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Spoleto - Lavoro, 05 Marzo 2018 alle 23:26:50

Ex Pozzi, operai senza più cassa integrazione nel silenzio generale di politica, sindacati e tribunale

Senza una firma vincolante lo strumento di ammortizzazione sociale non può essere prorogato. Sol apre un'inchiesta sulle reali responsabilità di una lenta agonia [Commenti]


Daniele Ubaldi

Nel giorno del sequestro delle fattorie Novelli, che garantisce per lo meno continuità lavorativa, è bene puntare i riflettori su un'altra importante realtà produttiva di Spoleto, che ora rischia davvero di perdere tutto: i lavoratori della ex Pozzi non hanno più ammortizzatori sociali. Dal 2 marzo, infatti,


anche la cassa integrazione straordinaria è scaduta e, come prevede la legge, senza una firma vincolante di un potenziale acquirente l'istituto sociale non può essere ulteriormente prorogato dal giudice Roberto Laudenzi.


Come noto, da mesi ormai i tre commissari statali del concordato non danno notizie su possibili interessamenti da parte di imprenditori interessati alla ex Pozzi, che tuttora riceve richieste di lavori da parte di clienti più o meno storici.
L'immobilità generale in cui è precipitata la situazione dell'industria, fra il silenzio di politica e sindacati, giova soltanto a chi guadagna lauti stipendi ma nuoce alle centinaia di famiglie di operai che, ora più che mai, non conoscono il loro destino.


Spoletonline ha richiesto ufficialmente, 20 giorni fa (il 13 febbraioscorso), un incontro con il giudice Laudenzi per fare il punto su di una situazione a dir poco nevralgica per la città di Spoleto, e conoscere se vi siano novità sostanziali circa eventuali manifestazioni di interesse e proposte di piani industriali da parte di soggetti potenzialmente interessati a far ripartire macchine e lavoratori. Ad oggi non c'è stata risposta da parte del Tribunale.


Di certo, a maggior ragione dopo il voto del 4 marzo scorso, certa politica e soprattutto mondo sindacale dovrebbero aver compreso, la prima, che le lotte si fanno al fianco degli operai e non invitando alla Leopolda burocrati e imprenditori; il secondo, che le politiche concertative degli ultimi 25 anni possono condurre, al massimo, ad alcune, mere posizioni personali privilegiate nel breve termine, mentre alla lunga portano alla morte del mondo operaio e all'annientamento di diritti faticosamente conquistati nei decenni passati.


Spoletonline, come sempre, sarà al fianco dei suoi lettori operai, che in quanto lettori rimangono l'unico padrone del giornale online di Spoleto. In attesa che il Tribunale risponda, la nostra testata avvierà personalmente delle verifiche accurate, per appurare tutte le reali e soggettive responsabilità di questa storia, che è troppo poco definire vergognosa.


 



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Commenti (5)

Commento scritto da Merlino il 06 Marzo 2018 alle 12:19
QUESTO E' IL VERO DRAMMA DI SPOLETO. IL LAVORO. ORMAI A TUTTI I LIVELLI. NON ESISTE PIU' UNA FABBRICA O AZIENDA CHE DIA OCCUPAZIONE. TRAGICO. LE ALTRE PIPPE POLITICHE POSSONO ASPETTARE LA GENTE NO.


Commento scritto da Bravo Sol! il 06 Marzo 2018 alle 12:55
Per il tribunale passi ancora, dato il segreto professionale a cui è soggetto e dato tutte le sentenze di vario genere che deve svolgere. Però, per i politici e per i sindacati il discorso è un po' diverso: Infatti, il loro silenzio in queste occasioni è un comportamento intollerabile..Specialmente se si considera che prevalentemente sono pagati per gestire e risolvere i problemi dei lavoratori.


Commento scritto da Controllo computer il 06 Marzo 2018 alle 19:06
@Bravo Sol! Concordo con te: essere un po' accondiscendenti con la magistratura non fa mai male. In fin dei conti se sputi in un occhio a un sidacalista o un politico chi magistrato vuoi che ti condanni, mentre se fai lo stesso con un magistrato so c...i amari.

Basta fatti, vogliamo promesse.


Commento scritto da agostini il 07 Marzo 2018 alle 07:23
Scusate ma chi è che vuole sapere...Sol o i lavoratori??

Se fosse la redazione di spoletonline non dovrebbe fare altro che contattare i vari sindacati territoriali e di categoria nonché le rsu e nessuno tarderebbe a dare delucidazioni,questo anche come atto di pluralismo informativo,visto che l'articolo sembrerebbe pervenuto da informazioni alquanto lacunose e unilaterali.

Nella seconda delle ipotesi,ovvero i lavoratori,quest'ultimi sono stati informati sul reale e complicato stato delle cose,dove comunque ogni strada rimarrebbe aperta,al di fuori dell'ultima ipotesi,che scongiuriamo e per cui lottiamo, ovvero quella del fallimento. Mi viene spontaneo pensare che non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire o ascoltare. Detto ciò,chi pretende con un colpo di coda di portare alla fine o al fallimento la ex pozzi per pruriti intimi, potrà sempre adoperare quello che é uno strumento individuale come la ex mobilita',l'attuale Naspi. Il nostro ruolo ci porta ad avere massima considerazione di ogni difficoltà ma non possiamo discernere da quello che é e deve essere il bene comune. Mi scuso se ho sfiorato la suscettibilità di qualcuno,ma siccome dell'impegno e della chiarezza ne faccio un baluardo della nostra lotta,rimando al mittente insinuazioni o illazioni che tendono a mettere in cattiva luce il mandato di tutti l'interpreti principali di questa vertenza. Sono sempre a disposizione di tutti,ma pur che sia un confronto leale e non di facciata come questo articolo,che si smuovera' pure qualcosa,ma sara' sempre e comunque quello che vi abbiamo già riferito. Altro non c'è.

State facendo come quello che trova la moglie con l'amante e per capriccio....se lo taglia.


Commento scritto da Aurelio Fabiani il 07 Marzo 2018 alle 08:34
Gli operai della Pozzi sono stati abbandonati e traditi 4 anni fa. La "indignazione" a "babbo morto" è pelosa e clientelare. Avvoltoi si aggirano per conquistare le spoglie di ciò che resta, chi vuol fare qualcosa a questo punto di non ritorno lo faccia senza strombazzarlo ai quattro venti.


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