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Ambiente e Territorio, 15 Aprile 2019 alle 10:31:40

'Dopo il terremoto, arriva il gasdotto'

Attivisti tornano alla carica contro la Tap-Snam: 'Inutile e dannosa' [Commenti]




Riceviamo e pubblichiamo la nota degli attivisti contro il gasdotto "Tap-Snam":


"Dieci, cento, mille Greta Thunberg anche in Italia! Giovanissima voce che sta muovendo tanti suoi coetanei spingendoli alla consapevolezza che salvare la Terra, l’unico pianeta che finora si conosca abitabile, sia la priorità assoluta, Greta sarà a Roma il 19 Aprile. Pur essendo ben informata e consapevole delle tante nefandezze procurate a questo povero mondo, credo che in quell’occasione conoscerà, anche il problema gasdotti nel nostro Paese. 


Siamo già sicuri che questa piccola grande donna concordi in pieno sulla nocività delle attività estrattive e sull’uso delle energie ‘fossili’ come petrolio, gas, carbone e tutti i derivati.


Nonostante già gli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici puntino a limitare i rilasci di sostanze inquinanti e mentre è in corso una profonda riconversione delle politiche energetiche, che dal fossile si spostano verso le rinnovabili, ”l’Italia, con progetti come il gasdotto ‘Rete Adriatica’, si muove in direzione diametralmente opposta”. Anche l’attuale governo, ci sta abituando a continui voltafaccia nei confronti dei propri elettori, tradendo le promesse fatte in campagna elettorale, anche e soprattutto su questi argomenti.


L’Aquila, Amatrice, Norcia, Foligno, Visso, Sulmona. Tutte città a pochi passi da una delle faglie sismiche più pericolose, epicentro degli ultimi terremoti, sono le stesse che potrebbero veder passare, sotto terra, il mega gasdotto Snam, che passerà lungo tutta la faglia sismica appenninica, iniziando dalla Puglia per finire alla periferia di Bologna.





I comitati contrari sostengono che quest’opera è INUTILE, DANNOSA E PERICOLOSA.Inutile perché in Italia i consumi del gas si sono dimezzati, quindi il nuovo gasdotto sarebbe solo destinato all’esportazione e ai profitti della SNAM. Dannosa perché la sua realizzazione distruggerebbe territori e paesaggi meravigliosi dell’Appennino quasi vergini e che rappresentano una ricchezza sotto molti punti di vista. Dannosa anche perché continua a investire su fonti di energia fossili e inquinanti invece che verso fonti rinnovabili e pulite.


Pericolosa perché è progettata sopra 700 km di faglie sismiche attivissime che facilmente potrebbero causare danni all’impianto, quindi esplosioni. e incendi incontrollabili. I comitati tornano a lanciare l’allarme per un’altra maxi opera le cui conseguenze potrebbero essere doppiamente nefaste in caso di ulteriori terremoti: «Sovrapponete le mappe, quelle del massimo rischio sismico dell’Italia centrale e quella del futuro gasdotto Rete Adriatica. Coincidono perfettamente». Augusto De Sanctis, uno degli attivisti in prima línea insieme ai vari comitati sorti contro la Tap-Snam, sostiene che “si tratta di un’opera inutile per il Paese, che si vedrebbe ridotto a servitù di passaggio verso il Nord- Europa. I territori si accollerebbero i rischi, mentre gli unici profitti sarebbero realizzati dai costruttori e dalle multinazionali che vendono il gas all’estero”.





“E’ una follia pensare di realizzare infrastrutture di questa portata, su quella che gli esperti attualmente considerano la faglia più pericolosa d’Europa”.


Le criticità, per De Sanctis, non finiscono qui. “Oltre al grande impatto in fase di cantiere, con scavi che daranno vita ad un movimento di terra enorme, c’è soprattutto il problema legato alle emissioni - afferma ancora l’esponente ambientalista -. Secondo gli scienziati, infatti, a parità di emissioni, il gas ha capacità clima- alteranti che sono 70 volte più impattanti rispetto all’anidride carbonica. Ed è noto che si verifica sempre una certa dispersione di metano dai gasdotti” Il risultato: più aria inquinata - più tumori.


