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Lavoro, 29 Giugno 2019 alle 11:08:27

'Nello spoletino salari più bassi del 19% rispetto alla media nazionale'

A tracciare il quadro è il presidente Ires Cgil Mario Bravi [Commenti]

“Abbiamo elaborato, sulla base dei dati Istat, la situazione occupazionale e salariale del territorio di Spoleto dove vengono compresi, considerandoli area omogenea, anche i comuni di Castel Ritaldi, Campello, Vallo di Nera, Scheggino e Sant’Anatolia di Narco. Il primo dato che emerge è che i dipendenti dell’industria (attività manifatturiere) e delle imprese dei servizi percepiscono mediamente e su base annua 21.081 euro, contro una media nazionale pari 25.952 con una differenza pari a -19%. Una differenza molto consistente”. A parlare è il presidente Ires Cgil Mario Bravi.


“I salari del territorio di Spoleto sono inferiori anche rispetto alla media regionale dell’Umbria che corrisponde 22.719 euro. C’è da sottolineare che questa differenza salariale non ha impedito a questo territorio di essere fortemente colpito dalla crisi. Questa è un ulteriore dimostrazione della estrema fallacia della teoria neo-liberista e monetarista che teorizza che per uscire dalla crisi è necessario ridimensionare tutele e diritti! E’ vero esattamente il contrario! Solo ridefinendo dignità al mondo del lavoro sarà possibile uscire finalmente dalla lunga notte della crisi in Umbria e anche a Spoleto”.


Alleghiamo la tabella relativa agli occupati nelle imprese industriali e dei servizi nel territorio di Spoleto.









































COMUNE



ADDETTI INDUSTRIA



    ADDETTI SERVIZI



Spoleto



      2.957



    6.462



Castel Ritaldi 



      207



    282



Campello sul Clitunno



      433



    272



Vallo di Nera



      9



    17



Scheggino 



      12 



    49



Sant’Anatolia di Narco



      161



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Commenti (2)

Commento scritto da L'Americano il 29 Giugno 2019 alle 16:59
Fatemi capire, a Vallo di Nera, sono 352 abitanti e lavorano solo in 26 fra industria e servizi? Gli altri? Tutti agricoltori e pensionati?


Commento scritto da velleitario il 01 Luglio 2019 alle 13:26
In modo pacato e rispettoso, ritengo il sindacato,tutto,in una democrazia seppure non compiuta un elemento fondativo.Il quadro tracciato,molto circostanziato è significativo.Ma niente di nuovo sotto il sole.I dati Istat,ci "inchiodano"alle nostre responsabilità?La situazione occupazionale e salariale è drammatica.Nel territorio Spoletino contiguo al sud Italia,in forma minore al nord Italia ed Europa.La domanda che dobbiamo porre,è come trovare la soluzione in questo complicatissimo contesto.Il sindacato proprio per il suo ruolo di contrattazione al fine di migliorare le condizioni dei lavoratori,dovrebbe essere protagonista.Nella ricerca di strumenti per pungolare la politica,la finanza,l'imprenditoria.Per adempiere a ciò,occorrono uomini con conoscenze elevate dei max sistemi macroeconomici,geopolitici.Capaci di interloquire con autorevolezza nei "tavoli decisionali".Le coaptazioni,a volte familistiche,sviliscono la visione adeguata di decisioni strategiche.Insomma è necessario creare una nuova visione di se stessi.Per affrontare le sfide generate dalla vita.Creare i modi e le tecniche per potenziare speranza e progettualità.Poi,tacere sulle responsabilità del sindacato,a volte corporativo,sarebbe una colpevole omissione.In tutti questi anni,si è trincerato dietro la difesa dei privilegi esistenti.Silente su una quantità di contratti di lavoro, lavoro nero e flessibilità.Pronto a dividersi su quasi tutto.Non è stato capace di adeguarsi alle trasformazioni introdotte dalla globalizzazione.Non ha trovato una strategia nuova,non sulla base della cultura del 900,ma guardando alle trasformazioni che hanno cambiato il mondo.Ha senso discutere di garanzie quando manca il garantito?Il diritto al lavoro e al salario "uniforme",esiste soltanto se c'è lavoro.A me pare,che i segretari generali nazionali non vanno verso questa visione.Occorre capacità di grande attenzione,per comprendere la realtà e rifuggire dalla improvvisazione.La risposta del sindacato su un paradosso tutto Italiano:disoccupazione giovanile al 32%,nello stesso tempo un'impresa su quattro non riesce a trovare personale di cui ha bisogno.(periti meccanici,tecnici della produzione,conduttori impianti,saldatori,tornitori/fresatori,tecnici della comunicazione,matematici,fisici,ingegneri)Su questi elementi un sindacato preparato può essere protagonista.(da non sottovalutare l'invasione di migranti,pericolosi invasori,coloro i quali rubano i posti di lavoro di cui sopra,agli Italiani)Non voglio avere ragione,voglio soltanto capire.......Ad maiora


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