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Spoleto - Che Poi Diciamocelo..., 05 Febbraio 2020 alle 11:38:32

Facciamo le pulci a Sanremo!


A.T.

 


Che poi diciamocelo: tutte le scuse son buone per salire in cattedra e dare voti. Chi è d'accordo con me?


Le mie ambizioni da maestrina si realizzano ogni anno con Sanremo. "Ah, ancora guardi Sanremo???" Certo, amico della scrivania accanto, lo guardo con accanimento e attenzione massimi (credo di aver


 notato solo io al mondo che Tiziano Ferro aveva un buco in verticale sulla giacca dietro la spalla sinistra, inquadrato mentre cantava la prima strofa di Almeno tu nell'universo - per inciso voto 8, non il massimo ma non perché abbia stonato o si sia commosso perché rimango fedele ai grandi originali). Lo guardo con la brama di chi vorrebbe essere lì non so neppure per far cosa ma vorrei da sempre e prima o poi.. la differenza tra me e te, sempre per citare Tiziano, caro amico della scrivania accanto, è che io lo dichiaro con candore e tu invece partecipi a fare il 52% di share (meritatissimo) facendo spallucce e la smorfia della faccia di quelli che: "Berlusconi è un ladro", "Ma chi lo vota quello, io mai!" poi prese più del 20% nel silenzio delle urne.
Parto con la disamina passo per passo, cercherò di essere un filo più breve della diretta di ieri sera perché quella forse si era un tantino troppo lunga tanto da decimare gli ascolti del Dopo Festival che invece è un bel pezzo di storia della Kermesse.


Amadeus: spigliato, simpatico, leggero, non fa tutti quei soliti encomi pesantoni su quanto sia bello e importante essere lì e bla bla bla.. lo hanno tacciato di qualunque cosa invece è l'unico, da anni, che si è rivelato identico a quello che siamo soliti vedere e meno male qualche volta un filo di coerenza. Voto 8


Fiorello: ma lui è lui, fa più ridere, fa meno ridere ma che avete in casa il ridometro? È uno showman incredibile, la qualità della sua simpatia non si valuta da quanto forte ridi, l'ironia è anche sommessa ma non per questo meno efficace. Ha ancora 4 serate abbiamo tempo per vedere le sue mille facce, tutte giuste da trent'anni.. smettiamo di cercare l'inciampo suvvia. Voto 8


Diletta Leotta: al netto di outfit più o meno azzeccati ha rivelato doti attoriali importanti, ha recitato benissimo il monologo che le hanno scritto sulla bellezza. Peccato fosse completamente senza capo nè coda, senza un punto dove andare a parare, senza ironizzare sul motivo della sua presenza lì molto criticata, senza motivare o senza aggiungere valore, anzi, con quel monologo le hanno levato anche l'opportunità (ammesso la volesse) di dimostrare che oltre le tette c'è di più. Autori voto: 2 Leotta voto: 6,5


Rula Jebreal: tanta roba a prescindere dal suo monologo che andrebbe riascoltato una volta a settimana a scuola insieme alle dichiarazioni dei sopravvissuti ai campi di sterminio perché queste sono le cose che vogliono farci ignorare, sottovalutare e dimenticare così saremo più facile da raggirare. Non amo le minestre lunghe sulle donne che vanno rispettate, e le donne che hanno diritto e le donne che sanno fare e le donne che non devono essere vittime.. ma lei ha una forza tale nella sua coerenza che è un macigno impossibile da spostare. Bellissima e coerentissima anche negli outfit, elegante e raffinata nei modi, una scelta veramente azzeccata e infatti molto criticata. Voto 8


Irene Grandi: Non è poi così scontato che un pezzo scritto da Vasco e musicato da Curreri, per quanto giganti, sia un capolavoro. Infatti questo non lo è. Lei è sempre lei e i tratti di tutti e 3 sono inconfondibili ma il tempo è passato, il pezzo a un primo ascolto non c'è o comunque non spacca. Outfit per niente azzeccato, il pantalone di pelle a palazzo la ingrossa sui fianchi e la mortifica in altezza soprattutto con le spalle bene in vista molto più esili. Voto 4


Marco Masini: il pezzo potrebbe esserci, senza infami e senza lode, in radio probabilmente andrà. Lui è lo stesso di Ci vorrebbe il mare seppure quel pezzo lì non ha nulla a che vedere con questo qui. Forse urla un filo troppo anche se a dirla tutta rientra perfettamente nel suo range quindi ci sta. Immagine di un se stesso più adulto. Voto 6,5 da riascoltare


