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Spoleto - CRONICARIO, 31 Dicembre 2017 alle 01:31:18

Il Tribunale non aspetta la ricapitalizzazione della S.C.S. e decide per il fallimento

[Commenti]


Alfonso Marchese

Non è di poco conto. Il particolare che lo manda in bestia è che non sia stato preso in considerazione quanto aveva dichiarato davanti al giudice il 15 novembre scorso: l'aumento di capitale della Credito e Servizi entro gennaio 2018. A meno che la pagina contenente questo dettaglio non si sia persa tra i


faldoni. Il presidente Heller aveva chiesto al giudice di concedergli il tempo necessario per la convocazione dell'assemblea dei soci e ottenere l'imprimatur all'operazione.


"Sono sicuro - afferma il presidente della Credito e Servizi - che il collegio giudicante non abbia letto bene o non sia stato informato della mia volontà. Al posto suo, stando così le cose, io avrei deciso altrettanto. L'assemblea doveva tenersi il 13 gennaio del prossimo anno. L'altro ieri pomeriggio mi ha chiamato sul cellulare il mio autista per comunicarmi il fallimento della cooperativa. Sono rimasto trasecolato. Incredulo. Gli ho detto se era sobrio. Con le feste, si sa che un bicchiere tira l'altro. Poi Carlo Ugolini mi ha confermato la sentenza del tribunale".


Fin qui le parole rugginose, per rabbia o per l'acido delle lacrime, di Heller. Nel verbale del tribunale del 15 novembre scorso, alle ore 9.50 secondo l'orologio del giudice, perché non tutti gli orologi vanno d'accordo ma ciascuno crede al suo, vengono annotati puntualmente i nomi di tutti gli attori che a vario titolo compaiono nella vicenda giudiziaria. Pomo della discordia: l'abolizione del concordato preventivo in continuità, che era stato concesso al predecessore di Heller. Commissario giudiziale era stato designato Eros Faina. Ed è su proposta di quest'ultimo che viene preso in considerazione l'avvio della procedura di concordato preventivo. Senza la continuità, che fa la differenza.


Infatti, diversamente dal primo, in regime del quale sotto la tutela del commissario incaricato dal tribunale viene garantita la gestione agli amministratori strapazzati per le orecchie, il secondo spalanca le porte alla possibilità del fallimento.


Nel verbale in questione, alla seconda pagina e secondo capoverso, si legge testualmente: "Il signor Giorgio Heller chiede il differimento ad altra data di ogni decisione in ordine alla possibile revoca del provvedimento di ammissione a concordato preventivo in continuità aziendale già adottato, segnalando, ai fini di una nuova trattazione davanti al giudice delegato dal collegio dei profili di revoca indicati dal commissario giudiziale".


In sostanza secondo Faina, nella sua veste commissariale, non ci sarebbero più i presupposti per accordare il primo provvedimento e cioè il Concordato Preventivo in Continuità. Heller, a sua volta, aveva chiesto tempo, dando una scadenza precisa al giudice: 31 gennaio 2018. Se entro questa data non ci fosse stato un aumento di capitale stimato in 20 milioni di euro, allora si sarebbe proceduto con l'altra opzione: concordato preventivo, anticamera del fallimento vero e proprio.


Il ricorso è scattato subito. Non è stato concesso all'avvocato di parte di mandare giù l'ultimo boccone del panettone. Una sciacquatina al gargarozzo, con un vino che era un bacio, e via in studio per preparare la ribattuta della palla fallimentare.


"Prima di andare via da qui, farò fotografare tutto. Anche perché qui vi sono quadri grande valore. Come un De Chirico, un Morandi, un Burri, che è stato valutato un milione e 200 mila euro e che su richiesta del commissario Faina era stato dato in prestito per una mostra alla diocesi di Foligno e ancora non restituito", si sfoga Heller. "Mi farò fotografare vicino alla tela preziosa con un giornale in mano. In modo che sia chiara la data dello scatto".


Questa è la prima puntata di una soap opera che si trascinerà chissà per quanto tempo. E Banco Desio? "Che gliene frega, ha più dell'ottanta per cento delle azioni", commenta uno che la sa lunga. Ma c'è una questione d'immagine e la banca non può non risentirne. "Lo volete capire che la Bps non c'entra più con Spoleto?"

