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Ambiente e Territorio, 10 Marzo 2018 alle 11:47:55

L'allarme della Cgil: 'Aziende di Spoleto in condizioni critiche, subito un piano del lavoro dedicato'

Annunciata l'organizzazione di una manifestazione aperta a tutta la città: 'Serve un nuovo inizio per costruire il futuro' [Commenti]

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota a firma di Mario Bravi e Massimo Venturini, rispettivamente responsabile di Zona della CGIL Foligno-Spoleto-Assisi-Valnerina e responsabile Camera del Lavoro di Spoleto, sulla crisi che sta attraversando il territorio:


"Affrontare le questioni economiche e sociali, attraverso ogni iniziativa 


che sia in grado di aprire un confronto utile per guardare alle difficoltà dell'oggi con la prospettiva di costruire il futuro. È evidente che le problematiche sono rilevanti e non possono essere sottovalutate. In questo contesto, l’Umbria e Spoleto risentono delle criticità nazionali ed anche Europee. Le politiche dell'austerity e del liberismo a senso unico hanno duramente colpito i nostri territori, e se non si modificano è difficile ripartire. Ma per rimettersi in moto serve affrontare due questioni fondamentali: un’analisi spietata ma vera della situazione e politiche economiche alternative.


La situazione di Spoleto è perfettamente collocata nel contesto regionale, con alcune accentuazioni negative. Sull'Umbria i recenti rapporti AUR e IRES hanno confermato l'esistenza di una situazione che non è azzardato definire "declino". Infatti, dopo 8 anni di accentuazioni progressive delle difficoltà parlare solo di "crisi" è limitante. Nella nostra regione dal 2008 ad oggi il tasso di occupazione è passato dal 65,2% al 61,3%, il PIL è diminuito del 16,5% e il prodotto pro capite è sceso a 22.400 euro annui con un -5mila euro. Ogni cittadino umbro ha perso quindi 617 euro l'anno. Come se non bastasse, si sono bruciati 35mila posti di lavoro, di cui 15mila solo nel 2016. Il welfare umbro, punto di forza fino al 2008, si sta indebolendo sempre di più: l'ISTAT ci dice che abbiamo 240mila umbri già poveri o che rischiano di diventarlo. In questo quadro, le politiche economiche nazionali e quelle del lavoro, a partire dal Jobs act, hanno ottenuto come unico risultato concreto solo la riduzione dei salari e dei diritti, senza riuscire minimamente a contrastare il ciclo, dimostrando tra l'altro che ridurre i diritti non solo è iniquo ma risulta anche inefficace. L'Umbria, infatti, ha salari del 9,5% più bassi della media nazionale.


Se la nostra regione, come abbiamo sottolineato, è stata duramente colpita dalla crisi, Spoleto sta vivendo un impoverimento consistente, superiore alla media regionale. Continua anche in questi giorni la crisi devastante dell'apparato manifatturiero di questa città, da sempre anche grande realtà industriale e produttiva. Non si creda che basta il rilancio del turismo e la valorizzazione dell'ambiente per uscire dalla crisi. È fondamentale mantenere ed innovare l'industria, come insegna la Germania e la stessa esperienza degli USA. Spoleto su questo versante ha subito colpi rilevanti, dalla ex-Pozzi, ora Ims-Isotta Fraschini, alla necessità di dare prospettive certe sul futuro della Cementir, per non dire della scomparsa di importanti realtà industriali che hanno fatto la storia di questa città, dalla Minerva al Cotonificio alla Panetto e Petrelli. Serve ed è urgente mettere in campo tutte le iniziative necessarie a salvaguardare le prospettive e i livelli occupazionali della ex Pozzi e delle altre aziende, e costruire un ulteriore progetto di sviluppo industriale, che valorizzi la produzione dell'olio d'oliva e la sua commercializzazione.


Spoleto oggi vive un processo di difficoltà enorme, testimoniato da questi dati:


Occupati 17.500, di cui maschi 10.100, femmine 7.400.


Dipendenti 12.500.


Autonomi 5mila circa.


Disoccupati 2mila.


Da questa situazione se ne esce prendendo le distanze dalle politiche economiche portate avanti in questi anni e avviando politiche pubbliche basate su un Piano Regionale del Lavoro che rilanci la domanda, che finalizzi le risorse dei fondi europei (1500 milioni di euro in Umbria) e che faccia della ricostruzione delle zone terremotate un’occasione per la messa in sicurezza del territorio e per la creazione di buona occupazione. Questo, insieme al rilancio di nuovi investimenti industriali, è il tema su cui dovrebbe svilupparsi il confronto in Umbria e anche a Spoleto. Questa città, in questioni relative alla messa in sicurezza dei  beni architettonici e monumentali, ha grandi riferimenti e capacità, come le cooperative del restauro (Coobec). La difesa e valorizzazione del territorio può far emergere grandi professionalità e può far valorizzare altre esperienze soggettive ed imprenditoriali rilevanti. In questo senso, la difesa della fascia appenninica della nostra dorsale, con gli elementi unici che la caratterizzano, è una delle risorse del futuro su cui la città di Spoleto può e deve svolgere un ruolo primario.


