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Politica, 02 Novembre 2017 alle 12:30:09

Supermercato all'ex Panetto e Petrelli, la replica dell'assessore Cappelletti agli attacchi del Pd

'Da Rossi, Zampa e Martellini affermazioni gravi, che si presentano nei miei confronti perfino infamanti' [Commenti]

Quando, prima di diventare assessore, iniziai la mia avventura politica dai banchi dell'opposizione, ciò che mi apparì subito chiaro fu la necessità di doversi documentare su ogni questione sulla quale intendevamo intervenire. L'attività amministrativa, anche di opposizione, infatti, se vuole essere incisiva, non consente di affrontare argomenti, a volte molto tecnici, senza un'adeguata preparazione”.


Con queste parole l’Assessore all’urbanistica e pianificazione del territorio Antonio Cappelletti torna sulla questione relativa all’utilizzo dell’area ex Panetto e Petrelli, rispondendo ai consiglieri comunali del Partito Democratico Paolo Martellini, Dante Andrea Rossi e Laura Zampa. “I consiglieri Zampa, Martellini e Rossi, probabilmente perché provengono da esperienze di governo della città o della provincia, sembra che non avvertano per niente questa esigenza tanto che ritengono tranquillamente di esporre con comunicati stampa delle emerite sciocchezze. Quello apparso in merito alla questione della Panetto e Petrelli, anche se non amo per nulla alimentare dibattiti sui giornali anziché nelle sedi istituzionali, merita una risposta per la gravità delle affermazioni che vi sono contenute, che si presentano nei miei confronti perfino infamanti.


I tre consiglieri sostengono infatti che l'area sulla quale sorge il fabbricato della ex Panetto e Petrelli ha attualmente una destinazione industriale e che per potervi edificare un supermercato ha bisogno di una apposita trasformazione urbanistica. Questa premessa li porta addirittura a sostenere, altrettanto tranquillamente, che se altri potenziali acquirenti fossero stati rassicurati, evidentemente come lo sarebbero stati gli effettivi acquirenti, che c'era disponibilità a variare la destinazione urbanistica da quella attualmente industriale a commerciale, avrebbero potuto partecipare all'asta per l'acquisto dell'area contribuendo così ad alzarne il prezzo ed evitando un danno per i creditori del fallimento. Mi sembra che su questo argomento si stia veramente passando il segno.


Visto che i consiglieri non hanno avuto neppure lo scrupolo di informarsi prima di scrivere cose così gravi, è bene ricordargli che quell'area non ha per nulla una destinazione industriale, ma è classificata sin dal PRG approvato nel 2008 – approvato, mi pare di ricordare, dal PD - come area B0, che vuol dire area residenziale con mantenimento dei volumi esistenti (volumi, non fabbricati, anche qui è bene forse già chiarire). Nelle aree residenziali è consentito fare insediamenti commerciali.


Ora se alcune insinuazioni sono forse tollerabili quando provengono dal cittadino comune che svolge la sua attività di critica all'amministrazione, lo sono certamente di meno quando provengono da soggetti qualificati come consiglieri comunali che, per di più, hanno svolto in passato incarichi amministrativi di rilievo e che hanno tutta la possibilità di attingere ogni genere di informazioni. Tra l’altro dimenticano anche che le variazioni al PRG devono essere approvate dal Consiglio comunale e non da un assessore. Se non si è neppure in grado di leggere un PRG, adottato peraltro dallo stesso partito del quale fanno parte, si dovrebbe evitare di dare alle stampe comunicati con affermazioni molto gravi e di contenuto infamante. Personalmente, proprio per il mestiere che faccio, non ho nessuna simpatia per le denunce e in verità mi sto convincendo sempre di più che determinate esternazioni non derivino da mala fede, tanto sono macroscopicamente errate, ma da vera e propria ignoranza e, forse, per il ruolo che ricoprono gli estensori del comunicato, è più grave ignorare gli argomenti che dovrebbero dibattere che essere in mala fede”.



Commenti (3)

Commento scritto da Nardone il 02 Novembre 2017 alle 14:58
La destinazione urbanistica dell'area è stata illustrata dal "geometra poco conosciuto" che comunque a quanto sembra ne sa più di professionisti e imprenditori affermati e comunque anche senza avere tanti titoli e incarichi bastava andare prima dell'asta presso l'ufficio tecnico per capire cosa prevede la zona; il fatto che il PRG è stato approvato da una giunta PD non dice null'altro che costituire una delle tre carte per fare il famoso gioco, l'altra è lassa sta e l'altra ... la tengo nascosta. L'intervento in detta zona è fattibile con un piano attuativo che fa comunque riferimento all'amministrazione comunale che già lasciò passare "liscio come l'olio" tra i banchi e le scrivanie nel famoso progetto del mostro delle mura. E questa volta ... c'è pure più olio ... W l'Italia


Commento scritto da noi ad Atene facciamo così il 03 Novembre 2017 alle 09:50
qui si risponde con robbe tecniche. un cittadino spoletino dove può fare un dibattito di merito? se può farlo....

possiamo pianificare collettivamente la nostra città? possiamo dire, di supermercati ce ne sono abbastanza, vogliamo un parco per i bambini, un area concerto per i giovani, un cinema, uno stend per esporre libri ed opere d'arte, un teatro, un museo di archeologia industriale...

Senza polemiche, voglio capire quando ci darete l'appuntamento per decidere insieme. La risposta purtroppo è mai: siamo nel capitalismo, chi compra il posto all'asta decide. vince chi offre di più, non chi propone la cosa più carina


Commento scritto da Renzo Berti il 03 Novembre 2017 alle 10:12
Esimio Assessore-Avvocato Cappelletti, aver precisato che l'area non ha una destinazione industriale, bensì residenziale non sposta di un millimetro la questione. E che riguarda il ruolo pubblico del personaggio e la liceità morale dell'operazione con fini non certo filantropici. Non so chi sia stato il suo docente di Filosofia del Diritto, ma probabilmente debbo ritenere che lei non abbia avuto molta simpatia per questa materia e quindi non abbia chiaro un concetto magistralmente espresso da Norberto Bobbio. Che è questo: “Il problema dei rapporti fra etica e politica è più grave in quanto l’esperienza storica ha mostrato, almeno sin dal contrasto che contrappose Antigone a Creonte, e il senso comune sembra pacificamente aver accettato, che l’uomo politico possa comportarsi in modo difforme dalla morale comune, che ciò che è illecito in morale possa essere considerato e apprezzato come lecito in politica, insomma che la politica ubbidisca a un codice di regole, o sistema normativo, differente da, e in parte incompatibile con, il codice, o il sistema normativo, della condotta morale”.

Visto che le feste natalizie non sono poi così lontane si faccia regalare questo prezioso volumetto edito da Feltrinelli.

Ossequiosi saluti

dott. Renzo Berti















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