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Spoleto - Le interviste di SOL, 05 Ottobre 2019 alle 16:16:07

'Con la Tesei per rispondere soltanto ai cittadini'

Antonio Di Cintio di Umbria Civica: 'Fuori dagli schemi dei partiti, la mia trasparenza per costruire insieme l'Umbria che vogliamo'


Daniele Ubaldi

Quarantun anni, chirurgo presso l'ospedale Santa Maria di Terni con esperienza lavorativa biennale a Berlino, padre di due bambine e felicemente sposato, dal 2013 Antonio Di Cintio risiede a Spoleto dove ha deciso di far nascere e crescere la sua famiglia, affiancando a questa decisione l'impegno in politica. Dallo


scorso anno, infatti, è capogruppo della lista civica Rinnovamento in consiglio comunale, nella maggioranza che sostiene il sindaco de Augustinis.


Di Cintio: di nuovo di fronte a una sfida elettorale, a sostegno di Donatella Tesei ma ancora fuori dagli schemi dei partiti, proprio come lo scorso anno alle comunali. Perché? "Perché sono una persona coerente. Ho deciso di candidarmi con una lista civica perché, al momento, non mi sento rappresentato da nessun partito. Per cui mi rivolgo direttamente ai cittadini, mettendo al loro servizio la mia professionalità, la mia serietà dimostrata negli studi e con il mio lavoro di chirurgo. Mi rivolgo a tutte le persone cui piace la Tesei ma che non si riconoscono in un partito. A tutte queste persone dico di votare Di Cintio perché mi sento di poterli rappresentare e di poter portare avanti le loro istanze in Regione, privo dei vincoli dei partiti. Posso rispondere soltanto alla comunità che mi avrà votato".


E' una vera passione, la Sua, per la candidata presidente che sostiene... "Non p un mistero che io stimi molto la Tesei. Ritengo possa fare tanto per questa regione e per Spoleto. Del resto viene da Montefalco, che è molto legata alla nostra città. In questo trovo una profonda differenza con il candidato del centrosinistra che, in un articolo che ho letto sul Corriere dell'Umbria, si è rivelato un po' avverso a Spoleto soprattutto a proposito del bando che prevede dei fondi alle imprese presenti nel cratere sismico. Bianconi è arrivato a definire 'immotivata' la scelta, della Regione, di destinare parte delle risorse alle imprese di Spoleto, dimostrando poco attaccamento a questa città che è così vicina alla Valnerina. Detto ciò, più volte ha paventato la possibilità di abbandonare questa Regione qualora alcune sue richieste, peraltro sacrosante, non fossero state accolte. Per essere un candidato presidente della Regione dimostra pochissimo attaccamento a questa terra. A maggior ragione, quindi, credo che Donatella Tesei possa rappresentare la vera svolta per regione.


La sua candidatura è uscita fuori di concerto con Rinnovamento? "Assolutamente sì, condivido tutto con Rinnovamento. Per ovvi motivi non mi sento di definirmi soltanto il candidato di Rinnovamento, ma di tutti i civici di questa regione, in particolare di questa città. Posso dire un'altra cosa riguardo la motivazione che mi ha spinto a candidarmi?".


Ma certo, prego. "Secondo me ogni cittadino responsabile, se ne ha piacere, deve mettere questo senso di responsabilità al servizio della comunità in cui vive. Nel mio caso, essendo io un medico, mi metto a disposizione nel campo della sanità. Inoltre ritengo che l'alternanza sia il sale della democrazia, e che dopo 50 anni di monocolore sia tempo di cambiare in Regione".


Diceva della sanità. "In Umbria stiamo pagando la mancanza di meritocrazia, parola da molti abusata ma che è la chiave di tutto, non solo riguardo la sanità. Occorre premiare il merito e non altri criteri, che purtroppo ben conosciamo e che stanno uscendo con questa inchiesta tuttora in atto. Se premiamo il merito diamo il ruolo di responsabile ai più bravi professionisti: questo è importante in ogni campo, a maggior ragione se si parla di salute. C'è poi il tema delle liste d'attesa: dobbiamo far funzionare le macchine radiologiche più ore, corrispondendo al personale medico e paramedico il giusto compenso. La maggior parte delle criticità è tutta lì: i professionisti che non vengono pagati per le ore in più che fanno. Dobbiamo finirla con questo disservizio e sappiamo come si deve fare. Un pensiero lo dedico anche al sociale, sia come cittadino sia come medico: ritengo che meriti la massima attenzione. Penso alle famiglie con presenza di handicap e anziani: dobbiamo garantire tutta la dovuta assistenza. La sanità non è solo carriera. Infine, ma non certo di minore importanza, c'è il fatto che il cittadino deve poter svolgere gli esami strumentali di primo livello a casa sua; non deve cioè prendere la macchina e percorrere tanti chilometri per qualcosa che gli spetta di diritto".


