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CRONICARIO, 29 Ottobre 2017 alle 09:35:43

Terremoto, rientro a casa campa cavallo

[Commenti]


Alfonso Marchese

Una manna. Non foss'altro per la mole dei giri d'affare. Che mettono in moto un'economia asfissiata da una crisi che si dà per sorpassata. In tv vengono mostrati cartelli dove lo spazio compreso tra assi cartesiani è attraversato da linee rosse in


 declino e linee blu che si arrampicano sempre più in alto. Le prime hanno il colore della rabbia, le seconde la tinta celeste della quiete del lavor. Ma sono statistiche. Che non aiutano all'ottimismo. Il dopo terremoto, con l'aiuto pubblico, dovrebbe rinvigorire il mercato. Ad un anno esatto dal sisma, che ha sconvolto anche a Spoleto la vita di centinaia di famiglie, si è ancora ad un punto fermo circa l'avvio dei lavori di consolidamento.


La burocrazia, che avrebbe dovuto essere più agile, risulta più macilenta di quanto non lo fosse già. I progetti devono essere valutati dai tecnici della Protezione Civile, a Foligno, poi esaminati da quelli comunali di Spoleto. Ora il personale è poco rispetto all'emergenza, i tracciati normativi confusi, gli studi degli ingegneri annaspano tra mille difficoltà. Se sorge un dubbio o ci si pone un quesito non si sa a chi rivolgersi per scioglierlo. Insomma, è un casino dal quale non si sa come uscire. Intanto, i nuclei familiari che hanno ottenuto l'autonoma sistemazione, in attesa della ristrutturazione della propria casa lesionata dal sisma, continuano a percepire i soldi per l'affitto. Sia pure ogni tre mesi o quattro. Se i tempi venissero accorciati, ci sarebbe un grosso risparmio di denaro pubblico.


Ma c'è di più. Nel caso di Spoleto, il centro storico s'è svuotato. Già era un ospizio a cielo aperto. Ora neanche questo. È un'area urbana deserta. I palazzi sono stati sprangati per inagibilità. E le attività commerciali soffrono le pene dell'inferno per resistere al vuoto di clientela.
D'altra parte, il turismo non copre tutto l'anno. E i mesi, ahimé, sono 12. Non 3 o 4.
Inoltre, si fa di tutto per incentivare il ripopolamento del nucleo antico della città e alla fine sono i pochi residenti a non rientrare per anni nelle rispettive abitazioni.
Comunque, nelle confinanti Marche gli studi degli ingegneri vengono sollecitati a presentare i progetti. Perché in Umbria no? Colpa dell'ufficio folignate della Protezione Civile o di quello tecnico del Comune? O di tutti e due?


In tanti si sono affezionati alle nuove abitazioni prese in affitto e progettano di rimanerci, rinunciando fin da adesso al rientro in centro storico.
Troppo lunghi i tempi di esilio per rinfocolare la nostalgia e tenere vivo il desiderio del ritorno. Alla fine ci si adatta alle nuove condizioni di vita: dal parcheggio al negozio di alimentari, alla scuola per i figli. E se cambia passo la vita di tutti i giorni, difficilmente si è disposti a cambiarlo di nuovo. Un'area urbana vive se c'è la gente. Viceversa deperisce. E non sarà il trasloco dello Sportello del Cittadino in centro a dare anima al centro storico. E' una scelta. Ma è anche un cerotto.


 



Commenti (5)

Commento scritto da Signor Smith il 29 Ottobre 2017 alle 10:15
Caro Marchese, leggo di ricostruzione, di consolidamenti, di attività che fervono (dove più, dove meno) e penso alla Signora R. che la sua casa nel centro di Castelluccio non è ancora riuscita a raggiungerla. La vede, da lontano, ma dopo un anno ancora non sa se la vede "in piedi" perchè non è stata troppo danneggiata, o se è solamente tenuta assieme dalle altre macerie che la circondano. E mi tornano in mente i crudeli paragoni con lo sconvolgente terremoto (e conseguente tsunami) del 2011 in Giappone, e di come sia stata gestitita quell'emergenza... https://www.theatlantic.com/photo/2013/03/japan-earthquake-2-years-later-before-and-after/100469/


