dirigenti giovani. Sono ragazzi! Che ne sanno che un De Gregorio ha opere esposte a New York e Parigi.
Carnevali, quasi a confortare la figlia del pittore spoletino, ha sostenuto la grande energia nascosta nei sottoscala o nei magazzini. Non solo. Le sale dei musei sono sempre soggetti a mutamenti. Quasi a voler dire: si aggiusterà anche questa partita. La figlia di De Gregorio deve solo attendere. E se le condizioni mutassero? Le 27 tele donate prenderebbero la via del museo comunale. Campa cavallo!



Commenti (8)

Commento scritto da Impara l'arte il 16 Settembre 2017 alle 18:01
Alfonso Marchese talvolta ama accentuare i toni, da quel grande giornalista che è.

Stavolta, però, sembra che la fotografia sia risultata un po’ mossa, non proprio a fuoco come di solito.

Infatti, pare che tutta la querelle sia riconducibile ad una profonda differenza di opinioni, con ovvi risvolti familiari, piuttosto che ad una volontà dispettosa.

Che Marziani abbia le sue idee, è innegabile e, forse, anche augurabile; certo non organizza le mostre “un tanto a chiodo” (SALVO diverso avviso),né si profonde in sproloqui esoterici “alla BONITA OLIVA” (dopo vediamo come viene l’olio.. su tela) .

Sicuramente, talvolta è ispido, ficcante, con quel tono alla Pasolini che vorrebbe che tutti capissero, ma talvolta non può essere così.

In questa commedia degli equivoci, bene ha fatto la Fondazione Casse di Risparmio a metterci una pezza, ma credo che non lo abbia fatto per aiutare l’Amministrazione, almeno a mio parere; la motivazione è che la cultura ex-democristiana è quella della mediazione, della dissimulazione, del “volemose bene perché sennò ce famo male”.

Grandi politici i democristiani, peccato che Daniela D.G. non lo sia.



Una soluzione comunque ci sarebbe: riprendere, rivalutandola, la visione di Carandente, esaminando a fondo le sue impostazioni e conferendogli un doveroso riconoscimento; tanto nomini, tutti si adeguerebbero, con buona pace collettiva, naturalmente a cominciare dal dr. Zinni, e tutelando anche le innovazioni marziane..



Commento scritto da Chi dorme non piglia pesci. il 16 Settembre 2017 alle 19:17
Ecco cosa succede quando i "Marziani" sbarcano sulla Terra. Però c'è anche da dire che Spoleto è una città sfigata! Con tutta la superficie disponibile su questo Pianeta, proprio a Palazzo Collicola un ET doveva atterrare?! Ora si spera soltanto che qualche membro delle autorità comunali conosca bene il suo linguaggio. Per carpirgli le sue intenzioni e per fargli capire come ci si deve comportare nel riguardi delle persone e degli artisti illustri del luogo. E affinché qualche cittadina un po' irritata da tanta invadenza si ricreda nei suoi confronti.


Commento scritto da Rita Correnti il 17 Settembre 2017 alle 11:49
Due articoli nello stesso giorno (l'altro http://www.spoletonline.com/?page=articolo&id=157903) che sottolineano l'assenza del Comune nei confronti di quella dicono sia (dovrebbe essere) la fibra connettiva della Città di Spoleto: la Cultura.

Il problema è antico e risiede all'interno dell'assessorato dove manca un progetto a lungo termine da seguire: si lavora alla giornata, con poche idee, in un insieme desolante di prospettive e di povertà di visione, tipica delle tessere politiche.

Bene ha fatto Daniela De Gregorio ad aggirare l'ostacolo. Poiché il nemico numero uno della Città di Spoleto è l'assessorato alla cultura (tutto con le minuscole poiché le maiuscole non le merita).

Così come ha fatto il M° Giuri: incredibile storia quella che non ha ricevuto il Caio Melisso, magari perché già occupato dallo Sperimentale. Mancassero i teatri a Spoleto!

Ma la smettiamo di assecondare questo cattivo governo? Fatta salva l'Assessora, che è agli occhi di tutti una vestale sacrificata a tenere nascosta una cattiva politica ventennale, cosa aspetta la comunità culturale a creare il più icastico e funzionale contro-assessorato, sviando (come hanno fatto De Gregorio e Giuri) l'ovvio e "picchiando" duro come la storia delle Avanguardie ci insegna?



Commento scritto da Giorgio il 19 Settembre 2017 alle 02:10
Ormai la rabbia ha tolto completamente la lucidità. Peccato, in una città come Spoleto potevano convivere sia l'ottimo Marziani (che ha realmente rivitalizzato Palazzo Collicola) che l'ottimo De Gregorio/padre (lasciando giustamente spazio alle tante bellissime novità del direttore artistico). Purtroppo a volte i figli non sono all'altezza dei padri. Un gesto di livida rabbia, priva la città di 27 De Gregorio, purtroppo. Per fortuna ci rimane un Marziani che di grandi artisti ce ne regala centinaia!


