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Spoleto - CRONICARIO, 04 Novembre 2017 alle 19:44:57

Ex Panetto e Petrelli: un conto l'acquisto, un altro il favoreggiamento

[Commenti]


Alfonso Marchese

Una precisazione, visto che è stato scomodato Norberto Bobbio: la Politica sopraffà l'etica quando vengono cambiate le regole a vantaggio di qualcuno, che ha il potere d'influenzare direttamente o indirettamente le norme che disciplinano un determinato settore. Ora nel caso dell'ex Panetto e Petrelli,


il Piano Regolatore varato nel 2008 dalla giunta Brunini non ha subìto alcuna variazione rispetto a come era stato concepito. "B0" era e area residenziale è rimasta. Quindi, a rigor di logica, si tratterebbe d'insinuazione che l'assessore Cappelletti abbia surrettiziamente mutato la destinazione d'uso dell'area stessa per agevolare un suo collega di giunta. Che, guarda caso, fa l'imprenditore di professione e dispone di una quantità finanziaria da potere muovere una guerra senza sentirne i costi.


A questo punto è legittimo porsi la seguente domanda: un professionista o imprenditore che sia, un artigiano, un dipendente devono cessare l'attività nel momento in cui si imbarcano in politica? La risposta è no. A meno che non ci si avvalga della carica pubblica per portare acqua al proprio mulino.


Da cosa discenderebbe lo scandalo per l'operazione d'acquisto dell'immobile della storica tipografia, che a suo tempo (giunta Brunini) avrebbe dovuto essere trasferita nella zona di Madonna di Lugo o a San Giacomo per consentire ai camion di manovrare più speditamente di quanto avvenisse nella vecchia sede? Forse dal semplice fatto che l'assessore Monini abbia le mani in pasta, con una quota azionaria, nella società che s'è fatta la strenna immobiliare?


L'amministratore in questione fa l'imprenditore. Ed è assessore stagionale, nel senso che non è un politico di lungo corso. Se non ha tratto alcun vantaggio dalla politica come imprenditore, l'affaire rientra nella sfera privata. E in quanto tale protetto dalla legge. Diversamente, l'autorità anticorruzione potrebbe mettervi il becco. Se il Pd fa la voce grossa contro la transazione sull'ex Panetto e Petrelli, in cui è protagonista l'assessore Zefferino Monini, perché non ricorre alla magistratura ordinaria? Delle due l'una: o ci sono spezzoni di prove che le regole siano state manomesse, per agevolare il collega assessore allo sviluppo economico, oppure si tratta di pesanti insinuazioni e non si capisce perché non siano materia di denuncia per lesione d'immagine.


Zefferino Monini pecca di una ingenuità che fa tenerezza. Se l'è presa a tal punto da farsene una malattia. Un personaggio che rivesta la duplice veste di amministratore comunale e di imprenditore dovrebbe sapere di esporsi a sospetti o critiche della gente che richiede solo chiarezza. La musica cambia quando le riserve sulla correttezza di una determinata operazione provengono dai rappresentanti di un partito. In questo caso, si dovrebbe parlare per tabulas (con documenti). E se si hanno prove di scorrettezze, perché non si rimette tutto all'autorità giudiziaria anziché farne argomento di dibattito inesauribile e di pettegolezzi?


Certamente Casa Menotti, di proprietà della famiglia Monini, è al di là di ogni intento speculativo. Se i nuovi proprietari avessero abitato nella dimora che fu del maestro, nessuno avrebbe avuto alcunché da ridire. Invece ne è nato un centro per la promozione musicale, cosa che sarebbe spettato al Comune farlo, e per la conoscenza storica del Festival attraverso capitoli e foto digitalizzati. Insomma, un museo a spese del privato. E Zefferino e la sorella ne menano vanto.


Possibile che questo sia una sorta di schermo dietro cui far passare ogni ardita operazione? Se si rischia in proprio, ciascuno è artefice della propria fortuna o sfortuna che sia.



Commenti (10)

Commento scritto da Brave Heart il 04 Novembre 2017 alle 23:07
Esimio dott. Marchese, lei è troppo arguto ed intelligente per ritenere che si tratti solo di insinuazioni. Ne siamo proprio certi? Secondo lei i consiglieri del Pd sono così sprovveduti? Fossi in lei aspetterei ad esprimere giudizi affrettati. Come quello di aver scomodato Bobbio. Un giorno, che non tarderà ad arrivare, mi dirà se chi lo ha fatto aveva o meno ragione. Qualcuno, forse, potrebbe avere gli spezzoni di prove nella manica!!!

Con i più deferenti ed ossequiosi saluti.


Commento scritto da nadia il 05 Novembre 2017 alle 10:18
allora si facciano avanti tutti gli interessati.....se ce ne sono...no?


Commento scritto da Ciitadino il 05 Novembre 2017 alle 18:20
@ braveheart: "secondo lei i consiglieri del PD sono così sprovveduti?" Direi di sì.

