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Lavoro, 11 Luglio 2019 alle 12:24:25

Ires Cgil: l’Umbria si conferma regione di bassi salari

L’Ultimo rapporto Inps attesta per il full-time un gap del 16% rispetto alla media nazionale [Commenti]

"Il recentissimo rapporto nazionale Inps conferma le valutazioni dell’Ires Cgil Umbria sulle differenze salariali che purtroppo sono diventate un dato strutturale della nostra regione. Infatti, i lavoratori full time dell'Umbria hanno percepito nel 2018, una media di 23.273 euro lordi mensili, contro una media nazionale pari a 27.648 euro (-16%)". 


A parlare è il presidente Ires Cgil Umbria Mario Bravi."Si conferma dunque sostanzialmente un problema salariale in Umbria, più rilevante di quello che si manifesta a livello nazionale. Nel caso invece dei lavoratori part time, il salario medio umbro (11.516 euro) è superiore alla media nazionale (10.658). In questa seconda situazione, però, il dato è meno indicativo visto che non si conosce con precisione la situazione delle ore lavorate. Le differenze in negativo tra Umbria e Italia si evidenziano anche rispetto alla retribuzione media giornaliera che è di 95 euro in Italia e di 87 in Umbria. Per quanto riguarda i lavoratori full time la differenza è ancora più evidente: 108 euro in Italia e 91 in Umbria".


Altro dato interessante che emerge dal rapporto Inps è relativo alle domande di “Quota 100” per quanto riguarda il pensionamento. "Le domande in Umbria (dato aggiornato al 30 giugno 2019) sono state complessivamente 2.160, in netta maggioranza presentate da uomini (1.560 contro 654). Questo dato mette in evidenza un primo grande limite di 'Quota 100', che penalizza le lavoratrici, che hanno percorsi previdenziali più discontinui rispetto ai maschi. Inoltre, 1.423 domande provengono dal settore privato e 737 dal settore pubblico. Gli importi medi mensili nel settore privato sono pari a 1.701.334 lordi, inferiori di 162 euro mensili rispetto alla media nazionale, mentre nel settore pubblico, gli importi medi mensili si attestano a 2.341 euro lordi mensili, superiori di circa 100 euro alla media nazionale. In ogni caso, l’utilizzo di 'Quota 100' si dimostra inferiore alle prospettive e alle attese che si erano determinate".



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Commenti (4)

Commento scritto da Ma è poi vero che in Umbria i salari sono più bassi?..... il 11 Luglio 2019 alle 18:28
Nel calcolare le differenze salariali che ci sono tra le stesse categorie di lavoratori che operano nelle varie regioni d'Italia, si spera che sia stato tenuto conto anche del differente costo della vita tra le varie regioni. Affermare che in Umbria i salari di una determinata categoria di lavoratori sono più bassi del 16% rispetto alla media nazionale, omettendo alcune importanti particolarità, non mi sembra un po' azzardato e non la trovo una considerazione giusta. Per il fatto che un salario di mille euro percepito da un lavoratore in Lombardia, (dove il costo degli affitti sono almeno il doppio che in Umbria), non incide certamente allo stesso modo dello stesso salario in Umbria! Senza le dovute considerazioni, certi calcoli assomigliano alla media della carne consumata annualmente dagli italiani! Una media che ridimenziona l'ingordigia di chi può permettersi di comprarne tanta, e che invece fa incazzare chi ne vorrebbe solo un po', ma per poter pagare le bollette è costretto a rinunciarci!



Commento scritto da il cospaiese il 11 Luglio 2019 alle 23:16
E' la solita barzelletta che le differenze di sitpendio che oggi si vogliono tradurre in gabbie salariali, dipendono solo dagli affitti che nel lombardo-veneto sono più cari. Ora a parte che ciò è vero in parte vorrei ricordare che come viene più volte sbandierato la sanità funziona meglio per cui ricorso al privato dovrebbe essere minore con evidente risparmio per il paziente, così come per i trasporti pubblici. Se consideriamo che in Umbria sono pressoché carenti questo costringe il lavoratore a dover utilizzare l'auto propria. Per finire vorrei ricordare la miriade di centri commerciali, supermercati ecc presenti al nord che creando concorrenza portano a calmierare i prezzi dei prodotti in particolare quelli di prima necessità


Commento scritto da Ipotesi il 12 Luglio 2019 alle 07:40
Il lavoro in Umbria è organizzato massicciamente in Cooperative, che, notoriamente, pagano di meno. Quanto ai Supermercati/Centri Commerciali non è che in Umbria ce ne siano pochi, almeno nei Centri maggiori. Anzi c' è da chiedersi come facciano a tirare avanti


Commento scritto da X Il cospaiese il 12 Luglio 2019 alle 10:17
Caro Cospaiese, mentre scriveva la replica al mio commento si è chiesto per quale motivo in alcune Regioni del Nord la sanità funziona meglio? Si è chiesto per quale motivo nelle stesse Regioni del Nord i trasporti pubblici funzionano meglio. E per quanto concerne la miriade di supermercati che si fanno la guerra tra loro al ribasso dei prezzi, si è chiesto come fanno a pagare meglio il loro personale, a sopravvivere e a ottenere ugualmente un guadagno? Non trova che in tutto questo influisca molto un fattore di mentalità, di serietà, di onestà e di organizzazione? Detto ciò, quello che più mi delude di Lei è che, ritenendosi un Cospaiese, la sua mentalità la credevo diversa. Invece devo prendere atto che quando si toccano alcuni argomenti, la sua mentalità non si discosta di molto da quella della gente di alcune regioni d'Italia e da quella in cui vive. Quindi, le ho semplicemente risposto per fale notare che le note che ho scritto non sono delle barzellette. Semmai si possono definire delle barzellette le continue lamentele delle Regioni che, per l'incompetenza dei loro governanti e per altre questioni che non sto qui a elencare, rivendicano dei diritti senza attenersi a dei doveri e senza proferire alcun impegno.


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