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Eventi, 04 Dicembre 2017 alle 12:27:32

In cantiere il rilancio del 'Premio Spoleto Cinema'

L'annuncio del presidente del gruppo Hdrà Luchetti [Commenti]

"Stiamo pensando di riproporre il Premio Spoleto Cinema". Così ha affermato Mauro Luchetti presidente del gruppo Hdrà intervenendo dal pubblico alla presentazione del XIII volume della "Collana della memoria" dal titolo "Spoleto Cinema, 1969-1971. Mito e miti della settima arte nella città del Festival" di Antonella Cristina Manni. 


L'incontro, che si è svolto a Spoleto nel palazzo Leti Sansi sabato 2 dicembre 2017 in una sala gremita di autorità e personalità del mondo del cinema, è stata anche l'occasione per riscoprire un capitolo, breve ma intenso, della storia culturale italiana che vede protagonista la città di Spoleto: l'Ente Spoleto Cinema, la cui attività si protrasse dal 1969 al 1971, venne infatti presieduto da Luchino Visconti e nel consiglio di presidenza annoverò, oltre a Gian Carlo Menotti, Federico Fellini, Franco Zeffirelli, Suso Cecchi D'Amico, Massimo Bogianckino, Pierpaolo Pineschi e Mario Natale.


"Quella dell'Ente Spoleto Cinema è una storia che mette in evidenza anche la capacità della classe dirigente dell'epoca di pensare in grande", ha esordito Dario Pompili, presidente dell'Associazione Amici di Spoleto, organizzatrice dell'evento. A moderare l'incontro il direttore di Panorama Giorgio Mulé che, oltre a sollecitare il rilancio del Premio Spoleto Cinema per il 2019, "in occasione dei cinquanta anni dalla sua istituzione e con il supporto di Piera Detassis", ha sottolineato il rigore scientifico della ricerca svolta per ricostruire gli eventi e il contesto nel quale vennero realizzate a Spoleto le manifestazioni cinematografiche di quegli anni. Piera Detassis (direttrice di Ciak e presidente della Fondazione Cinema per Roma) ha apprezzato la scrupolosa ricostruzione storica del libro e si è mostrata disponibile rispetto al rilancio di una eventuale iniziativa cinematografica a Spoleto. Infine, ha ricordato la personalità di Gian Luigi Rondi che dell'Ente Spoleto Cinema, dal 1969 al 1971, fu direttore artistico. Quindi è intervenuta la produttrice cinematografica Maria Carolina Terzi che ha tratteggiato un profilo di Loreto Luchetti, cui il libro è dedicato e che all'epoca era presidente dell'Azienda del Turismo spoletina, promotrice dell'istituzione che convogliò a Spoleto le maggiori personalità italiane della settima arte.


 


L'autrice, Antonella Cristina Manni, tra le altre cose ha poi ricordato, mostrandone anche alcuni brevi stralci, che Spoleto è stata set per una cinquantina tra film e fiction dal 1940 ad oggi, passando (solo per citarne alcuni) dalla produzione italo-tedesca "I pagliacci" con Beniamino Gigli ed Alida Valli, a "Vita privata" di Louis Malle con Brigitte Bardot e Marcello Mastroianni, da "Metti una sera a cena" con Florinda Bolkan e Tony Musante a "Io e mia sorella" di e con Carlo Verdone e Ornella Muti fino al più recente film per la tv "Francesco" di Liliana Cavani e alla fiction "Don Matteo" con protagonista Terence Hill.  "Spoleto si presta molto bene e potrebbe essere utilizzata ancora di più come set cinematografico. Ma sarebbe necessario che le istituzioni a livello regionale si impegnassero attraverso l'attività di una Film Commission ", ha aggiunto in conclusione Piera Detassis.  Tra il pubblico, oltre al sindaco Fabrizio Cardarelli, alla vicesindaco e assessore alla formazione e istruzione Maria Elena Bececco, all'assessore alla cultura e turismo Camilla Laureti, all'assessore all'urbanistica Antonio Cappelletti e al presidente del Consiglio comunale Giampiero Panfili, hanno partecipato  alcuni giovani che frequentano il Corso propedeutico di giornalismo "Walter Tobagi"  e Alexis Sweet, regista dell'undicesima serie della fiction Don Matteo attualmente in lavorazione a Spoleto fino al 7 dicembre.



Commenti (1)

Commento scritto da Non vorrei rompere le uova nel paniere il 04 Dicembre 2017 alle 18:27
Riesumare un "cadavere" per ridargli vita è impresa assai difficile. Vorrei solo ricordare che a quei tempi, (1969-1971), per una serie di circostanze, c'era l'atmosfera giusta. C'erano le persone giuste con l'interesse giusto che al progetto potevano dare la linfa giusta per aiutarlo a vivere e prosperare. Nel frattempo, (sono trascorsi quasi cinquant'anni), ci sono state altre città che hanno saputo cogliere quelle occasioni che Spoleto non ha saputo cogliere. Oggi-giorno le città che ospitano le rassegne cinematografiche sono molte. Oserei dire troppe per non correre il rischio di inflazione. La fortuna bisogna saperla riconoscere e coglierla quando passa. Quando la si cerca a tutti i costi non arriva mai. Oppure, se arriva, non è mai come quella desiderata.


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