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Spoleto - Politica, 05 Ottobre 2019 alle 18:44:27

David Militoni (Lega): 'Pronto a rappresentare Spoleto e il suo territorio in consiglio regionale'

Il capogruppo di Spoleto chiama all'unità il partito: 'Possiamo farcela insieme a Donatella Tesei'


Daniele Ubaldi

Una vita spesa per la politica, fin dall'adolescenza: David Militoni non lo si scopre certamente oggi. 46 anni, bancario, già negli anni Novanta ricopriva incarichi di coordinamento prima nel Fronte della Gioventù poi in Azione Giovani, mentre durante l'università ha avuto il ruolo di consigliere di facoltà per il FUAN - Giovane Destra e Alleanza Universitaria. Nel mondo dei grandi è stato dirigente provinciale di Alleanza Nazionale prima e del PDL poi, con oltre


dieci anni di esperienza in consiglio comunale a Spoleto, dove ha ricoperto la carica di vice presidente del Consiglio, componente commissione normativa, membro delle commissioni cultura, sport e sanità. Dal 2015 ha aderito alla Lega di Salvini: eletto consigliere comunale il 10 giugno 2018 alle scorse amministrative, attualmente ricopre la carica di Capogruppo Lega in consiglio comunale.


Militoni, una lunga gavetta in politica per la Sua città e poi la prima candidatura in consiglio regionale, proprio nel momento in cui Spoleto potrebbe tornare ad avere un rappresentante in Regione dopo tanti anni. "Esatto. La Lega ha espresso forti consensi in questa città, sia alle ultime amministrative sia alle scorse europee. Contiamo molti sostenitori e riteniamo - grazie al nostro leader Matteo Salvini - di avere le carte in regola per vincere le regionali e portare di nuovo uno spoletino a Palazzo Cesaroni. Sarebbe molto importante, perché Spoleto manca da moltissimi anni e bisogna esserci, nella stanza dei bottoni a Perugia, perché è lì che si delinea la geopolitica regionale con fondi, bandi, finanziamenti, indirizzi politici. Per tanti anni questa città e il suo territorio sono stati messi da parte: abbiamo avuto rappresentanti in minoranza, che purtroppo non potevano incidere per via dei numeri. Stavolta la vittoria è alla nostra portata e crediamo che sia una grande occasione per questo comprensorio".


Tra l'altro la stessa candidata presidente vanta un ottimo rapproto con Spoleto. "Certo. Donatella (Tesei, ndr) ha lavorato a Spoleto, è un libero professionista prestato alla politica e, nel 2018, è stata eletta in Senato da indipendente dopo due mandati da sindaco a Montefalco. La stessa Montefalco, come tutte le altre realtà della zona, ha di recente espresso un nuovo sindaco di centrodestra. Credo che sia importante fare massa critica e portare una persona che difende gli interessi del territorio in Regione: è una carta in più da giocare".


Alle scorse europee la Lega ha ottenuto, a Spoleto, oltre 6mila voti. Quanto sarà importante l'unità del partito per riuscire a portare Militoni in consiglio regionale? "Chiaramente l'unità è importante, abbiamo lavorato tutti insieme - nel periodo tra le comunali e le europee - per fare in modo che questo traguardo potesse essere raggiunto. Ritengo che ci siano tutte le carte in regola per fare squadra e avere un rappresentante che difenda gli interessi della città, facendo acquisire peso specifico alla Lega di Spoleto che ha decine e decine di iscritti".


Parliamo ora dei problemi del territorio. Fra le Sue priorità ci sono le infrastrutture viarie, la sanità e il lavoro. Sono tutti aspetti strettaemnte correlati fra loro. "Chiaramente sì. Ricordiamo che si vota tra qualche settimana anziché nel 2020 per via degli scandali sanitari, che hanno visto coinvolto un sistema che gestiva questo settore. La presidente Marini si è dimessa, ci sono inchieste eccellenti che vedono coinvolti pezzi da 90 della sinistra  regionale. Questo ci fa pensare che la sanità, materia che assorbiva l'80% del bilancio regionale, era gestita in maniera clientelare e a svantaggio degli utenti della sanità, che ora sanno che potrebbero essere stati serviti da professionisti scelti non con il criterio del merito, ma della raccomandazione. Non possiamo far finta che ciò non sia esistito e che la politica regionale abbia spogliato il San Matteo degli Infermi di numeri, strutture e professionisti, costringendo la gente a rivolgersi altrove. Ricordo che sono stati spesi 15 milioni per l'ospedale di Spoleto, per ammodernarlo e dotarlo di strutture all'avanguardia. Purtroppo, con una sanità fondata sui numeri, il calo delle utenze fa sì che di giorno in giorno l'ospedale veda spegnersi le sue potenzialità. Molti professionisti, purtroppo, sono dovuti migrare in altri lidi perché anche i concorsi sono stati gestiti in maniera non limpida . Di conseguenza, oggi, molti spoletini devono prendere la macchina e recarsi in altre regioni. Questo dispiace perché l'ospedale era un'eccellenza".


