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Le interviste di SOL, 03 Ottobre 2019 alle 13:50:45

'Lavoro, sociale e start-up: l'Umbria riparte dalle competenze'

Intervista a Filippo Ugolini, candidato spoletino alle regionali con Forza Italia


Daniele Ubaldi

Venticinque anni, laureando in giurisprudenza, responsabile del patronato Epas-Caf Italia per il territorio di Spoleto, membro della commissione consultiva Inail per la Confsal: Filippo Ugolini, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale nonché vicepresidente nazionale di Forza Italia giovani, nonostante l'età


ancora verde è persona dai molteplici interessi, che vanta già nel proprio curriculum numerose attività, il che equivale a dire competenze.  Proprio queste competenze  sono il valore aggiunto che il candidato per gli azzurri in consiglio regionale, a sostegno di Donatella Tesei, vuole mettere in campo.


Filippo, sei sceso in campo dopo poco più di un anno di esperienza da consigliere comunale: le ragioni della tua scelta? "Dopo l'esperienza delle elezioni amministrative comunali, ho deciso di mettermi di nuovo al servizio della mia comunità perché ritengo che questo territorio meriti la dovuta rappresentanza in Regione. Spoleto e i territori vicini devono poter crescere ulteriormente: voglio portare la voce di Spoleto e dei suoi territori anche nel consiglio regionale. E' troppo tempo che questa voce è assente".


E' un territorio, questo, che da oltre tre anni vive in un dramma assurdo, nel quale si sente abbandonato. In questo senso come leggi la scelta del centrosinistra di candidare Bianconi? E, più in generale, come inquadri il problema della ricostruzione? "Alla prima domanda si risponde in un attimo: vedo la scelta di candidare Bianconi come una scelta 'paracula', presa da un partito che fino ad oggi non si è occupato delle esigenze dei territorio. Non lo ha fatto per anni, quando era da solo al governo nazionale, né tantomeno con la giunta regionale. Una delle cose di cui ci siamo lamentati di più è stata la scarsa considerazione da parte delle istituzioni: vale per tutto il cratere sismico, anche in altre regioni. Ma il problema terremoto non riguarda solo la ricostruzione degli edifici: soprattutto, c'è un tessuto socio-economico che è venuto meno ormai da tre anni. Dobbiamo puntare su di una sburocratizzazione delle pratiche della ricostruzione ma, sopra ogni altra cosa, la rinascita del tessuto socio-economico, della comunità che si è venuta a sgretolare.


A proposito di tessuto socio-economico, la prima delle tue linee programmatiche è proprio il lavoro. Quali sono le tue idee per il rilancio del territorio? "C'è un dato incontrovertibile: prima del terremoto la popolazione di questa regione era in leggera crescita, mentre ora siamo in una fase recessiva dal punto di vista demografico. Oltre a quelli provocati dal sisma, infatti, in Umbria subiamo gli effetti di danni di più vecchia data e di ancor maggiore gravità. Sono anni, oramai, che in Umbria sentiamo parlare di crisi delle aziende: questo vale non soltanto per Spoleto e territori limitrofi, ma anche nelle realtà perugine e ternane. Penso ad esempio alle Acciaierie di Terni che comunque, grazie all'attività di Forza Italia, sono state tutelate - almeno per il momento - dal dumping cinese. Dobbiamo riportare il lavoro all'attenzione della politica, mettendo a disposizione del territorio le proprie competenze".


Le tue quali sono? "Sono responsabile di un caf patronato qui a Spoleto e ritengo che sia importante dare risposte concrete ai cittadini. Nel concreto penso che vadano incentivate le attività degli imprenditori, premiando soprattutto fiscalmente chi assume persone del luogo. Una sorta di no-tax area che incentivi a tenere il lavoro sul territorio".


E' possibile farlo come Regione? "Sì, almeno per quanto riguarda tutte le imposte di competenza regionale. Bisognerà però vedere quale sarà lo stato del bilancio che troveremo una volta saliti a Palazzo Cesaroni e, soprattutto, quali saranno le risorse che possono essere stanziate in questo senso. E poi c'è il tema delle start-up: abbiamo migliaia di giovani che si affacciano al mondo dell'imprenditoria, in qualsiasi settore. Tuttavia in Umbria non trovano un incubatore di idee per le start-up, in grado di aiutarle durante i primi mesi e poi di premiare quelle realtà considerate eccellenze. Dobbiamo tornare a puntare sui giovani, sulle idee e soprattutto dobbiamo dare una prospettiva a chi decide di stabilire in Umbria la propria attività e mettere a disposizione le proprie idee su questo territorio. Non possiamo più permetterci di pagare la formazione per poi non utilizzarla a causa dell'esodo dei nostri migliori giovani. Dobbiamo tornare a dare una prospettiva di sviluppo, una concreta possibilità di crescita per chi ha delle idee da mettere in pratica".


Parliamo anche di sociale, uno dei punti più importanti delle tue linee programmatiche. Questa regione invecchia più della media nazionale: invecchia e si impoverisce. "Il sociale non può essere un punto marginale dell'attività politica. La Regione non può dimenticarsi degli anziani e dei più deboli, perché il sociale rientra anche in un aspetto lavorativo. Penso alle società, alle cooperative, alle onlus del settore che danno lavoro a molte persone. Soltanto nel territorio spoletino contiamo diverse realtà che lavorano bene in questo campo. Ritengo che la politica debba tornare a porre al centro l'essere umano, debba cioè tornare a pensare a un sistema che sia amico del cittadino e non, come avviene oggi, sia d'ostacolo per qualsiasi attività. Allo stesso tempo, dobbiamo permettere a chi è rimasto un po' indietro, perché magari ha perso il lavoro o a causa di dipendenze di qualsiasi tipo, di rimettersi in piedi e tornare a camminare da solo, come tutti. Nel sociale vanno destinate le migliori competenze, insieme alle risorse adeguate per la grandezza del settore".


E dove pensi di attingerle, queste risorse? "Bisognerà controllare lo stato attuale del bilancio: di sicuro il sociale sarà una voce che non verrà utilizzata per recuperare soldi, dunque per tagliare, ma per la quale i fondi dovranno essere trovati".


Perché votare Forza Italia e non un'altra forza della coalizione? In particolare, perché votare proprio Ugolini? "Ritengo sia utile votare per Forza Italia e per me perché credo di poter portare delle competenze al servizio dei cittadini e della Regione. Sopratutto bisogna comprendere il fatto che per governare è necessario avere anche le competenze: non basta riempire la politica di slogan, ma occorrono i contenuti. Riguardo la mia persona credo di essere portatore di questi contenuti riguardo determinati settori: contenuti che, a livello regionale, ritengo possano permettere di rilanciare il territorio".


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