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Spoleto - CRONICARIO, 07 Luglio 2018 alle 23:47:20

Fondazione Festival, Quaranta disposto a fare il vicepresidente

[Commenti]


Alfonso Marchese

Non è detto. Ma se dovesse esserci un ricambio alla vicepresidenza della Fondazione Festival, lui è disposto ad accettare l'incarico. Gianni Quaranta, premio Oscar per la migliore scenografia del film Camera con Vista di Ivory ed ex assessore alla Cultura,


 fatto dimettere per fare spazio ad una donna per la regola delle quote rosa, è legato a Spoleto. Fece le valigie con un rimpianto: non vedere realizzati i progetti che aveva in cantiere. I suoi rapporti con Giorgio Ferrara non sono mai stati teneri. Né lo sarebbero in caso di un avvicendamento alla carica di vice presidente della Fondazione. E' proprio questo il punto. Il neosindaco De Augustinis non vorrebbe che la macchina festivaliera fosse intaccata dalla ruggine. Però l'inclinazione al rigore e alla specializzazione lo spingerebbe in senso inverso. Così come per l'assessorato ha chiamato un ex generale della Finanza e consulente del Mise (Ministero sviluppo economico), logica vorrebbe che anche alla Fondazione ci fosse un esperto.


L'attuale vicepresidente Dario Pompili è un politico di lungo corso. Che è stato alla presidenza della ex Cassa di Risparmio di Spoleto ora Banca Intesa ed è passato, alla scadenza del mandato, alla massima carica della Fondazione dell'ex istituto di credito. Ha lasciato una poltrona col fosso, per un'altra che l'attendeva a pochi metri di distanza dalla prima sede. Circa la sua esperienza in materia di spettacoli, può solo ascriversi le recite all'oratorio o a scuola. Insomma, non è un esperto della materia. Di politica e banche sì.


Ferrara ha ancora Santi in Paradiso che intercedono per lui. E se si profilasse all'orizzonte l'ipotesi Quaranta, muoverebbe tutto il calendario santificato per far fallire l'operazione. Si disse, all'epoca delle dimissioni forzate di Quaranta, che sarebbe stato proprio Ferrara a chiedere al sindaco Cardarelli la testa dello scenografo. Che aveva avuto il torto di dire in giro che Ferrara si stava costruendo un curriculum a Spoleto. Di qui l'ossidazione dei rapporti e la reciproca disistima.


Un Gianni Quaranta nella fondazione farebbe le pulci alle scelte della direzione artistica. Anche se spetterebbe alla presidenza, cioè al sindaco, prendere decisioni. Il problema è rappresentato dalla probabile guerra intestina alla Fondazione, che potrebbe paralizzare la macchina amministrativa. Se questo è vero, è altrettanto vero che non si possono nominare soggetti che siano solo graditi alla direzione artistica.


Non è remota la congettura secondo la quale De Augustinis, sia pure animato da spirito rivoluzionario, propenda per mantenere lo status quo. In pratica, il neosindaco opterebbe per lasciare stare le cose come stanno, rinviando a un altro momento il riassetto festivaliero. Certamente, De Augustinis non accetterà che sia il ministero della Cultura a nominare il direttore artistico. Rivendicando la prerogativa della Fondazione. E' una questione di dignità. Lo Statuto della Fondazione va rispettato. Le regole vanno seguite. Come nel Codice Civile o in quello Penale. E chi meglio di De Augustinis può saperlo? La sua professione di magistrato, come in tutti i mestieri, ha plasmato una forma mentis che induce a censurare la violazione delle regole che ci si è dati. E sotto questo profilo, se ne vedranno delle belle. Il neosindaco conosce la struttura governativa, non foss'altro per avervi lavorato nel recente passato. Quanto bastava per allacciare amicizie importanti. E soprattutto conoscere il complicato dedalo di leggi e decreti.


Questo è il quadro della situazione. E questo è il profilo, sia pure tratteggiato, del neosindaco De Augustinis. Né ci sarebbe da stupirsi se il personaggio smentisse le caratteristiche che gli si attribuiscono. Un uomo al potere è costretto a commisurarsi con la politica. Che è mediazione. Compromesso. Proprio quello che disdegnava uno spoletino di nobili natali e garibaldino: Luigi Pianciani.



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Commenti (4)

Commento scritto da FESTIVAL DE NOANTRI il 09 Luglio 2018 alle 09:32
Un festival che da 11 anni vede la regia dell'opera diretta sempre da Ferrara... che da 10 anni vede lo spettacolo di Adriana Asti (la moglie...), che da 11 anni vede uno spettacolo di Bob Wilson come lo definireste? un festival di due mondi? Bene hanno fatto lo scorso anno a chiamarlo Festival di Spoleto.... Quando arriveranno a 12 di tutto lo potremo chiamare festival di ferrara.



Adriana Asti ha saltato un anno per un infortunio.... altrimenti sarebbe stata in perfetto sincronismo...


Commento scritto da Signor Smith il 09 Luglio 2018 alle 10:28
Seduti sulla riva del Tessino... si attende di vedere quali saranno gli sviluppi di quanto il buon Marchese vaticina... mi permetto solamente di notare che, si, è vero che la politica è "mediazione"... ma il "compromesso" che Marchese usa come sinonimo è molto assonante con il compromettere, mettere a rischio... se - per il momento - ci si limitasse alla mediazione?


Commento scritto da alfonso marchese il 09 Luglio 2018 alle 14:34
Al signor Smith. Il Compromesso non ha nulla a che vedere con il verbo compromettere. Che significa pregiudicare. Il sostantivo vuol dire negoziato, accordo sulle rispettive cessioni a vantaggio dei contraenti.


Commento scritto da RAS il 11 Luglio 2018 alle 12:09
Richiamare Gianni Quaranta non sarebbe solo il giusto risarcimento per essere stato costretto a dimettersi, ma soprattutto il graditissimo rientro del grande artista per collaborare attivamente anche alla "sua" Accademia dell'Arte.


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