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Società, 19 Marzo 2020 alle 12:36:42

'Per uscire dalla lunga notte della crisi, è urgente mettere in sicurezza il territorio, chi ci abita e ci lavora'

Nota congiunta di Fillea Cgil Umbria e Spi Cgil Perugia

Riceviamo e publichiamo la nota firmata da Fillea Cgil Umbria e Spi Cgil Perugia riguardante la ricostruzioe post terremoto ai tempi del Coronavirus:


"Condividiamo l’appello #iorestoacasa, perché dobbiamo evitare ogni uscita inutile, che rischia di creare ulteriori problemi alla giusta e necessaria battaglia contro il coronavirus. Però, con altrettanta chiarezza, vogliamo dire che tutto questo, pur essendo necessario, non basta.


Non basta perché non dobbiamo fermarci all’emergenza, dobbiamo anche guardare al giorno dopo. E per guardare al giorno dopo dobbiamo pensare alla priorità che è quella di mettere in sicurezza il territorio.


In tutti questi anni il territorio è stato abbandonato e massacrato, sul terreno sanitario, delle infrastrutture e della ricostruzione post sisma, che l'emergenza coronavirus ha ulteriormente stroncato sul nascere, nonostante siano già passati 4 anni. Il DPCM del 17 marzo prevede che le attività edilizie, e quindi anche la ricostruzione non siano bloccate.


Tutto questo però non corrisponde alla realtà, perché le poche aziende edili impegnate nella ricostruzione si sono fermate in questi giorni, con i lavoratori di fuori regione tornati nei loro territori. Per evitare che si fermi proprio tutto, chiediamo che vengano applicati i protocolli di sicurezza. Per tutte le realtà costrette invece a richiedere la Cig, l’Inps deve garantire il pagamento diretto, anticipato e mensile.


Solo così si può mantenere la speranza di garantire la ricostruzione, tutelando lavoro e imprese, evitando che il coronavirus cancelli le poche imprese edili rimaste in Umbria. Inoltre, salvaguardare il territorio, per la Fillea e per lo Spi significa tutelare i cittadini e i lavoratori, anche sul versante sanitario, invertendo la rotta, rispetto alla diminuzione dei posti letto, che ha caratterizzato anche l’Umbria negli ultimi anni.


Mettere in sicurezza il territorio significa anche contrastare la tendenza del sistema bancario umbro, che negli ultimi anni ha visto chiudere oltre 150 sportelli in Umbria (in un contesto di aumento degli utili e di riduzione del personale). Basti pensare che, ben 3 comuni della provincia di Perugia, oltre i mille abitanti (Valtopina, Costacciaro e Fratta Todina), sono rimasti da poco senza sportello bancario, costringendo i cittadini, spesso anziani, a giustificarsi se escono dal loro comune per ritirare denaro contante necessario a far fronte alle emergenze quotidiane.


Tutti questi esempi dimostrano, e come Fillea e SPI ne siamo fortemente convinti, che per uscire vivi dalla crisi del coronavirus, serve ed è necessario ripartire dal territorio, con una vera e nuova rigenerazione".


segretario generale Fillea Cgil Umbria       segretario generale SPI Cgil Perugia


Augusto Paolucci                                             Mario Bravi



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