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Valnerina - Sisma, 03 Ottobre 2017 alle 09:39:59

Il lungo ponte solidale che unisce Lanzo e Norcia

L'amicizia e la solidarietà non conoscono distanze

Seicento e ottanta chilometri separano Lanzo Torinese e Norcia, la città di San Benedetto travolta, come tante altre del centro Italia, dal terribile evento sismico del 24 agosto 2016. Eppure tutta questa strada è stata come annullata dai tanti gesti di amicizia reciproca scambiati in quattro giorni intensi di


incontri, visite guidate e cene solidali messe in campo attraverso il progetto "Un ponte per un sorriso". Un progetto ormai giunto alla sua seconda edizione, dopo quella improvvisata proprio a ridosso del terremoto che permise di raccogliere a Lanzo molte migliaia di euro a favore delle popolazioni di Amatrice.


Da lunedì 28 a giovedì 31 agosto, sette nuclei familiari di Norcia, per un totale di venti persone di cui nove bambini al di sotto dei dieci anni, sono stati ospitati presso l'Istituto Albert di Lanzo e accompagnati a scoprire Lanzo, Torino e le Valli Olimpiche, coccolati minuto per minuto in un abbraccio fraterno che ha visto alternarsi tanti lanzesi ed ha coinvolto moltissime associazioni ed istituzioni del territorio. L'assessore alla Cultura e vicesindaco di Lanzo, Fabrizio Casassa, le ha volute ringraziare nella Sala del consiglio comunale giovedì scorso, poco prima della grande "amatriciana solidale" organizzata presso l'Abbadia di Loreto: il Cai, il Comitato Ponte del Diavolo, la Filodrammatica il Ribaltino, la Confraternita di Santa Croce, la Faro, il Fiocco, Lanzo è, gli Scout e le Suore albertine,‎ a cui si sono affiancati anche i vigili del fuoco del distaccamento di Lanzo, l'Oratorio salesiano dove si sono svolte ben due cene in onore degli ospiti di Norcia, l'Abbadia di Loreto, tante attività commerciali e il ristorante da Vindrola che ha omaggiato martedì sera una cena a base di risotto al salame di turgia, arrosto con patate e semolini dolci.


La cosa più sorprendente di questa esperienza è forse il fatto che è nata dall'iniziativa dei singoli e non dalle istituzioni, che pure hanno fatto la loro parte. Casassa, affiancato dall'assessore Cesare Lamberto, ha voluto sottolineare come il volontariato sia "un esercito di democrazia", capace di attivarsi "ogni giorno nel momento del bisogno". A guidare la delegazione delle sette famiglie di Norcia non vi erano che due semplici cittadini, che come altri hanno vissuto sulla loro pelle il dramma del terremoto e che hanno fortemente voluto proseguire l'esperienza solidale avviata a Lanzo nel 2016 a favore di alcune famiglie di Amatrice. I loro nomi sono Patrizia Brugnoli, di professione tipografa, e Luca Petrangeli‎, parrucchiere che ha perso la propria attività. Dalla loro voglia di ricominciare è nato questo nuovo ponte che unirà per sempre Lanzo Torinese a Norcia, due città certo lontane ma in fondo così vicine nella loro comune storia medievale e per il desiderio di camminare insieme.


Come ha ricordato Patrizia Brugnoli, infatti, anche il terremoto può portare con sé qualcosa di bello: "Ci ha insegnato a non essere troppo attaccati alle cose, perché in un attimo possono svanire, e a credere e a investire nelle persone e nei sentimenti che sono la vera ricchezza delle nostre vite". Luca Petrangeli ha invece sottolineato come il dono più grande ricevuto da Lanzo in questi pochi giorni di trasferta sia stato dormire serenamente senza sentire la terra tremare, "con i bambini che non si svegliano spaventati nel cuore della notte". Perché questo ancora accade da quel maledetto 24 agosto 2016. Perché a Norcia, come in tutto il centro Italia, la terra ancora trema anche se per fortuna non ha più fatto danni significativi.


Lo stesso Petrangeli aveva ricordato, durante la cena di mercoledì sera - offerta presso l'Oratorio dal Comitato Ponte del Diavolo -, uno dei tanti piccoli eppure grandissimi episodi di solidarietà di cui è stato personalmente testimone; gesti che non ti aspetti ma che tanti italiani sono ancora capaci di fare senza pretendere visibilità e risonanza mediatica: "Un ottantenne del Trentino raggiunse in auto Norcia il giorno dopo il terremoto per portare cibo e generi di conforto ai terremotati". Questa è l'Italia che noi tutti amiamo, quella con un cuore e un'anima che non fa distinzioni di sorta di fronte all'emergenza, a chi soffre, a chi ha bisogno di aiuto.



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