Correnti del Nera
Trattoliva Ristorante / Campello sul Clitunno


Commenti (9)

Commento scritto da Avanti popolo il 31 Dicembre 2017 alle 09:46
Come volevasi dimostrare. 20 milioni di aumento di capitale? Le favole le raccontassero ai romani già ampiamente raggirati dalla Fondazione Roma Capitale. Ci mancavano questi a Spoleto!


Commento scritto da Un Socio il 31 Dicembre 2017 alle 11:59
Cavolo a leggere queste cose sorgono più di un dubbio 1) il giudice ha così tanta fretta di far fallire la SCS? Per quale motivo che cosa gli torna indietro con il fallimento di una azienda ? 2) qualcuno sarà contento dell’accadauto 3) come mai ridarla in mano ad un curatore fallimentare che pensa solo a curare i propri interessi ? 4) siamo sicuri che i 21000 mila soci le 21000 famiglie non vogliano spiegazioni ? ( giusto il giudice e il curatore non sono tenuti a darne hai soci ) 5) il patrimonio immobiliare le opere d’arte come socio vorrei sapere che fine fanno il 9% di BPS che fine fa ? Non è che lo compra desio a due soldi ? Non gridiamo al complotto giusto ? Ma i fatti parlano chiaro o c’è un complotto o ci troviamo difronte a gente incompetentemente PRESIDENTE HELLER DELUCIDI LA SITUAZIONE RISPONDA A QUESTO COMMENTO SONO STATE FATTE TUTTE LE VERIFICHE DEL CASO ? È STATO DENUNCIATO CHI HA SBAGLIATO ? GLI ORGANI DI CONTROLLO SONO STATI AVVISATI ? VISTO CHE C’ERA UNA LORO DISTRAZIONE SONO STATI DENUNCIATI ? BANCO DESIO NON DOVEVA RISPETTARE UN ACCORDO ? O erano tutte voci oppure c’è qualcosa che non va perché non portare questa vicenda ad una tv nazionale per far capire come gira questo paese ? Perché non mettere a conoscenza i media della vicenda senza nulla togliere a Spoleto Online e Tutt’oggi Che nel loro fanno la loro parte promulgano le notizie ma a livello regionale facciamo conoscere all’italia Come funzione il Tribunale a Spoleto come funzionano bene le autorità!


Commento scritto da Andrea Mattioli il 31 Dicembre 2017 alle 16:06
Beh il signor Heller dovrebbe dirci dove aveva trovato questi 20 milioni! Altrimenti è una favola come quelle che raccontava il Duca camerte altro sodale del signor Ugolini! !



Commento scritto da Zoren Tiber il 01 Gennaio 2018 alle 16:56
@Andrea Mattioli

Ciao Andrea Tiber Mattioli, era tempo che non ti si leggeva online...ben tornato.

Ti ricordi dei bei tempi cospaiesi e di come ti avevo "scaciato" già allora.

Eburneo. Ciao.


Commento scritto da Socio Qualunque il 02 Gennaio 2018 alle 08:48
Socio Qualunque

Tutti si sentono paladini di qualcosa per resuscitare una società distrutta e annientata.

Già quando i commissari consegnarono ai nuovi amministratori la società, a mio modesto avviso fecero un grosso errore, dichiarando che la consegnavano “IN BONIS” questo termine forse accademico vorrebbe dire che questa società aveva di che poter proseguire e prosperare, invece non era in queste condizioni.

Gli amministratori che si sono prodigati a trovare soluzioni per tappare le falle della gestione precedente con tutti gli intrecci societari al limite della illegalità non hanno fatto altro che consumare le poche disponibilità rimaste in consulenze che hanno portato comunque la società verso il fallimento.

Poi la famosa assemblea dove il Presidente Marcucci ed il consiglio di amministrazione messo in minoranza fu sostituito da dei nuovi amministratori che a parte di fare esternazioni e traslochi per pulire i magazzini non hanno fatto altro che attendere ed accettare la dichiarazione del fallimento da parte del tribunale.

