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Spoleto - Che Poi Diciamocelo..., 16 Maggio 2019 alle 14:38:56

Un regalo è sempre un regalo?

[Commenti]


A.T.

 


Che poi diciamocelo: mi regali un profumo.. sei stato eliminato.


Ma quanto ci piace ricevere regali! Talmente ci piace che tutte le scuse sono buone per festeggiare qualcosa (giusto) e dunque via a fare regali. Ma è bello ricevere regali, è bello riceverne sempre


 soprattutto sono belli quelli improvvisati, quelli che non ti aspetti e che proprio ti colpiscono perché ti dicono "ehi in questo momento io ho pensato a te!". C'è una mia amica che a volte compra cose per lei e le compra uguali anche a me e quando ci vediamo mi porge queste bustine e subito mi fa vedere che quel braccialetto, per esempio, lo indossa anche lei e le è così piaciuto che lo ha preso anche a me. Ecco questi sono i regali che mi piacciono, non quelli di Natale, San Valentino (no comment), festa della mamma, varie ed eventuali. Mi piacciono i regali insignificanti portatori di grandi significati. A dirla tutta io adoro farli, prima di tutto perché non è semplice "azzeccare" i miei gusti quindi farmi un regalo che mi piaccia è impresa assai ardua e ancora meno semplice è farmi una sorpresa.. secondo poi perché mi piace ragionare, escogitare, andare a scovare quella cosa che trasformerà chi la riceve in un bambino che trova un sacco di pacchetti la mattina di Natale. In sostanza, dunque, per me fare un regalo diventa quasi uno stress! Eh si perché non mi accontento di un regalo banale, non compro un profumo (per altro posso annoverare il profumo tra i regali che disprezzo maggiormente), un soprammobile, un oggetto più o meno di uso comune quindi secondo me banale. Perché, sempre secondo me, se ti faccio un regalo "banale" ti sto dicendo che mi interessa relativamente di te, che non ci ho messo passione, che non ti ho pensato realmente, cioè che non ho pensato proprio a te. Eh lo so questo può trovarsi in contrasto con il precedente concetto quello del "regalo inaspettato" vale di più perché significa che hai pensato a me anche senza motivo. Lungi da me il mettere un vincolo in più al pensiero spontaneo: regalo inaspettato pur se "semplice" vale di più. Per tutto il resto aborro con tutta me stessa il regalo tanto perché te lo devo fare. Un po' tipo quelli che ti rifilano i regali riciclati magari pure senza cambiare la carta che rimane un po' scrostata sotto lo scotch. E i migliori in assoluto sono quelli che non solo riciclano i regali ma poi, dimenticandosi da dove provengano, te li rifilano nuovamente! Loro meritano un encomio speciale soprattutto nei casi in cui per qualche motivo si viene a scoprire che il regalo primigeno era il tuo e loro invece di scusarsi mestamente, magari anche buttandola a ridere, rimangono anche un po' irrigiditi.. e pensa un po' come mi irrigidisco io che mi ritrovo a Natale di quest'anno il regalo che io t'ho fatto a Natale dell'anno scorso! (Cito nuovamente il Natale perché mi sembra un momento coerente con il clima almeno fino a ieri). Ma la vogliamo regalare una bella cravatta a uno che porta il chiodo anche sopra al pigiama? O una bella palette di trucchi a una donna che non sa neanche cosa sia un fondotinta? Direte voi quello è più un consiglio, un'esortazione.. oppure un bel libro che ne so di cucina a una che non sa fare nemmeno le uova al tegamino? Anche quella esortazione. Un romanzo d'amore a una persona appena separata? Ce l'ho: un jeans taglia 42 a uno/a che porta la 46 e gli va stretta. Un maglione variopinto per un dark o i mitici calzini equiparabili al pigiama equiparabile al completo maglietta e boxer: una fornitura sempiterna, un vitalizio praticamente. La migliore: ma un bel set di asciugamani da mani tutti colorati arrotolati a forma di gatto?! Quello è un classico, un quattro stagioni, buono per tutti dalla suocera, alla collega, alla moglie dell'amante.


