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Sisma, 23 Novembre 2019 alle 18:07:36

Decreto sisma, per i professionisti è 'l'ennesima occasione persa'

Dura presa di posizione della Rete Tecnica delle Professioni: 'Senza i problemi della politica le pratiche di ricostruzione sarebbero già state presentate'

Parlano di "ennesima occasione persa", senza mezzi termini, i rappresentanti della Rete Tecnica delle Professioni in merito al decreto sisma appena licenziato dalla Commissione Ambiente della Camera. Di seguito la nota integrale della Rete, che invita a rivedere il testo prima di convertirlo in legge, visto che c'è ancora tempo fino al prossimo 24 dicembre:


"Apprendiamo che la Commissione Ambiente della Camera ha completato l'esame degli emendamenti e ha licenziato il testo di conversione in legge del decreto legge 24 Ottobre 2019 n. 123 che aveva l'obbiettivo di


dare disposizioni urgenti per l'accelerazione alla ricostruzione post sisma del Centro Italia.
Già nel testo originario erano state segnalate rilevanti criticità tali da non sortire nessun effetto sulla ricostruzione e dall'esame di quello modificato dalla commissione non si rileva nessun meccanismo in grado di imprimere una qualsiasi accelerazione, anzi!


Si è sbandierata come la svolta il fatto che l'accelerazione si dovesse produrre attraverso l'autocertificazione delle pratiche in capo ai professionisti, consegnandoci ulteriori responsabilità in una situazione immobile certamente non per nostra responsabilità ma proprio per come è concepito il quadro legislativo generale.
È ora di dire ai cittadini che se non vi fossero stati problemi le pratiche di ricostruzione sarebbero già state presentate e se così non è evidentemente, ciò è riconducibile a circostanze che il legislatore non intende affrontare.


L'autocertificazione non sarà, per come ipotizzata nel decreto, lo strumento in grado di accelerare la ricostruzione, perché non è applicabile a tutte le tipologie di danno, perché non si può applicare agli edifici con piccoli abusi e perché si può applicare esclusivamente agli interventi senza accolli per i cittadini.
Sarà uno strumento fallimentare non perché, come taluni hanno provato ad insinuare, i professionisti non vogliono assumersi responsabilità, ma semplicemente perché NON FUNZIONA.


Il mondo delle professioni tecniche è stato audito dalla Commissione Ambiente e si è presentato con una voce sola, quella della Rete Tecnica. Abbiamo illustrato e consegnato un documento che conteneva oltre 20 emendamenti. Tutti i gruppi parlamentari ci hanno elogiato per le proposte, ci hanno chiesto i testi, ci hanno promesso che le avrebbero sostenute, ma di fatto NESSUNA di esse compare nel testo emendato.
Si pensa davvero che la ricostruzione possa avere impulso senza ascoltare coloro che sono deputati a presentare e gestire le pratiche?


Il pacchetto di proposte che avevamo suggerito è organico, eliminava disparità di trattamenti tra cittadini terremotati, chiedeva maggiori poteri al commissario ed era volto a far risparmiare alle casse dello stato cifre ingentissime che ogni mese si ripetono, ad esempio, per il contributo di autonoma sistemazione e per le provvidenze necessarie alle attività produttive.
Non avete voluto ascoltarci.


Vi abbiamo dimostrato che i professionisti disposti a lavorare nelle pratiche sisma sono sempre di meno, non percepiscono compensi da tre anni, il settore delle costruzioni è in ginocchio, l'economia delle regioni colpite è a picco e lo spopolamento delle aree interne appare sempre più un fenomeno irreversibile.
Non si dica più che non ve lo avevamo detto.


C'è tempo fino al 24 dicembre per modificare il testo e convertirlo in legge: chiediamo quindi al Governo e a tutti i parlamentari di pensarci bene, altrimenti prenderemo atto che non interessano i cittadini e non interessano i professionisti".


 



Notizia di adesso, firma rete tecnica delle professioni


 


 



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