Monini ha sempre avuto a cuore Spoleto, e lo ha dimostrato, con i fatti. Dimostrarlo con le parole non serve a niente. Ma poi, uno con una tale disponibilità finanziaria andrebbe a speculare su un supermercato da 1400mq (40x40mq per capirci)??? Ma fatemi il piacere, state tutti più tranquilli e non state sempre di vedetta a criticare. Buona Domenica


Commento scritto da CUI PRODEST? il 06 Novembre 2017 alle 08:54
Da tempo, Zefferino Monini sta dimostrando di essere una persona dabbene, di un certo buonsenso, fondamentalmente un mite.



Norberto Bobbio, ampiamente citato in questi giorni, nel suo “ELOGIO DELLA MITEZZA” afferma che la mitezza è una virtù non politica, o addirittura, nel mondo insanguinato di grandi e piccoli potenti, l’antitesi della politica.

Ed infatti, ogni tanto Monini incorre in qualche scivolata (verbale o fattuale) che dimostrano una certa impoliticità; basta rifarsi alla boutade sulla “topolina” per capire che l’ars politica non è il suo forte.

D’altronde, è un imprenditore di successo, che ha saputo diversificare il proprio business ed i suoi interessi, fornendo un robusto contributo anche al settore dell’arte e della cultura; senza Monini, molte iniziative della Galleria Comunale di Arte Moderna sarebbero restate afone.



Detto questo, sussistono vari interrogativi sul “PROGETTO PANETTO E PETRELLI”, ancora non risolti ed esattamente:

-il cambio di destinazione era obbligatorio, è effettivamente avvenuto (?), è stato portato a conoscenza degli altri potenziali partecipanti all’asta giudiziaria?

-L’immobile , dopo essere stato acquistato dalla società Collerisana s.r.l. , è stato poi rivenduto, almeno in parte alla LIDL S.P.A.? Con quale plusvalenza, eventualmente?

- Non c’era proprio altra possibilità , oltre al soft discount (che a mio parere è più pericoloso dell’hard discount, sul piano concorrenziale, per i supermercati vicini), di impiegare la struttura a fini collettivi – il bene comune viene invocato soltanto durante le campagne elettorali-, magari con una multisala o un centro congressi liberato dalla annosa dipendenza di qualche esoso albergatore?



A questo punto, l’intervento del PD risulta del tutto incomprensibile, in quanto agitano la scacciamosche invocando coerenza e legalità, non considerando che:

• Se affiora qualche pratica oscura, qualche comportamento non legittimo, il PD deve rivolgersi in Corso Mazzini entrando nel portone REGIO TRIBUNALE; altrimenti tutto è fake

• Forse il partito renziano vuole parlare più correttamente di opportunità politica, ed su questo si può discutere; però desta sospetti il fatto che i firmatari del PD siano tre su sei , tutti riferibili al potentato dei Sibillini, con sede a Cerreto di Spoleto

• Vuoi vedere che l’attacco al “ progetto Monini “ è di natura tattica , in quanto certi annaspamenti cerebrali in realtà celano l’inizio della campagna elettorale per la Presidenza della Regione ( anche visto che i dati socio-economici dell’Umbria la relegano oramai tra le regioni sottosviluppate, al disotto della media nazionale, agli ultimi posti del ranking)?



Per concludere: la politica è un’attività complicata, non è adatta ai miti, ai benpensanti, non consente di agire liberamente quando si riveste una carica pubblica e contemporaneamente si è in posizione socialmente ed economicamente invidiabile.



In sostanza, ad un imprenditore di successo chi glielo fa fare di mettersi in ballo? Meglio salutare la compagnia, approfittando degli sconclusionati attacchi del PD.



Commento scritto da Alfonso il grane giustificatore il 06 Novembre 2017 alle 13:35
Alfonso Marchese dice: "un professionista o imprenditore che sia, un artigiano, un dipendente devono cessare l'attività nel momento in cui si imbarcano in politica? La risposta è no. "

PURTROPPO X MARCHESE NON È COSÌ. Mi spiace che tu, solitamente arguto, su questo tema hai preso uno scivolone.

Ad esempio x legge e sentenze gli amministratori in conflitto di interessi debbono astenersi non solo dalle votazioni ma anche dalla discussione. Per i dipendenti vi sono limiti assoluti, per i professionisti esistono incompatibilità ad avere alcune deleghe, ecc. ecc.


