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Area Vasta - Le interviste di SOL, 23 Maggio 2019 alle 23:19:49

'Il vero rinnovamento passa per la continuità'

Luigi Carletti, candidato per 'Solidarietà e Progesso' a Campello sul Clitunno, parla di sviluppo, economia, turismo, sport e sociale. 'Attorno a Natali costruiremo la classe dirigente di domani'


Daniele Ubaldi

Luigi Carletti, quarant'anni, una laurea in ingegneria, metà della vita trascorsa in giro per l'Italia e per l'Europa accumulando esperienze professionali di spessore. Poi il ritorno nella sua Campello sul Clitunno e la decisione di mettersi in gioco, per le amministrative 2019, nella lista civica "Solidarietà e Progresso" del sindaco uscente Domizio Natali. Spoletonline ha voluto incontrarlo.


Luigi Carletti, perché la politica e perché con Domizio Natali? "Guarda, in politica mi ci sono ritrovato quasi per caso, perché un amico mi ha chiesto di sostenerlo in questa campagna elettorale e di farlo


in maniera esplicita, cioè mettendoci la faccia. Questo amico si chiama Domizio Natali. Ma non è soltanto per questo che ho scelto di mettermi in gioco e di farlo al suo fianco".


E allora quali sono le vere ragioni? "Sentivo da qualche tempo il desiderio, il bisogno di pormi a disposizione della mia comunità, della mia Campello sul Clitunno, in cui ho deciso di tornare a vivere dopo quasi venti anni di esperienze fuori casa. Penso che il nostro territorio abbia bisogno di gente che si metta a disposizione, che doni parte del suo tempo per la collettività. Campello merita una classe dirigente che sia in grado di stare accanto al suo sindaco Domizio Natali, di crescere al suo fianco e, allo stesso tempo, di aiutarlo con la propria competenza nelle scelte fondamentali della vita amministrativa. Solo così il nostro Comune potrà avere, in futuro, una classe politica in grado di amministrarlo collegialmente".


In queste settimane di campagna elettorale Ti abbiamo sentito parlare di turismo e sviluppo economico sostenibile. "Certamente. Considero l'argomento uno dei punti nevralgici per la vita stessa di Campello sul Clitunno. Economia. Turismo sostenibile vuol dire economia. Benessere, vuol dire economia. Prodotti di qualità, sono anch'essi economia. Mangiare bene, rigenerarsi durante un soggiorno piacevole, anche questo vuol dire economia. E allora, se è vero il luogo Comune che a Campello si sta bene, si mangia bene, ci si rigenera... Perché allora, mi domando, non dovremmo dar vita ad un consorzio delle imprese ricettive e della ristorazione di qualità, mettendo nero su bianco questo detto, divenuto ormai popolare?


Un consorzio ha i suoi vantaggi, indubbiamente. Ma occorre anche uno standard di livello. "E con questo? A Campello le imprese ricettive e della ristorazione ci tengono davvero alla qualità del servizio offerto e delle materie prime. Qui c'è la cultura dell'accoglienza, abbiamo tutti a cuore che chi ci viene a trovare stia bene e lo racconti. Non intravedo alcun problema riguardo l'ipotesi di un consorzio che poggi sulla base della qualità, del concetto di km 0 o quasi 0, anzi: vedo soltanto opportunità. Per esempio il consorzio consentirebbe alle tante attività di pregio di divenire ambasciatrici dei nostri magnifici territori e delle loro eccellenze, che sono molte e di alta, altissima qualità. Pensiamo alle fiere, nazionali e internazionali, ai bandi integrati regionali ed europei. La voce di un consorzio è molto più forte di ogni singola voce delle aziende che ne fanno parte. Vale per i finanziamenti, vale per il marketing territoriale, vale per il peso politico che si ricopre in qualsiasi sede. Insieme, con la giusta linea politica, si può crescere tutti, creare posti di lavoro e aumentare sensibilmente la ricchezza della nostra Campello, valorizzandone ogni aspetto, ogni località, ogni prodotto eccellente".


Ricchezza, dici. "Ricchezza, sì. Che significa, appunto, lavoro, ma anche qualità della vita, servizi, incentivi per i giovani a rimanere qui da noi senza andare a metter su famiglia altrove. E a proposito dei giovani, sai cosa dico? Che ce ne dimentichiamo troppo spesso. Ma i giovani sono i cittadini di domani, se non teniamo a loro non teniamo a Campello. Ecco perché ho in mente qualcosa di specifico per loro e per le loro famiglie".