Commento scritto da pietro biondi il 29 Ottobre 2017 alle 19:51
Caro Alfonso, che tristezza. Io ho la mia vecchia casa inagibile e non ho la più pallida idea di quando e se potrò tornarci. Io non ho chiesto niente al Comune . Pur avendo il domicilio a Spoleto e avendo sempre pagato tutte le tasse a Spoleto (oltre a tutto quello che ho fatto per la mia città). La mia ASL è a Spoleto, i ticket che pago per le medicine sono altissimi tanto che, come mi dice il mio farmacista di Roma, mi converrebbe pagarli per intero. Non ho chiesto niente perché non mi devo alzare tutte le mattine per lavorare a Spoleto, quindi mi sembrerebbe...disonesto. Amici comuni mo dicono che sono fesso. Può Darsi, ma ormai non posso cambiare. Del resto non sarebbe esatto considerare la mia vecchia casa come casa di vacanza. L'ho sempre frequentata almeno settimanalmente ed è a Roma che mi considero...estraneo. In un paio di mesi potrei fare tutto quello che serve. Niente. Tutto fermo, anzi, peggio, tutto misterioso, non sai a chi rivolgerti. Proprio ora che pensavo seriamente, per problemi familiari inaspettati, di stabilirmi nella mia vecchia, amata, povera casa. Anche se la città, ormai, non mi piace più...non mi piace proprio più per niente...salvo pochi vecchi, cari amici. E QUELLA casa. Ciao.


Commento scritto da roberto il 30 Ottobre 2017 alle 08:19
Scusate, mi spiegate quali sono le colpe del Comune o meglio degli amministratori? La protesta non dovrebbe essere rivolta al governo centrale ed a quello regionale?

Ricordo che quando ci fu il terremoto all'Aquila non passava giorno senza che il governo di allora venisse attaccato eppure a Natale tutti avevavo una casa.

Ora dopo un anno la maggior parte delle macerie sono ancora lì e le casette sono state consegnate in minima parte.

Vorrei capire al Comune di Spoleto sono stati dati i soldi per avviare la ricustrizione e questi non vengono erogati? Se è così la protesta è giusta altrimenti credo che debba essere rivolta ad altre istituzioni e sarebbe ora che venga fatta anche in modo eclatante. Invece vedo che a differenza dell'Aquila tutto tace.


Commento scritto da Elisabetta Federici il 30 Ottobre 2017 alle 09:00
Che dire... sono un po\' delusa... Ad un anno dal terremoto ci sono tante, troppe realtà con seri problemi. Spoleto ha ancora 1.250 Sfollati. La domanda mi sorge spontanea: sabato scorso si è svolta la partita Nazionale Terremotati contro Nazionale Attori. Presenza degli spoletini... neanche a parlarne.... In campo c\'erano persone che avevano perso tutto, perfino il padre della bambina rimasta vittima sotto le macerie per proteggere la sorella (che fortunatamente era lì e ha giocato con gli altri bimbi presenti) . Chiedevano solo un supporto morale... ma lasciamo perdere. Quello che mi fa rabbia, e tanta, è il leggere articoli e commenti come questi. In campo c\'era lei, Francesca Mileto, tesoriera Nazionale Terremotati nonché coordinatrice Comitati Terremoto Centro Italia. Finita la partita, ha ricevuto in hotel persone con PROGETTI di ricostruzione in mano, progetti studiati concretamente per una ripresa di vita, Il progetto di Campi di Norcia verrà presentato in commissione. Spoleto dov\'era? Quali sono i progetti presentati? Fiera di essere presente e constatare di persona che non c\'è stato un solo progetto presentato per aiutare i nostri 1.250 sfollati


Commento scritto da Lizzard il 30 Ottobre 2017 alle 21:17
Ciao Federica,

a proposito del progetto di Campi di Norcia, quel progetto lo sta portando avanti una persona,con il supporto di tante persone,.......quindi ...a Spoleto pare che manchi UNA persona che si alzi e faccia qualcosa,...

PS Bellsisima Spoleto

PS 2 Pensate che altri posti, p.e. la Sardegna tutta, viva di turismo 12/12 all'anno?

PS 3 La vicinanza di Roma in passato ha giovato molto a Spoleto, ma forse trovare un altro orientamento? Ridimensionare l'arroganza e allargare l'apertura?

Credo che gli spoletini abbiano una strana combinazione di mentalità montanara-culturale, e vi assicuro non lo dico come offesa, sfruttate di più il lato montanaro...non so come...

PS 4 Troppo adagiati sugli allori, pero' complimenti a Spoleto anche per le innovazioni


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