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Cronaca, 13 Febbraio 2020 alle 09:20:59

Buco di bilancio, intervista all'avvocato Budelli

'La politica non poteva conoscere quanto disposto dai tecnici del Comune'


Renzo Berti

Sulla vicenda del cosiddetto "buco di bilancio", apertasi nel lontano giugno del 2013 in un infuocato consiglio comunale dopo le dichiarazioni dell'allora direttore generale del Comune di Spoleto, Angelo Cerquiglini, non è ancora calato il sipario in maniera definitiva. Mentre il procedimento penale è ancora


pendente, nelle scorse settimane la Corte dei Conti Centrale di Roma ha posto invece fine al procedimento relativo alla responsabilità amministrativo-contabile, in cui erano coinvolti i dirigenti comunali Antonella Quondam Girolamo, lo stesso Angelo Cerquiglini, i funzionari Brunella Brunelli, Francesco Duranti e Amedeo Santini, le dipendenti Lucia Santon, Lorena Frezza e Sonia Minni, l'ex segretario generale Paolo Ricciarelli nonché due componenti della Giunta dell'epoca, ovvero l'ex sindaco Daniele Benedetti e l'ex assessore al Bilancio, Paolo Proietti.


In particolare, la Procura della Corte dei Conti aveva richiesto agli undici soggetti coinvolti la restituzione di quasi 8 milioni di euro.


Dopo l'assoluzione ottenuta nel 2018 di fronte alla Corte dei Conti dell'Umbria (Salvatore Nicolella presidente, Pasquale Fava estensore), la vicenda era approdata a Roma. La prima sezione giurisdizionale d'appello della Corte dei Conti Centrale (presidente Enrico Torri), con due sentenze - la prima dell'8 gennaio (estensore Giuseppina Mignemi) e la seconda del 23 gennaio scorsi (estensore Rossella Cassaneti) - ha assolto tutti i convenuti in giudizio, rigettando le istanze risarcitorie avanzate dalla Procura della medesima Corte, che aveva proposto appello contro la sentenza di primo grado.


Ma come si è giunti alle motivazioni della sentenza? A spiegarlo è uno degli avvocati del collegio difensivo, Simone Budelli, docente di diritto pubblico presso l'Università di Perugia.


Avvocato Budelli, quale accusa muoveva la Corte dei Conti ai soggetti sottoposti a giudizio? "La Procura, sulla base di precedenti pronunciamenti giurisprudenziali, aveva equiparato il disavanzo accertato nel corso delle indagini penali a danno, e ne ha richiesto pro quota la restituzione agli undici convenuti nel giudizio contabile. Questa tesi accusatoria non ha retto né durante il giudizio di primo grado né in quello di secondo grado, la cui sentenza definitiva è stata pubblicata due settimane fa".


Quindi il buco di bilancio non è mai esistito? "Non è questo il punto. In primo luogo il buco, individuato inizialmente in oltre 10 milioni, si è fortunatamente sgonfiato solo pochi mesi dopo riducendosi a circa la metà. Lo stesso è stato quasi definitivamente azzerato, senza aumenti di tasse e riduzione di servizi, appena un anno dopo, a dimostrazione che i soldi c'erano ma erano forse stati mal appostati nel bilancio. Questo è quanto emerso nel corso del processo contabile, sulla base delle prove addotte dall'accusa. Ciò posto, i giudici contabili hanno chiarito che un'errata, o irregolare, iscrizione nelle poste di bilancio non può determinare di per sé un danno, con il consequenziale obbligo di risarcimento".


Ma come si è potuto arrivare a tutto ciò? Insomma chi ha sbagliato? I tecnici o i politici? " Si è trattato di questioni meramente tecniche, su cui è stato provato che la politica non aveva alcuna responsabilità. Tanto è vero che addirittura i revisori dei conti, ovvero i tecnici esterni incaricati di controllare l'operato dei funzionari comunali e di verificare la correttezza dei bilanci predisposti (i quali avevano dato il loro placet), non sono stati sottoposti ad alcun giudizio. In questo caso, l'aberrante teorema accusatorio, molto in voga e basato non su prove, ma sulla mera presunzione che il politico 'non poteva non sapere', è stato fortunatamente cancellato".



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