E poi, quando prende la macchina, lo spoletino fa fatica... "E' vero, perché non ci sono infrastrutture: la Tre valli non è stata completata, la stazione ha perduto nel tempo numerosi collegamenti, l'Umbria non ha un aeroporto degno di questo nome, che andrebbe invece potenziato per portare più turisti per l'Umbria e per Spoleto, che vive una fase difficile dopo il terremoto. la ricostruzione ancora non parte. La città non presenta danni evidenti, ma conta numerose ordinanze di inagibilità. Se ci fosse stata una ripresa più veloce, ovvero se invece di dare contributi per l'autonoma sistemazione, a Spoleto avessimo fatto partire 10-15 cantieri entro il 2019 per sistemazioni di vario genere, avremmo assistito a una ripartenza dell'economia anche a livello locale, cosa che purtroppo non c'è ancora stata. Se, in parte, il turismo sostiene l'economia con un incremento del 115-18% nei primi mesi del 2019, è chiaro che ciò non può bastare. Potremmo fare di più se ci fossero quelle infrastrutture che la nostra regione, in 50 anni, non è stata in grado di garantirci. E' ora di dire basta e rilanciare il ruolo di Spoleto, da sempre marginalizzata nelle scelte che contano".


Si criticano tanto i governi nazionali che non hanno curato il territorio colpito dal sisma: anche Bianconi lo ha fatto, lo scorso agosto. Si parla di Renzi, Gentiloni e Conte, ma con 7 ministri e il vicepremier per un anno e mezzo, non è stata forse latente anche la Lega? "La ricostruzione, come noto, è stata gestita da un commissario, Farabollini. Purtroppo, essendo stato il governo giallo-verde una fonte di mediazione venuta dalle urne di marzo 2018, il commissario è stato intoccabile anche a fronte di evidenti incapacità. Abbiamo incontrato lo stesso Farabollini qui a Spoleto lo scorso inverno, ma più che di incontri si è trattato di scontri. Infatti, alle doverose lagnanze sulle lentezze e le incapacità nel gestire alcune situazioni, il commissario ha risposto in maniera arrogante e non adeguata, e questo non è il modo di gestire le situazioni. Purtroppo la vera pecca di quel governo è stato l'aver generato un patto di programma e non una convergenza di idee, che potesse rendere tutto più armonico. Continui veti, questioni di importanza vitale rimandate sistematicamente, persone intoccabili: sono passati così 14 mesi finché Salvini non è stato costretto a rompere questa alleanza, a scansarsi e a cercare un'altra strada, visto che pur di andare avanti si pretendeva di mettere la testa sotto la sabbia. Credo che Salvini abbia fatto bene, anche se la scelta è stata dolorosa, ma non si potevano procrastinare all'infinito la Tav e i problemi del terremoto".


E secondo Lei ora le convergenze le hanno trovate, i cosiddetti "giallo-rosé"? "Dal mattino non mi sembra che sia un buon giorno. Mi pare che le convergenze siano solo a livello ideologico con la ripresa degli sbarchi, con il fatto che ci si preoccupa di togliere il crocifisso dalle scuole e così via. credo che l'Italia abbia bisogno di ripresa e non certo di preoccuparsi di queste situazioni. Salvini aveva bloccato il flusso di questi disperati con i dovuti accorgimenti, ma ora a settembre c'è stato il raddoppio di coloro che vengono nella nostra terra senza alcuna possibilità. E' ingiusto farli diventare schiavi della malavita, sarebbe opportuno regolare questi flussi con un accordo tra i vari paesi europei. Salvini c'era riuscito: con il nuovo governo mi sembra che le cose stiano cambiando in senso negativo".


Perché votare Lega, perché votare Militoni? "Votare la Lega è giusto perché la Lega si è dimostrata un partito affidabile, perché nelle questioni dei diritti fondamentali della  persona, la centralità dell'individuo e della famiglia mi sembra sia ben radicata e, quindi, siamo convinti dell'azione del nostro leader nazionale. Il problema sicurezza è stato affrontato e risolto in maniera molto determinata sia a livello di immigrazione sia per la sicurezza di tutti i giorni. Riguardo la mia persona, immodestamente Militoni si presenta come candidato della Lega per questo territorio e, con la forza dei numeri di questo partito che ho l'onore di rappresentare, possiamo ridare una chance a Spoleto di essere presente nel prossimo consiglio regionale con la presidenza di Donatella Tesei".


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