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Spoleto - Editoriale, 30 Gennaio 2020 alle 23:13:52

Il calciomercato dei consiglieri comunali offre al sindaco la palla-set

Lega e Forza Italia più ricche: azzurri liberi di scegliere il proprio assessore; verdi in pole per il posto di Loretoni e Cao. E tutto senza che de Augustinis debba muovere un dito [Commenti]


Daniele Ubaldi

Va bene, insomma oggi è stata la giornata dei colpi di scena nel piccolo, tenero, patetico circo della politica locale. Anche se, più che di politica, si potrebbe parlare di calciomercato, che proprio domani chiude la sua sessione invernale con i soliti valzer di casacca fra società, impegnate a scaricarsi a vicenda


i vari "bidoni" dell'estate. E così capita che Fratelli d'Italia, partito entrato in consiglio comunale grazie ai "resti" nel 2018, si ritrovi ora con più consiglieri che elettori e che anzi, per qualche ora, abbia persino avuto un assessore comunale, prima della revoca delle deleghe ad Alessandro Cretoni decisa dal sindaco de Augustinis. Per un gruppo che cresce un altro che sparisce, ed ecco che Di Cintio - di fatto - prosciuga Rinnovamento privandolo del suo unico rappresentante in consiglio comunale, lasciando l'assessore Loretoni orfano di rappresentanza nel massimo consesso cittadino e, dunque, pronto alle dimissioni. Della Santirosi c'è poco da dire: consigliere comunale con delega al Turismo, il suo raggio d'azione è stato sin dall'inizio interamente assorbito dalla plenipotenziaria e vulcanica assessora Spadoni (ma anche Urbani), che ben poco margine di manovra le ha lasciato. Il suo approdo in Fd'I avrà forse indispettito un poco il sindaco, ma non al punto da fargli strappare i capelli. A breve, dicono i bene informati, anche la sua delega al turismo potrebbe finire in altre mani.


E allora cosa cambia, in realtà? Mentre i gruppi di opposizione denunciano "caos" e chiedono a gran voce le dimissioni del primo cittadino, mentre la Lega manifesta sempre più insofferenza nei confronti di una compagine amministrativa nella quale sempre meno si riconosce pur continuando ad appoggiarla... Tutte queste manovre altro non fanno che facilitare il compito di de Augustinis. Al quale, non è un mistero, il Carroccio aveva già chiesto da tempo un rimpasto di giunta.


Bene, il rimpasto si è servito da solo. Via Cretoni e Loretoni, dentro un altro esponente di Forza Italia da concordare e poi, è inevitabile, anche un nuovo assessore in quota Lega - il terzo, con contestuale, probabile cambio di colore per il ruolo di vicesindaco -, cui si deve aggiungere il posto da amministratore unico dell'Ase, che doveva già essersi liberato lo scorso settembre per le camicie verdi ma che, comunque, a breve tornerà disponibile con i saluti dell'uscente Cao.


E Fratelli d'Italia? La campagna acquisti tanto voluta dal senatore Zaffini quanto poco gradita al coordinatore locale Murro non sembra destinata a sortire grandi frutti, in termini di gioco espresso e risultati sul campo. Almeno, non subito. A far fede sono i numeri ottenuti a giugno 2018, quando quattro gatti votarono il partito della Meloni che solo per il rotto della cuffia - e con più di una perplessità da parte di alcuni analisti, tra i quali quello di Spoletonline - riuscì ad accedere in consiglio comunale con un proprio rappresentante. Vero che in politica 18 mesi sono ormai un'era geologica, e che ora i nazionalisti per eccellenza sono una realtà consolidata in Umbria - molto meno a Spoleto, dove alle scorse regionali hanno ottenuto appena 200 voti in più della moribonda Forza Italia; tuttavia non è imbarcando consiglieri eletti con altri voti, diversi da quelli del proprio simbolo, che ci si può poi presentare al "grande capo" a battere i pugni sul tavolo.


Pertanto, a meno che non ci si trovi in presenza di perfetti incapaci della politica, la Lega di Spoleto a questo punto dovrebbe ringraziare Fratelli d'Italia per il lavoro sporco svolto per suo conto e passare all'incasso del nuovo assessore, che le spetta per proporzione elettorale sulla base dei risultati del 2018, mentre Forza Italia continuerà ad avere un proprio rappresentante in giunta. Del resto, non è un mistero neanche questo, i rapporti fra il partito di Berlusconi ed il suo assessore erano logorati e ridotti ai minimi termini, con assoluta mancanza di comunicazione tra lo stesso Cretoni e il gruppo consiliare circa le decisioni prese - e ancora da prendere - all'interno dell'esecutivo.


Insomma, queste manovre hanno liberato gli azzurri locali di un assessore mai digerito, mentre la Lega ora può puntare allo scranno che Loretoni sta lasciando libero in giunta, con inoltre le deleghe al Turismo della Santirosi sul piatto. Il tutto senza che de Augustinis abbia dovuto muovere un dito. Ancora una volta, dunque, il sindaco ringrazia la politica locale per il funzionale polverone, snobba il calciomercato preferendogli il tennis e si accinge a servire per il primo set. Non fosse fantapolitica, verrebbe da pensare che abbia organizzato tutto lui...