Inoltre l’aumento di capitale sbandierato dal dr. Heller va supportato con elementi certi e non con promesse, il tribunale non può credere alle promesse se poi il promittente porta solo parole.



Commento scritto da socio qualunque 2.0 il 02 Gennaio 2018 alle 14:18
Condivido completamente quello che afferma il “socio qualunque”, desiderando solo aggiungere poche considerazioni:



• Avevo sottoposto, qualche settimana fa, al Presidente Heller (ed al Vice-Presidente Ugolini ) le stesse domande già indirizzate a Maurizio Hanke, precedente Presidente, senza ricevere alcun cenno di risposta; ed esattamente



• Come poteva una istituzione cooperativistica , sorta 120 anni fa, decidere di nominare un presidente romano, sconosciuto in queste zone , dopo aver annoverato presidenti, tutti spoletini, del calibro di Cesari, Profili, Sinibaldi, Luchetti, Contenti? Lo statuto non lo vietava, ma il buonsenso forse sì

• Come mai l’Assemblea dell’ottobre 2016 ha bocciato il bilancio del vecchio Consiglio, salvo poi riconfermarlo, uguale, sei mesi dopo? Il “copia e incolla” era totale , tanto che i Sindaci revisori dei conti lo hanno approvato perché era…uguale

• Come mai si era proclamata la “continuità aziendale” per poi dichiarare (in Assemblea ) che svariati cespiti (immobili e mobili, quadri compresi) avrebbero potuto essere posti in vendita? Sarebbe stato anche possibile, ma sarebbe occorso un piano seriamente dettagliato, che peraltro non si è mai conosciuto. Forse anche i giudici avrebbero gradito saperne di più



• Come mai non era stato pubblicato ancora il verbale dell’ultima Assemblea? Il Notaio lo aveva redatto , o no?



Il Presidente Heller non ci ha degnato di uno straccio di risposta; forse, se lo avesse fatto, i magistrati potevano acquisire qualche elemento di giudizio in più, e non si sa mai…



Oggi, nuovi quesiti si affacciano, ma oramai li poniamo solo a noi stessi:



1. Come mai , sul sito della SCS, sino a pochi giorni fa, non c’era nessuna comunicazione riguardante la imminente Assemblea? Esistono dei termini temporali da rispettare, oppure si intravvedeva UNA MORTE ANNUNCIATA?

2. Come mai non era dato sapere quali fossero i progetti e le fonti finanziari inerenti l’aumento di capitale? Si favoleggiava di capitali esterni (non dei Soci storici), non meglio specificati. I precedenti, ipotetici ,investimenti di capitale nell’ambito spoletino, da parte di vari soggetti, tra cui un nobile di origine camerinese, non lasciavano del tutto tranquilli.

3. Come mai si parlava di una collaterale operazione, da parte di Heller o di persone a Lui vicine, per acquisire la Maran SPA, settore recupero crediti?

4. Come sono stati impiegati (spesi) i proventi dei dividendi incassati dalla BPS-Banco Desio? si parla di quasi duecentomila euro, che non sono pochi, visti i chiari di luna spoletini

5. Come potranno i rappresentanti della SCS in seno alla BPS-Banco Desio (parliamo di un consigliere e del presidente del collegio sindacale, con emolumenti annui sugli 80-90 mila euro , salvo errori), mantenere la loro posizione, venendo a mancare il concetto stesso di rappresentanza (subentrano i curatori fallimentari, infatti)?





In questa nebbia, non c’è da meravigliarsi che il Collegio Giudicante abbia faticato nel formarsi un’opinione, per problemi di visibilità e trasparenza; comunque, forse i giudici potevano attendere qualche altro giorno, prima di dichiarare il fallimento.

Solo nel gioco del poker il bluff viene svelato chiamando :”VEDO”, però dopo aver coperto il piatto.









