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Che Poi Diciamocelo..., 09 Ottobre 2019 alle 12:50:20

Italiani popolo di analfabeti?


A.T.

 


Che poi diciamocelo: Il significante, il significato, la grammatica, la sintassi, le coniugazioni.. troppa roba per una lingua sola!


Leggere un libro è fatto sempre meno sovente soprattutto per i cosiddetti "giovani d'oggi" che, proliferano di acronimi, acrostici, abbreviazioni, inglesismi e terminologie apparentemente incomprensibili ai più. Così, ai più vecchietti, culturalmente e scolasticamente parlando, vien da dire che questi ragazzi sono poco più o poco meno che analfabeti, sgrammaticati e privi del pur minimo costrutto verbale e sintattico, finanche il più semplice: soggetto, predicato e complementi. Se a questo aggiungiamo che le parole che i "giovani d'oggi" utilizzano sono così strane ci ritroveremo ad ascoltare o leggere conversazioni surreali delle quali non comprendiamo neppure una minima parte. Il significato delle parole, infatti, è sempre più spesso un lato oscuro nella comunicazione e non sempre la stessa parola significa la stessa cosa per due persone diverse. E aggiungiamo al novero delle incomprensioni gli errori grammaticali in cui la grammatica italiana, questa sconosciuta, è questione ignota anche di fior fior di personaggi pubblici che portano la bandiera di orrori grammaticali, lessicali, sintattici e chi più ne ha più ne metta.


La coniugazione dei verbi è in primis è annosa questione. Il congiuntivo, pure lui, questo sconosciuto, riserva da sempre tranelli nei quali cadono grandi e piccini con la stessa semplicità con cui si scivola su una buccia di banana e dunque i "se io potrei" (brivido) fioccano. Il congiuntivo trasformato in presente indicativo ancora può passare, per qualche ragione mistica non stona particolarmente e risulta maggiormente colloquiale quindi passa. Quando poi, a sbagliare il congiuntivo, è un ministro della Repubblica Italiana mentre arringa in Parlamento, siamo tutti lì, dentro di noi, a giustificarci per le piccole defaillance di casa nostra che risultano in qualche modo meno gravi. Un esempio (ahimè scelto a caso tra molteplici) su tutti: "..perché altrimenti i miracoli che hanno fatto col made in Italy in tutto il mondo in questi anni non li avrebbero mai raggiunti se... (pausa mistica alla ricerca del tempo verbale, tensione che si taglia con il coltello, gente pronta a fare la ola appena la palla avrà varcato la rete) .. non li avrebbero raggiunti" (Folla delusa: i parlamentari si accasciano uno sull'altro, anche questa occasione è andata, la retrocessione è dietro l'angolo). Ma non è solo lui a sbagliare i congiuntivi, stiamo pensando tutti a Luigi. Il buon Luigi recentemente ha fatto grande amicizia, per senso di responsabilità, con il segretario del partito "rosso" il quale, per simpatizzare, per creare rapport ed empatia, giusto qualche mese fa e nel corso dello stesso discorso, per coerenza, dichiarava "L'importante è che i bandi non si interrompino" e "Lasciate che le notizie corrino" (anche il correttore automatico di word si rifiuta di scrivere così queste parole).


Ma sul congiuntivo ci sono cascati quasi tutti e l'ironia fantozziana che ne scaturisce è quasi d'obbligo: impressa nella memoria resterà la partita a tennis tra Fantozzi e Filini con la celeberrima "Allora ragioniere che fa, batti?!" Fantozzi in risposta "Ma..mi dà del tu?" e Filini "No, no, dicevo, batti lei?" e Fantozzi "Ah è congiuntivo!" L'aria del congiuntivo non è cambiata.


Nonostante ciò la sociolinguista ed ex gestrice (da gestore, colui che gestisce, femminile, singolare ) dell'account twitter dell'Accademia della Crsuca, Vera Gheno, ci rassicura circa lo stato di salute del Congiuntivo: "non credo se la passi poi così male. Ne è dimostrazione il fatto che chi sbaglia ad usarlo viene crocifisso..". Quindi tutti si accorgono quando viene usato male, solo i poveretti che lo usano male non se ne accorgono un attimo prima.


Ma non è solo il congiuntivo a destare perplessità, neanche un mese fa l'ex Ministro dell'interno in un tweet ha scritto "..è saltato tutto perché i 5Stelle disfavano di notte quello che noi facevamo di giorno". Ma io dico, se il correttore corregge la mia trascrizione ora, possibile non abbia corretto la sua? Non ci avrà fatto caso oppure era proprio convinto che la corretta coniugazione del verbo disfare fosse questa? Oppure non abbiamo capito noi il senso e in realtà esiste un verbo disfavare che riguarda la pulizia dei legumi, quali appunto le fave?


Senza passare da Grammar Nazi ci sono realmente alcuni strafalcioni linguistici che colpiscono particolarmente la sensibilità e non è poi così immediato scollarsi dal pensiero che colui il quale utilizza in modo errato la grammatica della lingua natia sia analfabeta o giù di lì. Sembra che tutta la popolazione nazionale si sia ritrovata in una sorta di guardie e ladri della cultura grammaticale/lessicale dove le guardie sfoggiano terminologie auliche e complessi costrutti verbali e di contro i ladri rispondono a suon di presunti neologismi ed usi impropri di modi e tempi verbali. Eppure, anche in questo caso, l'esperta esorta a maggior cautela: se i giovani non sanno più comunicare e non conoscono il significato delle parole c'è prima di tutto da chiedersi a chi è sfuggito di mano il compito di insegnare loro come farlo. In secondo luogo alla base di questa "mancanza" c'è la differenza tra la lingua che impariamo a scuola e quella che invece siamo soliti utilizzare informalmente o ancor più attraverso messaggi o social network. Ed ecco il ruolo dei social network: non è la lingua che si sta impoverendo, semplicemente lo strumento di comunicazione è ancora nuovo e spesso e volentieri attraverso i social "..c'è un uso della parola sciatto e poco curato che prima restava nascosto. Per questo abbiamo la percezione che la lingua italiana stia peggiorando. Il lato positivo è che non abbiamo mai comunicato così tanto..."


Alla fine tra chi parla come un libro e stampato e figuriamoci come scrive, tra chi si cruccia perché "piuttosto che" ha acquisito un valore disgiuntivo tratto dal dialetto da cui nasce, chi non saprà mai coniugare un congiuntivo e chi ti guarda schifato se lo sbagli, tra tutte queste fattispecie il mondo è bello perché è vario e tutte le scuse sono buone per far critica e suscitare sgomento. E quale sia la strada per portare un po' di italiano corretto nella vita dei "giovani d'oggi" proprio non lo so, suppongo non sia quella cavalcata da vip e politici del nostro tempo che si sfidano a suon di strafalcioni. Ma in qualche modo voglio avere fiducia nella cassa di risonanza del web: a forza di satira sul Ministro degli Esteri che sbaglia il congiuntivo ci sarà pur qualcuno che ascoltando la cacofonia imparerà a coniugarlo.. a qualcosa questo povero Ministro dovrà pur servire!


 


 



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