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Commenti (7)

Commento scritto da Democrazia Cristiana il 31 Gennaio 2020 alle 00:03
No il tutto è stato organizzato da altri...............e non finisce qui .


Commento scritto da Democrazia Cristiana il 31 Gennaio 2020 alle 00:08
Dimenticavo........Sindaco pensi agli errori che ha fatto ed alle promesse non mantenute. Buonanotte.


Commento scritto da Edmondo De Amicis il 31 Gennaio 2020 alle 15:33
Da alcuni giorni, diciamo dopo le recenti vicende politiche spoletine, mi viene spesso in mente quella pagina del libro CUORE , che molti hanno letto nell’infanzia, in cui si narra dell’incontro tra il Direttore della scuola, la madre di Franti, la classe e Franti stesso, il cattivo ragazzo. Il punto cruciale è quando il Direttore, sentita la madre, apostrofa il figlio: FRANTI TU UCCIDI TUA MADRE! La narrazione chiude: e l’infame sorrise.

Non so neanche perché, questa scena mi sovviene frequentemente, quando ripenso ai volti soddisfatti, alle espressioni di felicità, agli abbracci prolungati, dopo la scelta dirompente di ieri, cui ho assistito, obiettivamente non consona alla corrente etica politica. Franti è un personaggio eterno,che trova reincarnazioni contemporanee, ma chi può essere oggi il Direttore?

Passando all’articolo di Ubaldi, mi sembra molto arguto, in parte profetico, forse con qualche incognita di realizzazione, nel complesso degno di una bella penna e di una mente attenta.



Commento scritto da ilcospaiese il 01 Febbraio 2020 alle 18:32
A leggere il catenaccio dell' editoriale di Ubaldi, si ha l'impressione che i Verdi spoletini (quei due o tre che sono rimasti) sarebbero disponibili ad appoggiare De Augustinis. Alla fine si capisce invece che si sta parlando della lega. Fatta questa premessa noto con piacere che i cambi di casacche, da parte di soggetti inutili, voltagabbana quasi mai partecipi, nell'agone politico spoletino, è diventata la norma. Insomma Fran..za(co) o Spagna purché se magna


Commento scritto da Gano di Maganza il 01 Febbraio 2020 alle 19:21
Nella “chanson de Roland”, si narra del tradimento di Gano di Maganza, che contribuì alla sconfitta di Orlando a Roncisvalle e, di fatto, alla sua morte.

Dante Alighieri collocò Gano nell’ultimo girone dell’inferno, tra i traditori della patria.

L’opera dei pupi, nella tradizione folcloristica siciliana, assegna a Gano di Maganza, nel canovaccio dei pupari, un ruolo negativo di centrale rilevanza.

In politica, non esiste il tradimento esiziale, cioè mortifero. Esiste la devianza comportamentale, la coerenza a corrente alternata, per cui il civismo, ribadito in più occasioni, prima nelle consultazioni comunali, poi anche in quelle regionali, da parte di qualche stimabile candidato, viene improvvisamente accantonato, misconosciuto, nichilizzato, deposto nel cestino del desktop.

Tu quoque, quantum mutatus ab illo! Nunquam cogitabamus.



Commento scritto da Arminio il 02 Febbraio 2020 alle 14:47
Gli storici, in particolare Velleio Patercolo, riportano che Arminio , di nobile stirpe tedesca, entrò a far parte dell’esercito romano come luogotenente di cavalleria.

Divenne poi cittadino romano ed il suo vanto era poter dire: CIVIS ROMANUS SUM.

In sostanza era un fautore del civismo. Tornato nella patria tedesca, tramò invece contro Roma , tanto da essere sospettato di tradimento. Forse si era infiltrato con scopi occulti nell’esercito romano. L’accusa era probabilmente vera, tanto che organizzò un’armata di “barbari” che sconfisse l’esercito romano, rovinosamente, nella selva di Teutoburgo.

L’imperatore AUGUSTO quasì impazzì per il dispiacere e lo smacco, così che continuamente andava ripetendo, rivolto idealmente al console Quintilio Varo, il comandante sconfitto dal traditore Arminio, e morto in battaglia, con la celebre allocuzione :”VARE,REDDE MIHI LEGIONES MEAS” (VARO, RENDIMI LE MIE LEGIONI).

Uno di noi potrebbe dire :CIVIS SPOLETINUS SUM,civismus patria mea est, ma chi ci renderà i legionari ormai perduti o emigrati altrove? Nessuno, forse sono andati nella LEGION ETRANGERE (Legione Straniera).



Commento scritto da spoletino verace il 03 Febbraio 2020 alle 11:08
Ecco a Spoleto grazie ai voltagabana arriva il peggio del peggior fascismo.


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