Commento scritto da daniela de gregorio il 19 Settembre 2017 alle 10:58
Ah eccolo qua, Giorgio cuor di leone, che non riesce a darsi la forza di firmare con il proprio nome, ma che non vuole perdere occasione per dire che ammira a 360 gradi di solido dogma, il nuovo direttore. E a cui vuole farlo sapere il più spesso possibile. Magari lo deve fare d 'ufficio, chissà ... Cerco comunque di farle capire una cosa, Giorgio. Non ho privato la città di 27 opere di mio padre. Le ho donate a chi, sic stantibus rebus, può garantirgli una visibilità che il comune o il direttore del Collicola (o se preferisce del Collicoland) non gli darebbe. Ho donato quei quadri a chi, (la Fondazione Carispo,) sponsorizzando una antologica di De Gregorio, permise di rendere di nuovo visibili opere che non lo erano più. E Massimo Duranti, curando quella mostra, contestualizzò le opere di De Gregorio esponendo anche quelle ( non più visibili) degli altri artisti informali. Roba da studioso che conosce il periodo, insomma. Requisito che da queste parti, non si richiede ad un direttore di museo. Le aggiungo anche una notizia : Il primo ad aver privato Spoleto di una lettura strutturata e non random (vogliamo tradurlo "'come le metto le metto"?) delle opere di De Gregorio e del gruppo infornale, in quel museo civico, fu proprio il nuovo direttore. E mi butto ad indovinare: se queste 27 le avessi donate al Comune, sarebbero finite impacchettate e coperte dal silenzio nel magazzino insieme alle altre. E guardi che le opere di De Gregorio, o di Marignoli o di Raspi, non sono le sole ad essere state rese invisibili a S. Chiodo. Furono 70 ad avere il bollino rosso. Ci sono anche Leoncillo, Calder, Gnoli, gli informali di Bologna e di Torino, fra gli altri. Insomma una messe ricca di arte che avrebbe formato tre o quattro mostre che avrebbero fatto la gioia di qualunque altro museo. Il nuovo direttore regala però alla città centinaia di grandi artisti? Dio Mio, centinaia .... cifra impressionante! E di "grandi artisti", poi! Come scrissi (lividamente, è ovvio) un'altra volta, molti di quelli, Carandente non li avrebbe manco fatti entrare con il biglietto di visitatore pagante. Non lo so, mi butto ad indovinare: magari lei, che insiste a non firmarsi (coraggio, Giorgio!) è fra quelle centinaia (BOOM!) di "grandi artisti"(BOOM!) che si muovono entro le mura cittadine e regalati al popolo locale dalla galleria in questi anni? Le ribadisco anche un'altra cosa: continuando "sic stantibus rebus" NON donerò al Comune nemmeno le altre opere di mia proprietà e che comprendono splendidi esempi del periodo informale. Io sarò livida, ma lei è troppo pallido per la paura di firmarsi.


Commento scritto da Giorgio il 19 Settembre 2017 alle 16:14
Cara signora De Gregorio ce ne faremo una ragione! E attaccare lo scrivente (che no, non è un artista, ma solo un assiduo frequentatore del Collicoland!) invece che il contenuto la dice lunga. Sono in molti ad apprezzare il lavoro di Marziani, per primo il Maestro Vincenzo Cerami (lui sì che rimarrà nella storia!), per fortuna.

Per il resto ce ne faremo appunto, una ragione, ci lasci godere in pace del Collicoland.


Commento scritto da daniela de gregorio il 19 Settembre 2017 alle 18:10
Giuro che poi non interverrò più, ma tanto per chiarire. Guardi che io non attacco lei, gentile Giorgio, non sapendo nemmeno chi sia. Ho criticato la sua , vogliamo definirla timidezza? nel non darsi la soddisfazione di sostenere le sue passioni o le sue antipatie con nome e cognome. E se non ha capito che il mio intervento entrava proprio nel merito del contenuto del suo, bè, manco Domineiddio ce la può fare. "Il Maestro Cerami, lui sì che rimarrà nella storia, per fortuna" lei scrive. Fosse stato un mio alunno, gli avrei detto " Ora spiegati: rimarrà nella storia invece di chi? E che intendi con "rimanere nella storia"? A che tipo o concetto di storia ti stai riferendo? Su, argomenta, caro, evita di affidarti a frasi retoriche e banali." Fine della lezione.


Commento scritto da Roberto Quirino il 19 Settembre 2017 alle 22:08
Brava Daniela! Condivido pienamente parole e contenuti di tutti i tuoi interventi.


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