Ma io mi chiedo: questo dovere di fare un presente anche quando non te ne interessa proprio, da dove nasce? È un fatto sociale? È un fatto che così si deve fare e allora facciamo? Perché se così è sollevo formalmente tutti quelli che mi conoscono dal farmi regali "dovuti" per occorrenza o ricorrenza, mi dicono cose sbagliate su di voi e possono essere fuorvianti perché mi fanno rimanere pure un po' male. Per quanto questa nostra vita sia così densa di impegni e pensieri cosa ci costerà mai visualizzare per un attimo il soggetto a cui dedicheremo il nostro piccolo o grande regalo e mentre lo visualizziamo cercare di ricordare cosa ama, i suoi hobby, le sue passioni? Possiamo finanche spingerci a ragionare su cosa fa durante le sue giornate e provare a regalargli qualcosa per fare sport, se ha deciso di rimettersi in forma, un bel thriller se ci racconta di essere appassionato di King, una pochette da viaggio di quelle che si appendono se sta programmando la vacanza della vita o semplicemente una trasferta di lavoro. Sarà troppo fare una cosa fatta bene o almeno provarci? Perché può anche succedere che il libro che mi regalerai io lo avrò già letto, però sicuramente quel libro mi dirà che lo hai preso proprio per me e non hai comprato 5 libri a caso in libreria per poi dispensarli sempre a caso a chi tocca tocca. Mia nonna, vive lontana e non mi vedeva mai, mi regaló per 4 volte la stessa Barbie. Ero piccola ma creativa, ho trovato il modo di fare buon uso dei 4 modelli identici di quella Barbie (una rasata a zero, una con il vestito da principessa tramutato in abito discinto da poco di buono, una ahimè ha perso la testa, me ne rammarico, una aveva i capelli tutti viola e il vestito pure). Nonostante la creatività però scartare quattro volte lo stesso regalo è stato veramente triste, talmente triste che me lo ricordo ancora ed è stato lì che ho deciso che il mio modo di fare i regali sarebbe stato molto diverso. Quindi bando alle ciance: il riciclo è abolito e se proprio lo devi fare scriviti da una parte da dove arriva che anche se la processione da dove esce rientra, diceva l'altra nonna, ci fai una pessima figura. Niente regali troppo personali che implicano taglia e colorazioni a meno che tu non sia molto intimo con il soggetto che riceve il regalo. Niente profumo per lo stesso motivo e perché è banale e pure un po' triste. Preconfezionati da vetrina/scaffale solo over 80 e nemmeno sempre. Niente regali in serie a persone che potrebbero conoscersi e chiaramente niente regali in serie alla stessa persona modello mia nonna. Diamo spazio alla fantasia amici del regalo, all'attenzione per l'altro, al godimento di vedere una faccia contenta che scarta la carta, può essere più bello per noi che lo facciamo che per loro che lo ricevono! Regali inutili ma che hanno un senso vincono un sacco di punti e se proprio non potete resistere alla tentazione di fare un regalo "anonimo" almeno scegliete accuratamente a chi recapitarlo potreste ritrovarvelo di nuovo in mano qualche mese dopo!


 


 


 



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Commenti (1)

Commento scritto da Che poi diciamecelo: il 17 Maggio 2019 alle 11:27
"Perché piace a me penso che potrebbe piacere anche a te": Ecco il concetto con cui spesso si scelgono i regali! Capita spesso che chi fa un regalo non si chiede se l'oggetto che intende acquistare rispecchia i gusti o i bisogni della persona a cui vuole destinarlo, ma che la sua intenzione è orientata a soddisfare i propri gusti. Quindi, spesso, a differenza di quel che si cerca di far credere, più che il piacere di chi li riceve si va alla ricerca di un piacere per se stessi. Ed è proprio per rimediare a questa piccola, celata, forma di narcisismo, che, credo, è stato coniato il seguente detto: "A caval donato non si guarda in bocca". Nonostante il parere contrario degli animalisti!


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