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Pensieri e parole, 19 Marzo 2020 alle 13:19:39

Coronavirus: quando la sanità non va d'accordo con la settimana bianca

Alcune domande per chi avrà voglia di rispondere [Commenti]


Tatiana Oriboni

Quello di oggi non è un articolo di cronaca, né un'inchiesta, ma solo una serie di domande. Domande cui, si spera, vorranno rispondere le autorità preposte, ciascuna per il proprio ruolo e campo d'azione. Pronti? Via. Cominciamo. Cosa succederebbe, per esempio, se un'intera famiglia, padre, madre e due figli,


avesse approfittato della chiusura delle scuole, decisa dal governo 15 giorni fa, per andarsene in settimana bianca? E cosa succederebbe, sempre per esempio, se della famiglia in questione facesse parte anche un professionista medico o paramedico al quale - come tutti i suoi colleghi - già da dieci giorni prima della chiusura delle scuole erano stati bloccati ferie e permessi, in previsione dell'emergenza che si sarebbe, di lì a poco, scatenata? E ancora, sempre per esempio: cosa succederebbe se questo professionista, di ritorno dalla sua settimana bianca - mettiamo - in Lombardia, invece di avvertire le autorità sanitarie e porsi in quarantena, avesse ripreso normalmente la propria attività sia professionale sia quotidiana, vale a dire partecipando a visite mediche, andando a fare la spesa, dal parrucchiere, dall'estetista ecc. come se nulla fosse accaduto?


Ecco che ora sorge un'altra domanda: cosa accadrebbe se, puta caso, questo professionista risultasse positivo al tampone per il Coronavirus al pari degli altri tre membri della sua famiglia? Cosa succederebbe se, a causa sua, si rendesse necessario chiudere alcune strutture sanitarie sparse sul territorio, magari dislocate in più comuni limitrofi? E cosa accadrebbe se, sempre a causa di questa bella pensata della "settimana bianca abusiva", questo professionista avesse contagiato una o più persone all'interno delle strutture sanitarie di cui sopra (colleghi, pazienti ecc) o anche, semplicemente, fra la gente incontrata tutti i giorni?


Ecco, sarebbe importante conoscere le conseguenze e le responsabilità, sia contrattuali sia penali, che un comportamento così irresponsabile comporterebbe qualora si venisse a verificare. Come umile cronista, mi sento di ringraziare fin da ora quanti - fra le autorità militari, giudiziarie e le istituzioni sanitarie - vorranno intervenire per chiarire questi legittimi dubbi, che in molti si pongono data l'attuale situazione emergenziale.



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Commenti (17)

Commento scritto da fede1945 il 19 Marzo 2020 alle 13:34
QUESTO E' UN CRIMINALE .AVRA' SULLA COSCIENZA TUTTE LE PERSONE(SPERIAMO NESSUNA) CHE AVRA' CONTAGIATO.


Commento scritto da Per esempio il 19 Marzo 2020 alle 14:29
Cosa succederebbe, per esempio, se le domande fatte "per esempio" corrispondessero effettivamente alla realtà e non fossero un esempio?


Commento scritto da il cospaiese il 19 Marzo 2020 alle 16:11
cosa succederebbe se la sig.ra Oriboni, invece di porsi tali assurdità o verità, coram populo invitasse il suddetto professionista, che sicuramente conosce, a comportarsi correttamente.

Non è delazione e solo buon senso. Anche perché un tale soggetto che ha rinnegato il giuramento di Ippocrate andrebbe quantomeno mandato a pulire i cessi negli ospedali


Commento scritto da zorro il 19 Marzo 2020 alle 16:23
SE PER ESEMPIO...............RISULTASSE UNA COSA DEL GENERE , NON VEDO QUALE

ALTERNATIVA CI SIA ALL'ADDEBITARGLI TUTTE LE SPESE AFFRONTATE PER CURARE TUTTI I CONTAGIATI. MA QUESTO VISTO PERSONALMENTE DAL SOTTOSCRITTO NON SAREBBE ABBASTANZA, PERCHE' EVENTUALI IMBECILLI DOVREBBERO ESSERE MOSTRATI IN GABBIA E LASCIATI MARCIRE. INFINE MI VIENE

SPONTANEO DIRE :MA QUALE PRAIVASI E PRAIVASI ---FARE IMMEDIATAMENTE I NOMI DI QUESTI EVENTUALI ANIMALI. Ricordatevi tutti cari amici miei che tutti noi siamo

nudi come vermi in mezzo alla piazza, PERTANTO RIPETO-- FUORI I NOMI--


Commento scritto da Giovanni il 19 Marzo 2020 alle 20:55
È il Sindaco che dice?


Commento scritto da Roberta Veneri il 20 Marzo 2020 alle 00:23
Andrebbero denunciati per attentato alla salute pubblica...lei immediatamente radiata dall\'albo professionale

Basta...non possiamo accettare tutto come se fosse normale

Basta qui c\'è i n ballo la salute ..non scherziamo..è vergognoso e non hanno giustificazioni di sorta..arroganti !!!!...e taccio....


