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Editoriale, 28 Ottobre 2019 alle 02:12:06

La Tesei fa la storia, Bianconi... la geografia

Dopo 50 anni la Regione cambia colore mentre 5Stelle e Pd affondano: ma in fondo ha vinto anche l'albergatore nursino prestato alla sinistra [Commenti]


Daniele Ubaldi

Nella notte in cui la sinistra umbra cessa di esistere come forza egemone di governo, fa quasi emozione assistere alla commozione di Donatella Tesei - protagonista della storia di questa regione - e di Vincenzo Bianconi, sconfitto annunciato cui spettava il compito di limitare danni onestamente illimitabili. In una


tornata elettorale surreale, nel corso della quale gli umbri erano chiamati a scegliere uno fra tre candidati di centrodestra - Tesei, appunto, poi Ricci già candidato civico di coalizione nel 2015 e, infine, lo stesso Bianconi, le cui storiche simpatie politiche non sono mai state un mistero -, alla fine gli elettori hanno preferito l'originale alle due copie conformi.


Il risultato di questa notte, schiacciante e inappellabile, stabilisce nuove regole, nuove leggi della politica regionale e italiana. La prima, già nota ai più ma della quale mancava ancora la prova provata, riguarda i 5 Stelle. Nati come movimento puro e settario, quando si alleano con altre forze - sia nel palazzo sia in un cartello elettorale - i grillini non si limitano a perdere consensi: scompaiono. La seconda regola riguarda il centrodestra. Quando si presenta unito e senza troppe faide interne - si badi bene, "senza troppe" e non "senza", poiché anche la coalizione di Donatella Tesei non è certo la famiglia del Mulino Bianco -, allora non ce n'è per nessuno dal nord al sud della Penisola, specialmente in questo particolare momento storico del Paese. La terza regola, infine, riguarda il Partito democratico. Era ovvio che non avrebbe potuto contendere al centrodestra la vittoria finale: del resto, Sanitopoli unita a nove anni di miopia mariniana nella gestione, ancor prima che dei processi politici, dei rapporti umani con i colleghi di partito e con i territori, avevano ampiamente segnato il destino umbro di Pd e soci. Ma presentarsi "mascherati", scegliendo un candidato terremotato - tra l'altro afferente storicamente al centrodestra - soltanto per ammiccare come ruffiani all'elettore medio e, soprattutto, ottenere il "via libera" dei 5 Stelle, non si è rivelata una scelta felice, oltre ad essere poco onesta per la storia del partito - ormai sbiadita - e di tutto ciò che ha rappresentato.


Insomma, agli umbri - come del resto agli italiani - è stato proposto un menu recante un immenso fronte borghese-liberal-sovranista, nel quale le differenze programmatiche erano davvero da ricercarsi col proverbiale lanternino. L'alternativa al dilagare del "prima gli italiani" era, in buona sostanza, un onesto Bianconi che proponeva una giunta da scegliersi tramite apposito talent, neanche si fosse su "X Factor": insomma, spessore politico dove sei finito?


E allora, a ben vedere, alla fine i vincitori di queste elezioni sono due: la Tesei che è la nuova presidente, ma anche lo stesso Bianconi che da domani avrà un lauto stipendio - non che ne avesse bisogno, per carità - senza il peso di dover amministrare. Senza il rischio, cioè, di finire in quel tritacarne che è diventata la politica italiana e umbra in particolare, specialmente all'interno del centrosinistra. Nessuna incompatibilità con la ricostruzione, nessun imbarazzo quando Norcia, finalmente, rinascerà - perché Norcia dovrà rinascere, prima o poi! - e, soprattutto, la Valnerina che finalmente ha un consigliere regionale con un nome diverso da quello di Gianpiero Bocci... O forse non è così?


Ma sì, alla fine in fondo vincono tutti: per lo meno, quasi tutti. Sono le stesse parole di Bianconi a testimoniare come i tempi siano cambiati: "Non saremo opposizione, ma proposizione". Alla neopresidente della Regione Umbria Donatella Tesei giungano i migliori "in bocca al lupo" dalla redazione di Spoletonline, nella consapevolezza che il lavoro davanti è arduo e che avrà, come minimo, bisogno di due cose: una squadra di lavoro di assoluta fiducia, da scegliere con cura malgrado le inevitabili pressioni dei partiti, e un'opposizione che oltre a proporre controlli e certifichi, poiché la Regione Umbria attualmente è un campo seminato di mine da chi è stato seduto per tanti anni nella stanza dei bottoni. Alcune di queste mine siedono in Regione come funzionari e dirigenti: la massima competenza non sarà soltanto necessaria, ma obbligatoria.



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Commenti (1)

Commento scritto da Rimanendo al titolo..... il 29 Ottobre 2019 alle 08:44
E se non cambiano le cose i cittadini fanno la fame.


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