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Spoleto - Sport, 12 Gennaio 2020 alle 19:53:38

DUCATO ALL'INFERNO E RITORNO. VITTORIA ALL'ULTIMO TUFFO (3 a 2) CONTRO IL SANSEPOLCRO


Renzo Berti

E’ il sogno che si sprigiona in quella rovesciata di Cavitolo al 48’ del secondo tempo. La Ducato stava per prendere l’ascensore per l’inferno. Ma, all’ultimo palpito di una partita pazzesca, si è ritrovata in Paradiso grazie al gol impossibile dell’ex “scugnizzo”. In onda c’è una scena da film horror per i tifosi gialloverdi blu: il rigore (evitabile?) per un placcaggio di Romani ai danni di Scarselli. E’un frame, o comunque è lo spot della disperazione collettiva d’una squadra 


che ha riacciuffato con le unghie e con i denti il pareggio, grazie alla precisione chirurgica di Cardarelli (25’) dal dischetto del rgore. Tocca a Zuppardo, il quale a Spoleto ha lasciato un pezzo di cuore scrivendo la storia leggendaria della Fortis di Pasquino, pigiare il pulsante per spedire gli uomini di Brevi all’inferno. Ed è una caduta verticale, però sempre quando c’è il burrone (o la porta) alle spalle. Incredibile ma vero: l’uomo che aveva deliziato il Capitini con le sue giocate ispirate dalla dea Eupalla,ha calciato maldestramente dal dischetto spedendo alle stelle. In quell’attimo, il Sansepolcro s’è bruciato, è andato in corto circuito, ed ha scoperto a proprie spese quanto pesi un pallone sciupato eleggendo la Ducato a bestia nera dei bianconeri. Già, un pallone. Quello che ha cambiato il corso della partita. All’ultimo assalto, con due minuti di recupero ancora da giocare ma con un uomo in meno per l’espulsione affrettata di Donnola (35’ della ripresa) per un presunto fallo da ultimo uomo, la Ducato è risalita sull’ascensore. Destinazione Paradiso. Punizione chilometrica di Romani dalla destra per la testa di Callegari. Il ponte del “gaucho” trova il guizzo di Cavitolo che, spalle alla porta, centra l’angolino alla sinistra di Cristofoletti. Dieci e lode. Vola la Ducato. E fa sognare il Capitini, trascinata da un ragazzo dai polmoni infiniti. Sembra Rocky, è venuto su dalla gavetta, non è snob, il sudore e la fatica fanno parte del suo repertorio, ti può stendere con il colpo del ko all’ultima ripresa, come è successo stavolta, quando ha inventato un gol capolavoro. 


INIZIO PIROTECNICO – E’ quello della squadra di Brevi, che conferma la difesa a tre lasciando Cardarelli a fare il pontiere tra la linea mediana e l’attacco. E la Ducato lascia solo la prima conclusione agli ospiti (4’): assist dal limite di Zuppardo per Braccini e tiro addomesticato da Carsetti. Un minuto dopo arriva il vantaggio spoletino: tracciante di De Cristofaro sulla sinistra per Cavitolo che trova il corridoio giusto in cui si infila Tomassoni. Controllo e diagonale di sinistro che si insacca nell’angolino opposto. La Ducato insiste e Kola prova a centrare l’angolino sotto l’incrocio, ma la palla termina di poco alta. Poi, tocca a Tomassoni (17’)provare il lob defilato dalla sinistra, ma la palla termina sull’esterno della rete. Il Sansepolcro è squadra cinica. Gioca con pazienza e d’attesa, dimostrando di valere la classifica. Così, al 21’ D’Urso soffia un pallone a Callegari e serve al centro Zuppardo, che da due passi infila Carsetti. E’ il momento migliore dei biturgensi, che ci provano con Braccini (32’)da posizione defilata sulla sinistra:decisiva la deviazione in corner di Carsetti con la punta delle dita. Ieri sono state le parate del portierino di casa a tenere in partita la Ducato. Dove non è arrivato lui ci ha pensato Barbetta a togliergli qualche ghiacciolo dalla schiena, come al 44’, sul gioco di prestigio di Zuppardo che ha fintato il tiro per servire D’Urso. Sua la botta a colpo sicuro sulla quale si immola il lungagnone folignate, che sulla linea respinge di testa e Carsetti perfeziona la presa.


SVOLTA -  Nella ripresa, invece, è stato il Sansepolcro ad alzare il ritmo trovando il vantaggio al 3’: Emili, a metà campo, non allunga la gamba in tackle e Braccini gli sfugge sulla destra. Assist lussuoso per Zuppardo, che d’esterno ipnotizza Carsetti infilando sul secondo palo. A quel punto, gli uomini di Bonura addormentano il gioco puntando sul possesso. Ma è il fallo da rigore di Zanchi su Cardarelli a mandare in fumo i piani degli ospiti. La partita si è aperta. Stava per scivolare da una parte o dall’altra. Sino al finale pazzesco. Che ha fatto palpitare anche uno solitamente imperturbabile come l’uomo di Milano, nato per caso a Roma: al secolo Ezio Brevi. 


DUCATO (3-4-1-2): Carsetti, Callegari, Barbetta (17’st Donnola), Pazzogna, Pergolesi, De Cristofaro (31’st Quaglietti), Emili, Cavitolo, Cardarelli, Tomassoni (44’st Giuliacci), Kola (32’st Romani). A disp: Lillacci, Skana, Santi, Terenzi, Biccheri. All. Brevi


SANSEPOLCRO (4-2-3-1): Cristofoletti, Lomarini (31’st Selvaggi), Zanchi, Gorini, Sensi (31’st Scarselli), Conti, Arcaleni Benedetti (20’st Massai), D’Urso (20’st Mencagli), Braccini, Zuppardo. A disp: Manzi, Boriosi, Beers, Brizzi, Petruzzi. All. Bonura


Arbitro: Michele Giordano di Palermo


Reti: 5’pt Tomassoni, 21’pt e 4’ st Zuppardo, 25’st Cardarelli (rig.) 48’st Cavitolo.


Note: 35’ st espulso Donnola per fallo da ultimo uomo.



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