Da questa città, nel contesto regionale, può nascere un contributo originale che, superando anche i ritardi infrastrutturali, rilanci attraverso il confronto tra tutte le forze sociali, l'idea di un progetto Spoleto, che a partire dalla qualità, punti sul rilancio di industria, turismo e cultura. Un circuito virtuoso, che si può e si deve reinnescare per guardare e costruire il futuro, contrastando le difficoltà e le precarietà dilaganti. Le vertenze Novelli e Maran da questo punto di vista costituiscono passaggi centrali. Riteniamo che queste siano le condizioni fondamentali per uscire dalle passività, per sconfiggere il pessimismo e la retorica fine a se stessa!


Le condizioni per ripartire richiedono un progetto condiviso, un quadro economico nuovo, e soprattutto la consapevolezza che occorre ridare dignità al lavoro, come dice anche Papa Francesco. Questi 9 anni ci hanno insegnato, infatti, che sulla riduzione del lavoro a merce, sulla sua precarizzazione non si costruisce. Si lacera invece il tessuto sociale, lasciando i giovani senza speranza. Serve invece un nuovo inizio. Da qui, da Spoleto può e deve partire un messaggio importante! Per questo proponiamo a tutte le forze sindacali e sociali una manifestazione cittadina per il futuro di Spoleto, con l‘obiettivo di costruire un piano del lavoro del territorio spoletino".



Trattoliva Ristorante / Campello sul Clitunno
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Commenti (8)

Commento scritto da Open your eyes il 10 Marzo 2018 alle 15:37
Vergognoso che abbiate ancora coraggio di parlare.

Vi siete svegliati in tempo per il funerale delle aziende spoletine.

Dovete cambiare i vertici metterci degli esperti di finanza e controllo di gestione e pretendere ogni anno di fare un'analisi della strategia delle aziende per poter prevenire le crisi non accorgervi quando suonano le campane a morto...

E voi siete quelli competenti vero?



Commento scritto da sandro carlini il 11 Marzo 2018 alle 11:14
dove eravate quando il partito di sinistra (che anche io votavo) ha creato lamoderna precarieta'?


Commento scritto da Storie della vita. il 11 Marzo 2018 alle 11:16
Prima si aspetta che il malato guarisca da solo, poi, quando ci si accorge che non può farcela, che è in agonia e che sta per tirare le cuoia, e che sono in allerta le pompe funebri per assicurarsi l'appalto, intervengono i "santoni "con le loro diagnosi a consigliare i rimedi. Ma spesse volte trovano il malato già bello e morto, sigillato e sepolto. E a questo punto non possono far altro che suggerire l'epigrafe.


Commento scritto da il cospaiese il 11 Marzo 2018 alle 18:39
Un po' di sana autocritica sulla vicenda Novelli, per la quale avete plaudito alla "famiglia calabrese" i Greco di Cariati, non è possibile. Lo sapete che il boss è indagato dalla Procura di Castrovillari per bancarotta fraudolenta? Così tanto per sapere visto che sono a rischio centinaia di posti di lavoro.

Ps. questa volta non fate come gli struzzi, fateci conoscere il Vs. Novelli pensiero


Commento scritto da Lupo solitario il 12 Marzo 2018 alle 07:36
Tutti parlano di Maran,Novelli ma nessuno e dico nessuno nomina o esamina la triste vicenda dell'ex Pozzi ( IMS e ISOTTA FRASCHINI) le due aziende chiuse ormai da quattro anni, operai lasciati allo sbaraglio senza sussidi economici senza mai dato loro sapere senza avere lumi sul loro presente e futuro. Comune Regione cosa hanno fatto per loro?



Commento scritto da Lupo solitario il 12 Marzo 2018 alle 07:41
Domani 13 marzo in regione ci sarà una interrogazione in consiglio regionale sul dramma Ex Pozzi, sarà fatta una manifestazione davanti a Palazzo Cesaroni dalle ore 9:30 siete invitati a partecipare numerosi .


Commento scritto da lavoratore il 12 Marzo 2018 alle 13:22
nessuna manifestazione è prevista,solo chi vuole assistere all'interrogazione all'assessore Paparelli da parte del capogruppo Fratelli d'Italia Marco Squarta,si può accomodare in sala assemblea regionale.


Commento scritto da indignato il 12 Marzo 2018 alle 17:59
Allora che dice sto assessore???


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