Il progetto di ‘Rete Adriatica’, (in realtà Appenninica) presentato nel 2004, prevede la costruzione di un mega tubo lungo 687 chilometri, da Melendugno, nel Salento a Minerbio, in Emilia, attraversando dieci regioni, 3 parchi nazionali e 21 aree protette e si sviluppa in 5 lotti: Massafra-Biccari (194 km), Biccari-Campochiaro (70 km), Sulmona-Foligno (167 km), Foligno-Sestino (114 km), Sestino-Minerbio (142 km). Le condotte, in acciaio, del diametro di un metro e venti, dovrebbero trasportare gas a una pressione di 75 atmosfere. Attorno al tracciato verranno realizzate una servitù di 40 metri, grazie ad espropri di terreni e disboscamenti, con uno scavo, di circa 5 metri di profondità, e strade di servizio per consentire l’accesso dei mezzi ai cantieri. I costi di investimento ammontano a circa 216 milioni di euro. Si tratta di un progetto strettamente legato al Tap (Trans Adriatic Pipeline), la condotta che nel 2020 passerà attraverso l’Italia per portare il gas naturale dall’Azerbaijan, con un percorso di 3.500 km e attraversato sei Paesi, fino al centro Europa.




Le decine di associazioni che denunciano da anni la pericolositá economica e ambientale del gasdotto, contestano anche la mancanza di un’unica procedura di Via –valutazione di impatto ambientale- per l’intero progetto, in barba alle raccomandazioni delle istituzioni comunitarie per le grandi opere, e rilevano la poca trasparenza sui procedimenti autorizzativi e sulle scelte finora operate nonchè tenendo la popolazione all’oscuro di tutto".








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Commenti (1)

Commento scritto da Roberto il 15 Aprile 2019 alle 13:15
Non comprendo perchè la Snam ha progettato questo gasdotto Tap per farlo passare, dalla Puglia fino a Manerbio, lungo l'Appennino invece di posarlo in mare lungo l'Adriatico.



Se dall'Albania al Salento è un gasdotto sottomarino e non essendo un problema la lunghezza visti i sottomarini esistenti o il progetto del gasdotto sottomarino che nel 2017 Israele voleva fare insieme all'Italia e che avrebbe

raggiunto i due Paesi via mar Mediterraneo , perchè questa Tap si fa passare dalla Puglia alla Romagna, lungo l'Appennino?



Io credo che alla Snam piace far inc... pardon, arrabbiare le popolazioni italiane perchè sono convinto che se questa Tap passava in mare lungo l'Adriatico,

si sarebbero evitatate tutte le proteste in Puglia a cui si adesso si aggiungono quelle di Abruzzo, Umbria e Marche!



Personalmente ritengo "demenziale" far passare questo gasdotto vicino a faglie sismiche , purtroppo attive da...secoli, di Abruzzo, Umbria e Marche che solo dal 2016 hanno prodotto oltre 100.000 terremoti tra strumentali e avvertiti dalle popolazioni dell'Italia centrale con morti, feriti e distruzioni che solo i...ciechi progettisti della...Snam fanno finta di non vedere visto che aumentano i rischi, non bastando i... terremoti, alle popolazioni di Abruzzo, Umbria e Marche con una non trascurabile "deturpazione" di zone appenniniche tra le più belle considerando che si dovranno costruire accessi viari per la posa dell'opera che inevitabilmente danneggeranno queste zone.



Infine la Snam dovrebbe spiegarci perchè finora "tutti" i gasdotti che attraversano l'Italia centrale, sono stati costruiti evitando proprio

la tratta Sulmona-L'Aquila-Amatrice-Norcia-Visso visto che passano lungo la costa adriatica o sul versante Tirrenico e se i costi di questo gasdotto sono minori se fatto passare lungo i sali-scendi dell'Appennino invece di posarlo in mare lungo l'Adriatico.





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