Rita Pavone: la sala stampa va in visibilio, così si legge, non comprendo se per una trans da "revival anni 70/80" o per reale entusiasmo verso il pezzo o la performance. La Signora ancora non molla e spinge di brutto potendoselo quasi permettere ma il pezzo ad un primo ascolto non mi risulta così entusiasmante. Circa l'outfit non commento, la bocca gonfia parla da sola.. voto 6,5 da riascoltare


Achille Lauro: la canzone non l'ho neppure ascoltata granché, mi stavo riprendendo dallo sbigottimento misto al ribrezzo senza però poter negare che ha coraggio (io quelle maniglie lì non le mostrerei così facilmente in mondo visione); non innova in senso stretto, molti altri prima di lui lo hanno fatto ma comunque innova nel contesto e chi ha ascoltato la canzone dice sia anche un bel pezzo. Per ora non la posso valutare sto ancora bevendo acqua e zucchero per riprendermi. Voto ve lo dico tra un paio di giorni


Diodato: tanta roba. Il pezzo c'è, lui c'è, il messaggio c'è, la musica c'è. Augurandomi che il pubblico lo capisca (il grande problema di Sanremo è sempre lo stesso). Nient'altro da aggiungere. Voto 8


Le Vibrazioni: vincono la serata, sono tremendamente coerenti con loro stessi, il che non mi dispiace perché a me piacciono. Il pezzo dello scorso anno mi piacque di più era un filo più moderno rispetto al loro repertorio ma questo pezzo in radio andrà alla grande e fino ad aprile lo sentiremo alla nausea, garantito. Voto 6,5


Anastasio: la giuria lo vuole in alto, io sto meditando e onestamente devo riascoltare il pezzo perché non lo so ancora identificare. La tuta bianca per andare sul palco dell'Ariston quasi la trovo peggio della tutina a pelle di Achille Lauro. Voto: al momento non mi esprimo


Elodie: mi piace, Andromeda mi piace, lei mi piace. È vestita benissimo anche se la gonna due dita più lunga l'avrebbe resa un pizzico più donna e meno ragazzina e un po' più raffinata pur avendo lei dei modi talmente leggeri che raffinata lo è di suo. La canzone c'è, è un bel pezzo, ha buon ritmo, in radio farà faville. Voto: 7


Bugo e Morgan: altro pezzo non ben identificato da risentire. So per certo che Morgan deve suonare ma non può più cantare oppure abbassa di varie ottave le sue partiture perché le corde vocali non lo assistono più. L'incedere di una seconda voce ci aiuta e ci spezza un po' l'agonia di un suono non fluidissimo ma lui è così e ci siamo un po' abituati. Il sound potrebbe esserci ma non mi esprimo per ora. Voto: da risentire


Alberto Urso: il bel canto della buonanotte, sarà l'ora, ma lo ascolto con un orecchio solo e mi risulta un po' noioso e le sue doti vocali non mi sembrano poi così rappresentate. Non si può dire sia un brutto pezzo, è Sanremese, banale. Certo non potevamo aspettarci l'innovazione de "La terra dei cachi" di questo giovanotto ma visto che aveva osato con i mocassini che ha sfoggiato ieri sera a questo punto poteva osare di più anche con il pezzo.. voto: 6 politico


Ricky: il ragazzo è sfortunato per la scaletta. Come suggerisce Dondoni (mi tolgo il cappello) esce troppo tardi per il suo pubblico e lui lo sa. Trema come una foglia il che me lo avvicina, cuore di mamma, la canzone è orecchiabile e va bene per il suo pubblico. Non è Irama dello scorso anno. Nessuna novità strabiliante. Senza infamia e senza lode. Voto: altro 6 politico


Rafhael Gualazzi: da lui mi aspettavo grandi cose perché è veramente un Artista. Ho amato vari suoi pezzi e ho resistito fino alla fine solo per aspettare lui. Ecco, speravo meglio, ma il sound del suo pezzo va alla grande. È allegro e ritmato (possibile si debba aspettare per forza l'estate per un pezzo movimentato???) si alternano varie correnti di suono e lui con la sua stranezza è coerente e presente. Voto: 7


E sta sera, sperando che la scaletta sia un pelo più clemente, vediamo gli altri in gara e votiamo anche loro.. a domani.. commenti sempre ben accetti, pareri idem...perché Sanremo è Sanremo!


 


 



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