Commento scritto da Giorgio Mancini il 02 Gennaio 2018 alle 17:07
Sedicente Zoren Tiber quello che ha scritto Mattioli è la sacrosanta verità! Spoleto è stanca di questi personaggi imbarazzanti!! Ci voleva uno come Heller a salvare la Scs?? Ma mi faccia il piacere!! Quanto al duca di Varano non è forse vero che era sponsorizzato dall'ex sindacalista cislino Carlo Ugolini? Doveva comprarsi la Nuova Panetto & Petrelli con uno schiocco di dita e farle produrre libri di pregio per gli Emirati. Il costruttore Peppucci sta ancora aspettando che lui e la sorella si presentino dal noto notaio ternano a firmare l'atto di cessione.....Ma mi faccia il piacere!!!!


Commento scritto da socio qualunque 3.0 il 02 Gennaio 2018 alle 18:28
Corre voce che ll palazzetto Pianciani, sede della SCS, si a stato posto sotto tutela ,per decisione del Tribunale, per evitare fughe…di documenti ed opere d’arte, autenticate o meno.

In conseguenza, si dice che nei dintorni del Cimitero Monumentale si siano uditi forti rumori, provenienti dalle dimore eterne di Cesari, Profili, Sinibaldi, Leonetti Luparini ed altri.

La situazione non era chiara, tanto che l’Assessore Loretoni, che ha la delega per la gestione cemeteriale, è stato urgentemente richiamato in sede da Kuwait City, dove si trovava per motivi di affetto familiare.



La situazione è talmente surreale che mi ha indotto ad effettuare ricerche geo-storiche, arrivando ad appurare che, in epoca alto medioevale ed anche in epoca successiva, il fiume Tevere, scaturito dal Monte Fumaiolo, operava una suddivisione tra il dipartimento dell’ETRURIA ed il DIPARTIMENTO DI SPOLETO. Sembra il classico iocus fati, ma il Tevere già tentò di dividere la Banca Popolare dell’Etruria dalla Banca Popolare di Spoleto, ma non ci riuscì, in quanto la mala gestio divenne, nei decenni, simile. Sullo sfondo, si notava un grande sfarfaglio di grembiulini, senza che se ne capisse il perché.



Di certo , c’è che al visitatore che si aggiri in Piazza Pianciani si presenta uno spettacolo lunare: sullo sfondo la scalinata sventrata da un mezzo dell’ASE, con un leone decapitato e lo sbriciolamento delle colonnine; di lato, il Palazzetto Pianciani tutto transennato dal Comune (e dalla Protezione Civile) per motivi sismici e sotto tutela del Tribunale per motivi di malagestione pregressa.



Non resta che affidare il caso a Don Matteo, ma il giallo è di difficile soluzione.



Commento scritto da Marco il 02 Gennaio 2018 alle 18:47
Che tristezza leggere queste cose !!

Non si spiega il motivo per cui tanta fretta ? Heller ha sbandierato un’aumento di capitale di 20 milioni di euro che doveva dimostrare in tribunale il 13/01/18 vi chiedete come mai questa repentina sentenza ? Me lo sono chiesto spesso in questi giorni e solo una risposta mi viene in mente c’era già un progetto per farla fallire perché altrimenti non si spiega e qualcuno guadagnerà da questo fallimento? Il curatore fallimentare forse chi la dichiarato è forse altre persone PRIMA DI DARE DEL CIALTRONE AD UNA PERSONA BASTAVA ASPETTARE IL13/01/18 invece per la paura che quelle parole erano vere e l’aumento di capitale veniva fatto si sono sbrigati a pronunciare una sentenza che offende l’intelligenza almeno la mia non credo la vostra xche fatto 30 si poteva fare 31 non credo che aspettare 10 gg avrebbe cambiato le cose !! Senza offendere nessuno vi offendete da soli !! Così si può solo dire che Heller ci ha provato e non c’è riuscito xche non l’hanno fatto fare !! E così la colpa è sempre di un’estraneo ! NON GLI SI PUÒ DARE DEL CIARLATANO PERCHÉ HE NON HANNO ASPETTATO IL 13/01/18 Caro Heller non ti conosco ma ti stimo perché io avrei aspettato il 13/01/18 per darti del ciarlatano invece ora sei il numero uno! Da qui si capisce che anche Spoleto è una comunità corrotta e con i paraocchi


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