A proposito di chilometri per effettuare degli esami sanitari, in Umbria c'è un problema evidente che è quello delle infrastrutture: a volte si perdono intere giornate per andare non lontano da casa. "Negli ultimi cinque anni la nostra regione è stata declassata in una serie di aspetti, tra cui quello occupazionale con tante aziende che hanno chiuso o delocalizzato. Uno dei motivi di ciò è la mancanza di infrastrutture e collegamenti con le altre regioni italiane. Tutta l'Umbriasi deve aprire verso Roma e verso il Nord. In particolare, Spoleto è stata penalizzata da una politica che non ha mai visto un rappresentante a livello regionale che si sia fatto rispettare. La città è isolata anche dal punto di vista infrastrutturale. Ecco perché,  a maggior ragione, bisogna prendere in considerazione solo quei progetti di assi che attraversano la regione, non più quelli che la chiudono come le cosiddette 'quadrilatero'. Il collegamento tra Foligno e Civitanova diventa solo un favore a Foligno, se nel frattempo Spoleto non è collegata con Terni e Roma, sia con la Tre valli sia con il raddoppio della Somma. E poi c'è la rete ferroviaria: non è accettabile che sia saltato il progetto di raddoppio della Terni-Spoleto, due città importanti come dal punto di vista demografico, economico e culturale. Infine l'alta velocità: non è possibile che ci sia un solo treno in Umbria, che per di più parte alle 5.45 da Perugia. L'alta velocità deve investire, dobbiamo pensare a un nuovo hub oltre a Perugia, per esempio Terni".


Anche perché senza infrastrutture adeguate nesusno viene in Umbria a creare impresa, mentre le esistenti chiudono o se ne vanno. A maggior ragione alla luce del sisma e del post sisma, che ancora non decolla. "Tra miei impegni importanti c'è quello di seguire in prima persona la ricostruzione dopo il terremoto. Sono trascorsi ormai tre anni, ma ancora pochissimo è ripartito. I danni non sono soltanto quelli agli edifici: penso alle molte famiglie andate via insieme alle proprie attività produttive. Se non ci muoviamo rischiamo lo spopolamento, in Valnerina e non solo. Per esempio a Spoleto ci sono vie del centro e della periferia completamente disabitate. Bisogna ripartire subito: meno burocrazia, più elasticità sulle pratiche e poi occorre far tornare la parola ai Comuni".


Ma questo può farlo Roma, non la Regione: "Certo. Mi auguro che la Tesei e i suoi consiglieri regionali - tra cui spero di esserci anch'io - dialoghino con qualsiasi governo a livello nazionale. Questo deve saper fare la politica. Nel caso delle calamità naturali bisogna pensare a creare un testo unico, per sapere come comportarsi da subito senza bisogno di leggi straordinarie ogni volta che accade qualcosa".


Legati al tema del terremoto ci sono lavoro e sviluppo. "Non si sa perché Spoleto è uscita dall'area di crisi complessa Terni-Amelia: deve rientrare subito. Poi dobbiamo considerare che il 95% delle realtà produttive della nostra regione sono piccole imprese: dobbiamo aiutarle, favorendo investimenti e realizzando infrastrutture funzionali e importanti".


In chiusura, perché dare fiducia a Di Cintio? "Perché Di Cintio è un cittadino come voi. Ho scritto 'Il coraggio di cambiare' sul mio manifesto perché sono una persona che non deve dire 'grazie' a nessuno se non alla propria famiglia e agli amici, ma a nessun potere forte né a nessun partito. Se riesco, con la mia trasparenza e la mia pulizia, ad andare in consiglio regionale, risponderò soltanto ai bisogni dei cittadini. Anzi, non 'se riesco': ma 'se riusciamo'. Perché, come diceva anche John F. Kennedy: 'Puoi essere la persona che ha il talento più grande del mondo, ma da solo non vai da nessuna parte. Se hai un gruppo dietro le tue idee, le puoi portare avanti e realizzare'. Chiedo la vostra fiducia per realizzare insieme l'Umbria che vogliamo".



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