Commento scritto da alfonso marchese il 07 Novembre 2017 alle 17:17
Non sempre ho l'arguzia che mi riconosce. E non capisco come si possa desumere dall'articolo che io giustifichi tutto. Se fosse così non avrei avuto nella mia carriera di giornalista ben 50 e passa di processi. Ma può darsi che il rincoglionimento, dovuto all'età, abbia cambiato il mio temperamento. Ma veniamo all'argomento che è stato sollevato e che io ho trattato all'inizio del mio articolo: il conflitto d'interesse. Quest'ultimo si configura allorquando vengono cambiate le regole del gioco per adattarle ai vantaggi di qualcuno. C'è stato questo mutamento delle norme? E' stata cambiata la destinazione d'uso della Panetto e Petrelli? Al di là delle dichiarazioni del Pd non è emersa fino ad ora alcuna prova. La trattativa sull'acquisto e vendita della sede della storica azienda diventa allora un affare privato. Se viceversa c'è stata qualche forzatura, il conflitto d'interesse ci sarebbe tutto. Io non ho prove contrarie. Chi ce l'ha perché non si fa avanti? In queste cose bisogna giocare a carte scoperte. Altrimenti scatta la diffamazione. E mi creda, in questa materia sono ferratissimo. Per finire, non dica che io giustifico le grane altrui. Non è corretto gridare "dagli all'untore" verso persone che non hanno segni di peste. Se domani ci fosse un piccolo sintomo, lo strepiterei a squarciagola. Per finire, s'informi sulle condizioni che configurano il conflitto d'interesse. Basta un avvocato fresco di laurea.

La saluto e grazie dell'appunto, anche se un po' spuntato

Alfonso Marchese



Commento scritto da daniela de gregorio il 08 Novembre 2017 alle 09:44
Sarei d'accordo con te Alfonso, se non stessimo parlando di un ambito politico che toglie molto al concetto di strettamente "privato" a questa transazione della Panetto&Petrelli. E coincide solo in parte con la legalità. Il ragionamento è questo: Monini ha la delega allo sviluppo economico della città. In che condizioni è Spoleto ora? Di crisi economica? Chiudono le fabbriche? I negozi del centro ( ed anche della periferia) hanno le saracinesche abbassate? Il problema è quello di ridare vitalità a tutto questo? C'è un politico a questo preposto? Ci ha provato? E ottenendo cosa? Monini ha detto di essere stato bloccato dal terremoto. E' possibile sapere quali erano le opportunità che aveva in cantiere per la città e che sono fallite? Ed ecco l'ultima domanda in coda a quelle che ho fatto: un nuovo supermercato ( il sedicesimo?) in quel punto, rappresenta un elemento di sviluppo per Spoleto? Per il presidente della Confcommercio Barbarnera che ha fatto una puntuale analisi, sarebbe addirittura deleterio. Rappresenta un buon investimento per Monini in quanto privato? Immagino di sì. Ma lui, al momento, NON è SOLO un privato. Non più, se ha scelto di scendere in politica e di dedicarsi, per di più, allo sviluppo della città. Il conflitto di interessi "politico" può consistere anche in questo: fare qualcosa da privato che non va nella direzione del vantaggio della comunità che si amministra. E' stato lo stesso Monini, del resto, a dire di avere intenzione di dimettersi per evitare alla giunta l'imbarazzo di un conflitto di interesse. La politica è una dimensione sensibile non solo al legale o non legale. Ma anche - come dire? ad una legalità o illegalità "percepita". Si parla infatti di "opportuno" non "opportuno" per un politico. Questo credo sia il punto: è opportuna questa operazione per un politico che ricopre una carica preposta allo sviluppo economico della città?


Commento scritto da Leonardo il 08 Novembre 2017 alle 13:34
Non entro nel tema del conflitto di interessi in quanto la politica soffre di questo male da sempre .In Italia negli ultimi 30 anni ha rappresentato il vero male e nemmeno tanto oscuro.

Il ruolo delle istituzioni invece può essere oggetto di discussione . Dai commenti si capisce che sarà un discount (LIDL) ad utilizzare lo spazio. Vista la superficie esigua sarebbe stato molto interessante favorire l'apertura di uno spazio dedicato alla vendita e promozione dei prodotti del territorio sia Spoletini sianUmbri in genere. Questo è il futuro è Eataly ce lo insegna. Ne avrebbero guadagnato sia i piccoli siano grandi produttori di eccellenze gastronomiche ! Location strepitosa ,facile da raggiungere sia per i turisti sia per chi viene da Foligno o Terni....Credo che il ruolo istituzionale di un qualsiasi consigliere o sindaco sia quello di favorire queste cose!

Sarò un sognatore ma ....

Ps


Commento scritto da alfonso marchese il 08 Novembre 2017 alle 17:23
Sono d'accordo sull'inopportunità. Hai scelto la parola giusta. Ma non per quanto riguarda il conflitto d'interesse. Che si configura solo se si addomesticano regole e norme a proprio vantaggio. Oppure se, avvalendosi della propria posizione amministrativa, si favorisce il proprio interesse. Ma l'acquisto di un immobile poi rivenduto ad altri rientra nella sfera privata. Diverso il discorso sull'insediamento di un ennesimo supermercato. La legge Bersani, però, consente a tutti di aprire o chiudere un negozio. Non so circa i supermercati. Nel primo caso, un ente locale può fare poco. Nel secondo? Qui mi arrendo. Non saprei che dire.


Commento scritto da daniela de gregorio il 08 Novembre 2017 alle 23:26
Alfonso, ti rimando all'ultimo condivisibilissimo intervento del sen. Lucidi che non conosco e al quale ho mandato tramite spoletonline, una forte stretta di mano. Come non essere d'accordo con lui?


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