Di cosa si tratta? "Dell'ampliamento dell'offerta sportiva a loro dedicata. Qui entriamo nell'argomento sport, certamente, ma anche e soprattutto sotto l'aspetto sociale. Vedi, quando sono andato via da Campello per studiare e formarmi professionalmente, avevo 19 anni. All'epoca ricordo che nel nostro paese esistevano soltanto due realtà sportive: la Clitunno Calcio e la Bocciofila. Al mio ritorno, dopo quasi venti anni, ho ritrovato la stessa identica situazione. Bocce e calcio. Per carità, ringrazio di cuore tanto la Clitunno quanto la Bocciofila: non è facile, specialmente in un piccolo paese come il nostro e in un'epoca di forte contrazione economica, resistere e rinnovarsi nel tempo. Tuttavia penso, proprio come pensavo venti anni fa, che l'offerta ludico-ricreativa per i nostri giovani a Campello sia del tutto insufficiente. Ora ti chiedo: ha senso che una famiglia campellina, i cui figli non amano né il calcio né le bocce, sia costretta a percorrere chilometri in auto per portarli agli allenamenti spendendo tempo, carburante, usura del veicolo e quote di iscrizione? Secondo me no. Sono risorse che lasciano, inevitabilmente, il nostro territorio, impoverendo le famiglie sotto ogni aspetto. Il tutto a fronte di un'offerta potenziale che potrebbe sostenere, nella nostra comunità, attività sportive giovanili come il basket, la pallavolo, il tennis o il calcio a 5 all'interno delle nostre strutture pubbliche".


Dici "sostenere", ma come pensi sia possibile dar vita ad attività in grado di autosostenersi dal punto di vista economico? "Ritengo sia possibile, anzi doveroso, mettere a sistema l'intero patrimonio immobiliare adibito ad attività sportive, per favorire e incentivare la nascita e lo sviluppo di nuove realtà amatoriali nel nostro territorio. E quando dico 'favorire e incentivare' intendo esattamente questo: spazi gratuiti in convenzione alle nuove società per un determinato numero di stagioni, a fronte della manutenzione ordinaria e ad una condizione ben precisa".


Quale? "Le quote di iscrizione dei ragazzi devono essere popolari. Il che vuol dire due o anche tre volte inferiori alle quote normalmente applicate dalle altre realtà sportive in giro per l'Umbria e per l'Italia. Credo che il diritto allo sport e ai suoi valori, come la disciplina, la lealtà, il rispetto dei compagni e degli avversari, sia inalienabile per ciascuno di noi, a cominciare dai più giovani. Le società sportive popolari dovranno essere in grado di formare i nostri ragazzi, tutti i nostri ragazzi a prescindere dalle possibilità economiche delle loro famiglie. Allo stesso tempo, i genitori dei bambini e ragazzini di Campello - ma anche delle zone limitrofe, perché no? - potranno risparmiare sensibilmente sulle spese da sostenere per consentire ai propri figli di praticare sport. E credimi, non parlo di noccioline".


Hai calcolato anche il risparmio...? "Sono un ingegnere, lo hai ricordato prima tu. Tra tempo, carburante, iscrizioni e usura dei veicoli ogni famiglia risparmierebbe circa 400 euro l'anno per il primo figlio, cui si devono aggiungere altri 200-250 euro nel caso di famiglie con due figli che praticano sport presso società diverse. Ovviamente parlo di cifre approssimative, arrotondate per difetto. Mi sembrano comunque numeri importanti".


E lo sono, in effetti. "Appunto. L'amministrazione comunale che ho in mente io è pronta ad aiutare le famiglie con atti e proposte concrete. Allo stesso tempo, affidare in gestione le nostre strutture a delle associazioni sportive significa garantire maggiore decoro e un futuro sano al patrimonio immobiliare pubblico. Idee come questa, frutto di puro buonsenso senza vincoli ideologici, animano lo spirito della nostra lista civica".


In conclusione, perché votare "Solidarietà e Progresso"? "Domenica prossima, 26 maggio, Campello sul Clitunno è chiamata a una scelta. Può consegnarsi a chi ha già dimostrato tutta la propria inadeguatezza a ricoprire ruoli istituzionali perfino in minoranza; può scegliere di saltare nel buio, affidandosi a una persona poco più che sconosciuta e a un progetto che si compone di appena quattro paginette su di un opuscolo; oppure, Campello può decidere di confermare chi la ama da sempre, chi la consoce a fondo, chi è vicino a ogni realtà del suo territorio, chi tratta il Comune come un oggetto prezioso da custodire con passione e perfino, a volte, con gelosia. Il nostro sindaco Natali possiede pregi e certamente anche difetti, ma ha dedicato tutta la sua vita al bene di Campello sul Clitunno. Lo scopo della nostra lista è quello di creare attorno al primo cittadino uno staff preparato e competente, in grado di sostenerlo e valorizzarne le numerose, vulcaniche idee, come anche di gestirne il carattere forte, ben noto a tutti noi campellini. Votare Natali sindaco, questa volta, significa molto di più che confermare il primo cittadino uscente: vuol dire dare a Campello la possibilità di formare un gruppo di amministratori sano e competente, in grado di completare tutti i progetti già avviati, di studiarne degli altri e di fare tesoro dell'enorme bagaglio di esperienza maturato da Domizio Natali in una vita intera dedicata all'amministrazione cittadina. Per rinnovare in maniera davvero seria occorre passare per la continuità.  Conto su di voi!".


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