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Ambiente e Territorio, 09 Novembre 2017 alle 11:30:28

I colori della fioritura di Castelluccio nei giardini delle città metropolitane

Confcooperative e la Cooperativa Agricola di Castelluccio protagonisti di un progetto d’innovazione presentato in Regione sul Piano di Sviluppo Rurale [Commenti]

La possibilità di ricreare in aree verdi pubbliche e private di alcune città metropolitane i mille colori della fioritura del Pian Grande di Castelluccio di Norcia potrebbe presto divenire realtà grazie ad un progetto d’innovazione promosso da Confcooperative Umbria con capofila la Cooperativa Agricola di Castelluccio. E’ la sfida sulla quale il mondo cooperativo regionale punta per rilanciare nel lungo percorso post-terremoto, sia a livello turistico che di relazioni, il territorio dell’alta Valnerina attraverso una delle sue maggiori particolarità naturali. 


A darne l’annuncio è  il Direttore Regionale di Fedagri-Confcooperative, Lorenzo Mariani, che spiega come “insieme ai soci della storica Cooperativa Agricola di Castelluccio, presieduta da Nello Perla, e con il supporto tecnico ed agronomico della Società ATM Consulting di Perugia, abbiamo deciso di dare impulso a un progetto di innovazione che era già stato condiviso a tavolino poco prima delle scosse dell’agosto 2016, ma aveva subito un inevitabile stand by nei primi mesi critici del post sisma. Oggi può diventare realtà ed essere una pietra miliare sulla quale costruire un’opportunità concreta di valorizzazione di Castelluccio e di riscatto per gli agricoltori soci della Cooperativa, le cui strutture sono state rase al suolo dagli eventi sismici”.


Un tragico evento questo, “che però segna un punto di ripartenza perché – chiarisce proprio il presidente della cooperativa nursina Perla -  se nei mesi difficilissimi del post sisma ben altre sono state le priorità cui abbiamo dovuto far fronte tutti noi soci dell’Agricola è altrettanto vero che non ci siamo persi d’animo e al momento opportuno abbiamo rimesso mano alle carte progettuali e con il supporto di ATM Consulting di Perugia, traducendo il tutto in un’istanza di contributo presentata alla Regione dell’Umbria sul bando di innovazione di processo e prodotto, misura 16.2.2 del Piano di Sviluppo Rurale”.


Un’idea sostenuta e condivisa, sotto l’aspetto tecnico, dalla società perugina, il cui agronomo Marco Sanna non ha difficoltà a sottolineare “le comprensibili difficoltà cui siamo andati incontro per portare a termine questo progetto, ma le forti  motivazioni del presidente Perla, del Direttore Mariani e degli altri partner scientifici e vivaistici ci hanno convinto della possibilità di realizzare un progetto senza precedenti”. Che, tradotto in termini pratici, verrà realizzato attraverso la raccolta, la separazione e la messa in busta dei semi dei mille fiori, che accendono la fioritura di Castelluccio a seguito della semina della preziosa lenticchia, e verranno trasferiti nelle aree di semina che verranno individuate in alcune grandi città pilota, dove maggiore sarà l’impatto, non solo visivo.


“In questo momento siamo in attesa di un riscontro istruttorio alla nostra istanza da parte della Regione” - riprende il presidente della cooperativa Perla - “e sarebbe ideale poter ripartire a primavera, dopo il rigore del periodo invernale, avendo l’iniziativa approvata per dare il via alla realizzazione delle azioni previste dal progetto fin dalla campagna 2018”.


 


“Norcia, Castelluccio e la Valnerina ripartono anche da progetti ambiziosi e d’innovazione come questo” conclude il Direttore di Confcooperative Umbria, Mariani. “E domani chissà che anche gli abitanti di tante città metropolitane possano vedere impreziosite le loro aree verdi e le rotatorie con i colori della fiorita, uno spettacolo che potrà fare sicuramente anche da ambasciatore di Castelluccio di Norcia, spingendo molti turisti a venire a vedere dal vivo lo spettacolo del Pian Grande reso di nuovo accessibile”.



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Commenti (1)

Commento scritto da Da uno che apprezza il Castelluccio il 09 Novembre 2017 alle 14:09
I colori della fioritura del Castelluccio, riprodotti nei giardini delle città metropolitane, non so se riusciranno a rendere un'idea del paesaggio. Il cui effetto è dovuto a tutta la visione in lontananza dell'assieme. Alla maestosità dei suoi colori, che, alternandosi e adagiandosi dolcemente nella pianura dalle pendici delle montagne, le fa da sfondo e ne definiscono la sua caratteristica e il suo fascino. C'è solo da augurarsi che le capacità dell'uomo, nel saper interpretare, riconoscere, apprezzare, e riprodurre la natura, gli faccia onore. E che sappia costruirgli una cornice adatta. Altrimenti non renderebbe merito né al copista né all'originale.


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