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CRONICARIO, 07 Ottobre 2017 alle 14:43:32

La Fiera delle Vanità Letterarie

[Commenti]


Alfonso Marchese

Ma quale città della cultura? Pura retorica autoreferenziale. Ci si addobba dell'aggettivo, lusingandosi, ma manca il riconoscimento. Il riscontro è la Fiera del libro, promosso dalla Regione. Oltre a Perugia e Terni, sono state prescelte città come Foligno. Spoleto è rimasta fuori. Col moccolo in mano. L'assessorato regionale alla


 cultura si giustifica: già sul proscenio spoletino l'editoria umbra aveva fatto la sua comparsata durante il Festival dei Due Mondi di quest'anno. Si potrebbe sostenere il contrario: si è approfittato dell'evento festivaliero per pubblicizzare la Fiera. Spoleto, insomma, è stata la vetrina.
Ma un conto è la vetrina, un altro la Fiera in sé. Che è contrassegnata da eventi letterari: incontri con autori, anche di fama, e approccio diretto tra editori. Con scambi di natura commerciale.
L'assessore Camilla Laureti ha protestato. Facendo la voce presumibilmente grossa. Ma è piú probabile che i toni siano stati bassi. Come gli occhi. Quasi a provare vergogna della rimostranza. L'assessora è stata convertita alla tesi della sua omologa regionale.
Sarebbe opportuno che tutta la giunta comunale avanzasse le sue riserve critiche sulle scelte della Regione. Senza riporre ogni responsabilità nell'assessora competente.
E' perfettamente inutile considerare Spoleto come città della cultura se poi le si voltano le spalle in fase operativa. Come la Fiera del Libro, per l'appunto.


 



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Commenti (5)

Commento scritto da Paolo Galli il 07 Ottobre 2017 alle 17:33
Bravo Alfonso: tutto giusto. Purtroppo.


Commento scritto da Maurizio Hanke il 08 Ottobre 2017 alle 08:11
Tutto giusto ma siamo sempre fermi al palo. Una delle ultime conversazioni che ho avuto con Giorgio Pressburger verteva proprio su questo: la incapacità di mettere a frutto, nella nostra città, un enorme patrimonio di alta cultura, non solo la archeologia monumentale, pittorica, e urbana, ma anche la cultura storica e scientifica nella quale Spoleto ha un illustre passato che andrebbe valorizzato; cominciando con la intitolazione di strade e piazze ai personaggi che l'hanno popolata e poi anche attraverso una valorizzazione dell'immenso patrimonio librario in possesso della nostra biblioteca comunale e di biblioteche private compresa quella della Accademia Spoletina. Riprendiamo in mano gli studi di Giuseppe Sordini che ci ha lasciato un enorme lascito di ricerche culturali molte delle quali ancora da definire e ultimare e quelli di Bruno Toscano che fortunatamente è ancora tra noi e che potrebbe fornirci un progetto di valorizzazione del nostro patrimonio artistico e una guida ideale da seguire per una lunga serie di approfondimenti delle nostre ricchezze culturali e ambientali.


Commento scritto da Signor Smith il 08 Ottobre 2017 alle 15:05
A tante belle parole, a tante buone (ottime!) intenzioni bisognerebbe che seguissero fatti e che, soprattutto, si ricordasse che se non si comincia ad investire nell'arricchimento culturale dei giovani nelle scuole ogni speranza diventa solo pia illusione autoassolutoria.


Commento scritto da Anna il 09 Ottobre 2017 alle 22:35
Un'altro colpo alla cultura spoletina: sta per chiudere anche la Scuola Europea per il restauro dei beni librari.


Commento scritto da daniela de gregorio il 10 Ottobre 2017 alle 09:31
Mah, forse non era pervenuta alla organizzazione di Umbria Libri da parte delle istituzioni spoletine preposte alla cultura, nessuna proposta di come la città poteva contribuire alla manifestazione. Un piccolo ricordo personale: nel 2009 proponemmo ad Umbria Libri un incontro sul "giallo" che prevedeva un parallelo fra la produzione letteraria italiana con il romanzo noir sociale e quella inglese di diversa, più lunga e varia tradizione. Il tutto coinvolse autori, editori ed agenti letterari dei due paesi. Fu fatto a Trevi, si intitolava "Le spie del Male" e fu un piccolo successo. In Inghilterra ce ne chiedono ancora notizia.


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