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Spoleto - Arte, 22 Settembre 2017 alle 08:45:52

Spoleto Art Festival, cinquemila opere d'arte contemporanea in 50 locations

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Lo Spoleto Art Festival è una manifestazione che ha due prerogative su tutte, quella di essere fortissimamente internazionale ( il 70 per cento degli espositori provengono dall'estero) e quella di essere votata alla comunicazione (oltre 2.000 


articoli giornalistici usciti nel 2016 con spazi nella maggiori tv cinesi e sud americane). L'oggetto della kermesse è l'arte contemporanea in tutte le sue versioni di arti visive (pittura, scultura, fotografia ed installazioni, video arte), ma la novità è che a Spoleto sono presenti in modo pro attivo tutti gli attori dell'arte contemporanea compresi gli editori, galleristi, fondazioni, accademie, oltre agli artisti stessi. Sono oltre 50 locations in tutta la città di Spoleto dove si espongono oltre 5.000 opere d'arte contemporanea con spazi che vanno da piazza Duomo a Palazzo Mauri fino al Comune di Spoleto (art in the City).


Importanti anche gli eventi collaterali come il Premio Letteratura diretto da Angelo Sagnelli, lo Spoleto Meeting art diretto da Paola Biadetti, lo Spoleto Art Festival Musica diretto da Tania Di Giorgio. Il Presidente Luca Filipponi ed il direttore Artistico Sandro Trotti sono soddisfatti: «In soli otto anni abbiamo fatto un miracolo ed abbiamo realizzato, almeno nell'arte quello che Giancarlo Menotti definiva una vera città Teatro, vi aspettiamo a Spoleto dal 22 al 25 settembre per una full immertion di arte e di cultura».
Per almeno 5 giorni si potrà o meglio, si tenterà di riprendere il sogno menottiano originario di fare di Spoleto la cosiddetta cittadella dell'arte o degli artisti, poi interrotto dallo stesso Menotti
negli anni 70 , ma che vale la pena di conoscere e di riprendere.
Tra le novità in assoluto sono i rapporti con i musei più importanti di new York come il Moma ( presso il quale esporremo alcune opere) , lo Spoleto art festival musica diretto da tania di Giorgio,
e lo Spoleto Art Festival sezione cinema che vedrà una prima proiezione ( con mostra in corso di Agnese Cabano) alla sala Frau, il Docu film su Michelangelo.
Tante novità da non perdere per fare di Spoleto una vera "città teatro".
Nella giornata di oggi a partire dalle 16 30 presentazione-evento al teatro Caio Melisso con mostra in corso dell'artista veneto Luc.


 


 


 



Commenti (1)

Commento scritto da daniela de gregorio il 25 Settembre 2017 alle 10:21
Una riflessione che faccio leggendo notizie su questa manifestazione. In uno dei siti ufficiali dello Spoleto Art Festival si afferma

" ...Siamo consapevoli che nel secolo 21mo non si puo (sic. Senza accento) fare e promuovere un vero progetto culturale, in sostanza non si puo (sic, senza accento.) fare arte senza cultura, ma anche la cultura senza arte sarebbe svilita e snaturata anche di piu (sic. Senza accento) e soprattutto nel 21mo secolo...."

Poi trovo un bando di partecipazione a questa manifestazione che testualmente recita al punto 8: "Gli artisti e gli autori vengono invitati a partecipare oppure si potranno autoinvitare con le procedure di un curriculum o un catalogo o una lettera motivazionale. Se la Commissione accetta la candidatura potrà versare la quota di partecipazione di 130 euro (pittura, scultura, fotografia) o di 25 (letteratura) che danno diritto alla presenza etc..."

Siccome lo Spoleto Art Festival afferma di voler riprendere l'esempio di Menotti facendo di Spoleto una città dell'arte, non mi pare di ricordare che Menotti invitasse all'autocandidatura gli artisti o gli richiedesse quote partecipative.

Ancora, in un altro sito sempre dello Spoleto Art Festival, leggo testualmente "...Si può fare cultura in maniera inconsapevole (come hanno fatto in passato gli informali negli anni '60 ....) "

Per parentela, ho vissuto qualcosa del periodo dell'arte informale che coprì gli anni '50 e che negli anni '60 era già verso la fine , con la pop art già in vista. Mi chiedo che senso ha questa affermazione che si può dire di tutti i movimenti artistici ( non solo dell'Informale) che diventano cultura quando vengono storicizzati (tiè, la butto là) nel senso che dava Hegel a questo concetto. Certo più difficile, credo, è parlare di cultura e/o arte, proponendo il punto 8 in un bando di partecipazione.



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