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Lavoro, 27 Settembre 2017 alle 16:04:47

IL PARTITO COMUNISTA DELL'UMBRIA SULLA VERTENZA PERUGINA

'La crisi del capitalismo esiste e la pagano i lavoratori'

Dalla parte delle rivendicazioni degli operai della Perugina scesi in sciopero e a presidio dei cancelli. Il Partito Comunista dell'Umbria prende posizione in merito allo sciopero odierno (27 settembre) e, scrive, "al di là dell'esito della trattativa e dei futuri sviluppi che avrà per i lavoratori, garantiremo il nostro contributo per dare supporto alle


loro istanze, con la consapevolezza che le lotte nella Perugina come quelle nelle altre industrie regionali sono lotte comuni e contigue".


"Le logiche di profitto capitalista - scrivono ancora dal Pc - che muovono gli interessi economici delle grandi multinazionali, continuano a produrre un grave arretramento delle condizioni lavorative con la implicita ma non dichiarata intenzione di trasferire importanti settori della produzione all'estero. È questa la situazione che stanno vivendo i lavoratori del territorio umbro costretti, tra il giogo delle mancate promesse dei manager aziendali e le politiche collaborazioniste dei sindacati concertativi, a perdere la sicurezza del loro futuro lavorativo".


Ed è in questo scenario che, per il Partito comunista, "si colloca la vertenza dei lavoratori di Perugina Nestlè spa, che stanno affrontando la minaccia di un licenziamento collettivo riguardante 340 operai, promossa dai vertici aziendali della multinazionale svizzera che detiene la proprietà della fabbrica dolciaria. In questi anni si è andato progressivamente delineando il progetto sottostante alle politiche industriali dell'azienda che, al netto dei falsi proclami di mantenimento dei livelli occupazionali della propria forza lavoro, ha intrapreso una ristrutturazione del settore produttivo".


"La crisi del capitalismo - dichiara ancora il direttivo regionale del Pc - esiste e la pagano i lavoratori. Smascherare le fitte trame che celano le reali intenzioni dei grandi interessi industriali diviene sempre più impellente per permettere un reale avanzamento delle istanze della classe lavoratrice. E ciò passa attraverso la condanna delle politiche sindacali fallimentari, che inseguono i ricatti padronali in una gara al ribasso che colpisce i lavoratori e fa arretrare la loro lotta economica e politica. Fondamentale, in questo senso, è un'organizzazione politicizzata dei lavoratori, a livello sindacale in forma autonoma rispetto ai sindacati concertativi, e a livello politico mediante il supporto - conclude la nota del Partito comunista dell'Umbria - che solo la struttura organizzativa marxista-leninista del Partito può dare ai lavoratori in lotta".



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