Commento scritto da roberto il 20 Marzo 2020 alle 11:48
se quanto scritto dalla sig.ra Oriboni non fosse un esempio ma un caso e reale dovrebbe essere avvertita immediatamente l'autorità giudiziaria senza se e senza ma. Inoltre è ora di finirla con la storiella della Privacy nomi e cognomi di questi miserabili e terra bruciata intorno a loro, questi sono i nuovi untori.


Commento scritto da Luigi Graziani il 20 Marzo 2020 alle 12:05
se l'autrice dell'articolo pone queste domande nel modo come le ha poste sicuramente sa a chi si riferisce. credo in ogni caso che non si tratti di un medico, quindi è errato scrivere "professionista". credo anche che non si trovi a Spoleto. credo anche che la dirigenza dell'Az. USL Umbria2 si debba attivare e se del caso passare tutta la vicenda al vaglio della Procura della Repubblica.

questo momento di così grave crisi sanitaria, di rispetto dell'ordine pubblico, ognuno di noi deve essere ben vigile e rispettoso delle regole.


Commento scritto da Dan il 20 Marzo 2020 alle 12:33
Credo che di articoli del genere, che presentano fatti ipotetici, come fossero reali o viceversa, non ce ne sia molto bisogno. Invito l'autore e l'editore a fornire dati circostanziati chi di dovere se i fatti corrispondono a realtà ed in ogni caso ad evitare pubbliche caccie all'untore.


Commento scritto da Caterina il 20 Marzo 2020 alle 13:21
Questa persona meriterebbe di essere denunciata!!


Commento scritto da AS il 20 Marzo 2020 alle 14:39
Questo articolo è vergognoso. Un insulto al buon senso, peggio del comportamento che stigmatizzate.


Commento scritto da Franco il 20 Marzo 2020 alle 20:20
La giornalista sa i nomi solo ha paura di prendere una querela che prenderà ugualmente. Perché i fatti che riporta non sono veri nei dettagli che ha riportato.


Commento scritto da Casciano vero il 21 Marzo 2020 alle 20:16
Mi spiace ma il comportamento delle persone che a Cascia tutti conosciamo è stato da incoscienti le ripercussioni per il nostro Comune e i Comuni vicini sono e saranno pesanti mi spiace ma non riesco a comprenderli comportamento da menefreghisti senza nessuna scusante.


Commento scritto da Claudio Massari / masss il 22 Marzo 2020 alle 10:35
Buongiorno, vorrei ricordare che ci ritornava dalla settimana bianca il 9 o 10 marzo dalle zone rosse era obbligato all'autodenuncia, chi non l'avesse fatto incorrerà nelle sanzioni penali che prevede la legge, diverso credo chi è Arturo per la settimana il 9 o 10 e si è ritrovato l'impianti chiusi, quindi è ritornato e doveva solo fare l'autodichiarazione in caso di controllo.

L' errore enorme è stato fatto subito dopo il caso 1 di Codogno, non era importante trovare il paziente zero, ma attuare zona rossa in Lombardia, Veneto e nord Emilia, bastava telefonare ad Wuhan e se non c'era nessuno che conosceva il cinese bastava chiedere a uno dei tanti cinesi di Milano che conoscono anche l'italiano. La zona rossa è stata fatta 20 gg dopo, e la frittata fatta.


Commento scritto da Claudio Massari / massa il 22 Marzo 2020 alle 10:46
Vorrei fare una raccomandazione a tutti, quando si accede in un luogo pubblico, supermercato, poste, banche ecc., mettetevi qualcosa che vi copre bocca e naso, masherina ma va bene un fazzoletto per evitare la diffusione delle goccioline,veicolo del virus. Provate a parlare e starnutire davanti uno specchio e vedrete l'effetto, ogni gocciolina veicola quantità enormi di virus, si abbia rispetto degli altri e di se stessi.


Commento scritto da Claudio Massari / massa il 22 Marzo 2020 alle 11:07
Inoltre smettano di far girare tutta queste persone della protezione civile, non fanno altro che aumentare il contagio, hanno ridotto il lavoro negli ospedali all'osso, per diminuire lo spostamento delle persone, individuato ospedali covid19, il personale sanitario è più che sufficiente basta utilizzarlo in maniera razionale e con attenzione nel non diffondere l'epidemia, il problema, che ancora non riguarda la nostra regione, è l'aumento della capacità ricettiva dei pazienti positivi e assisterli in maniera adeguata.


Commento scritto da Claudio Massari / massa il 22 Marzo 2020 alle 23:45
Sto ascoltando le forze politiche, i presidenti delle due camere, che invocano la partecipazione del parlamento al supporto del governo, credo che il Parlamento ha la funzione legislativa che in media non so quanti mesi o anni impiega per emanare una legge, quindi ritengo opportuno che i due rami del Parlamento può andare in ferie fino alla fine della crisi sanitaria, si prendano 600€ al mese come i lavoratori a cui hanno chiuso l'attività, ritornino alla loro espletamento legislativo finita la crisi.

Eccezionali i sindacati che annunciano lo sciopero, magari con una manifestazione di piazza.


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