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Società, 08 Febbraio 2019 alle 15:20:34

Palazzo Collicola ripensato dal nuovo direttore Marco Tonelli

Illustrati oggi in conferenza i prossimi progetti in cantiere ed i componenti del comitato scientifico [Commenti]


Il nuovo direttore di palazzo Collicola Marco Tonelli oggi a palazzo Comunale ha illustrato, alla presenza del sindaco di Spoleto Umberto de Augustinis e dell’assessore alla cultura Ada Urbani, i prossimi progetti che riguarderanno la struttura: un nuovo riallestimento, da realizzare in coincidenza con la prossima edizione del Festival di Spoleto, in cui la collezione permanente, il cuore di Palazzo Collicola, verrà spostata dal piano terra al secondo piano per valorizzare compiutamente sia lo straordinario patrimonio del museo (opere di Spoleto ’62, del Premio Spoleto, del Gruppo dei 6 di Spoleto) sia alcune figure come quelle di Sol LeWitt, Beverly Pepper, Alexander Calder, Leoncillo.

Tonelli – che punta all’arricchimento della Collezione Carandente, alla fruibilità dell’archivio Leoncillo, al restauro di alcune opere importanti della collezione e alla collaborazione e al dialogo con altre realtà culturali e museali – ha annunciato i componenti del Comitato Scientifico, tre prestigiose personalità del mondo dell’arte contemporanea: il critico Bruno Corà, l’attuale direttore della Fondazione Burri, lo storico e critico Thierry Dufrêne che ha curato recentemente una mostra su Dalì al Centro Pompidou e l’architetto e designer David Palterer.

Marco Tonelli (Roma, 1971), critico e storico d’arte, ha curato cataloghi e mostre di arte moderna e contemporanea tra cui Fabrizio Plessi, Bill Viola, Candida Höfer, Hidetoshi Nagasawa, Pino Pascali, Leoncillo, Bertozzi & Casoni, Bruno Ceccobelli, Giacinto Cerone, Giuseppe Spagnulo, Luigi Mainolfi, Gianni Asdrubali, Gehard Demetz, Eduard Habicher; è stato Assessore alla Cultura e al Turismo per il Comune di Mantova, Caporedattore della rivista Terzo Occhio, Commissario inviti della XIV Quadriennale di Roma e tra i curatori del 60 Premio Faenza presso il MIC.


 Dopo la laurea in Storia dell’Arte presso l’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma di Specializzazione in Archeologia e Storia dell’arte ed un Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Siena. Ha inoltre curato il catalogo generale delle sculture di Pino Pascali. Attualmente insegna Storia dell’arte moderna e contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia e ha tenuto conferenze sull’arte moderna e contemporanea presso l’Università di Verona, la Cornell University di Roma, il Museo Pushkin di Mosca, il Mar di Ravenna, il Ciac di Foligno, la Fondazione Burri di Città di Castello, la Società Dante Alighieri di Roma, l’Accademia di Belle Arti di Vilnius, la Fundación Simón I. Patiño di La Paz, la Fondazione Quadriennale di Roma, la GAMeC di Bergamo ed altre sedi istituzionali. Dal 2015 al 2017 è stato Direttore artistico della Fondazione Museo Montelupo Fiorentino per cui ha ideato la rassegna Materia prima, che ha previsto la realizzazione di sculture permanenti nel centro storico di Ugo La Pietra, Bertozzi & Casoni, Nagasawa, Loris Cecchini, Lucio Perone, Gianni Asdrubali.  Cura per conto di Palazzo Ducale a Mantova il progetto Scultura in Piazza  (Vortici di Hidetoshi Nagasawa nel 2016, Guscio di Eduard Habicher nel 2018).


Tra le sue pubblicazioni più recenti: Leoncillo: Piccolo diario 1957-1964 (2018); Hidetoshi Nagasawa. Vortici (2017), Francis Bacon. Le atmosfere letterarie (2014), The Art Horror Picture Show. Dalla Transavanguardia alla Transfunzionalità (2011), Pino Pascali. Catalogo generale delle sculture 1964-1968 (2011), Pino Pascali: il libero gioco della scultura  (2010), La statua impossibile. Scultura e figura nella modernità (2008), La più mirabil cosa. Teoria della statua da Donatello a Rodin (2006). Ha infine pubblicato articoli e recensioni su Arte, Exibart, FMR, Art e Dossier, Mozart, Logos, Agalma, Espoarte, Look Lateral, ContemporArt, Global Magazine.


 È in corso di pubblicazione uno studio monografico sulla scultura di Alberti Burri per conto della Fondazione Alberto Burri Palazzo Albizzini di Città di Castello (marzo 2019).




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Commenti (5)

Commento scritto da Sergio Macedone il 08 Febbraio 2019 alle 20:28
Finalmente, dopo 10 anni di superficialità e approssimazione, alla guida di Palazzo Collicola torna un vero storico dell'arte, dotato di un curriculum di studi di grande peso. Ho avuto il piacere di lavorare con lui quando ero dirigente Cultura del Comune. Buon lavoro, dott. Tonelli.


Commento scritto da marina morelli il 09 Febbraio 2019 alle 09:47
Benvenuto al nuovo Direttore Marco Tonelli e grazie al Sindaco che ci mostra che quando può andare dritto per la sua strada sa bene cosa fare e chi scegliere al suo fianco ovvero, dei collaboratori al suo livello.

"Il futuro è di chi lo sa immaginare” diceva Enrico Mattei, e insieme voglio ricordare così da suscitare magari interesse Pinuccio Tatarella,un uomo che il futuro lo ha saputo non solo immaginare ma anche programmare e costruire. Ecco di questi grandi nomi possiamo solo leggere e perché no magari riflettere.

Se invece presi e avvolti della primavera vogliamo solo guardare al futuro, osserviamo con occhi onesti il laborioso, inestimabile, inaspettato, straordinario impegno e lavoro che l'attuale Sindaco sta producendo ogni giorno, tutti i giorni e fidatevi anche molte, tante ore della sera.

Grazie Sindaco per quanto sta facendo anche per tutti noi, buon lavoro Direttore Tonelli perché sono certa che come molti già hanno capito vedremo presto una città degna del suo importante passato.

Marina Morelli - consigliere comunale


Commento scritto da spoletino il 09 Febbraio 2019 alle 11:35
E niente, son passati 10 anni ma ancora il rospo sta lì, non va nè su nè, non può nè scendere e nè salire.

Ciò che sale è la concezione arcaica di museo dell'ex dirigente, che si compiace dell'arrivo di uno storico dell'arte.

Che per fare la fortuna della gam (io lo richiamerei così, nome potente) dovrà avere anche altre qualità


Commento scritto da daniela de gregorio il 09 Febbraio 2019 alle 17:55
Oh ecco, per "Spoletino" (ma una firmetta con una botta di coraggio, concedetevela, ogni tanto!) uno storico dell'arte non ci sta bene come direttore di un museo. Le qualità dovrebbero essere soprattutto "altre". Mi chiedo: tipo quelle di considerarlo una galleria privata con annesso contributo spese?.


Commento scritto da Sergio Macedone il 09 Febbraio 2019 alle 18:54
Non rispondo a messaggi anonimi, soprattutto se scritti in un italiano approssimativo, che li rende poco comprensibili.


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