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Le soffitte di SOL, 11 Luglio 2007 alle 21:13:01

Canti dall’ inferno

Canti dall’ inferno, interpretato e diretto da Davide Livermore – il mare dentro il dolore. Il regista definisce questo lavoro come un «moderno madrigale rappresentativo»,





l’ultimo risultato di una ricerca da lui condotta nella esplorazione della terra di mezzo tra parola parlata e cantata. Si parte dalla teoria di Monteverdi secondo cui la musica è al servizio della parola, arrivando comunque a una creazione necessariamente nutrita di modalità e drammaturgia contemporanee. La storia, nota al grande pubblico grazie al libro di Ramón Sampedro e al film Mare dentro di Alejandro Amenábar, è quella di un giovane tetraplegico bloccato a letto che per vent’anni si batte per il diritto all’eutanasia, poi ottenuto nel 1998. Nella trasposizione scenica lo spirito di Ramón parla dal suo letto, attraverso le macchine che lo tengono in vita, non quelle mediche, ma quelle che gli servono per dipingere e scrivere. Queste macchine diventano, grazie alle elaborazioni sonore di Andrea Chenna, una vera e propria orchestra elettronica in scena, e insieme a un salterio medievale compongono una base
musicale per la parola e il canto. La musica prodotta sulla scena è interamente prodotta dagli attori, artisti che arrivano da esperienze e formazioni diversi (Roberta Cortese è attrice, musicista e attrice, Manuela Custer una cantante d’opera) e che condividendo la tensione espressiva dell’ opera portano a molte possibilità espressive.  Lo scopo, ancora una volta, è che la musica amplifichi esponenzialmente il senso poetico delle parole (D. Livermore).

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DAVIDE LIVERMORE


Torinese, nei suoi dieci anni di attività come tenore ha cantato in teatri quali Teatro alla Scala di Milano, Opera di Roma Teatro Regio di Torino, Massimo di Palermo, San Carlo in Napoli, Operà di Nizza, Maggio Fiorentino, La Fenice di Venezia, Lirico di Cagliari, Verdi di Trieste, Bunka Kaikan di Tokyo.


Si dedica alla regia dal 1998, anno in cui debutta con la messa in scena di Anfiparnaso di Orazio Vecchi all’Auditorium Rai di Torino. Poi si susseguono La Colomba ferita di Francesco Provenzale al Teatro di San Carlo in Napoli con la direzione di Antonio Florio (1999, ripreso nel 2000 al Teatro Arriaga di Bilbao a al Teatro de la Zarzuela de Madrid); l’oratorio Juditta Triumphans e Arsilda, Regina di Ponto di Antonio Vivaldi per il Festival Opera Barga con la direzione di Federico Maria Sardelli e scene e costumi di Santi Centineo (2000 e 2001); Lo Scoiattolo in Gamba di Nino Rota per la stagione Sinfonica dell’Orchestra Verdi  di Milano con la direzione di G. Grazioli (2001) e Pulcinella vendicato nel Ritorno di Marechiaro di Giovanni Paisiello per il San Carlo di Napoli, direttore Antonio Florio (2001, ospite del “Mozartfestival” del Teatro dell’Opera de la Coruña, del Teatro dell’opera di Salamanca, e del Centro Cultural Universitario – UNAM di Città del Messico); l’operetta Scugnizza di Costa–Lombardo per il Teatro Verdi di Trieste (2002); La Cenerentola di Rossini con scene digitali di Marco Schiavoni e scene costumi di Santi Centineo per il Teatro Petruzzelli di Bari (2003).


L’anno precedente, sempre con la collaborazione di Centineo, allestisce inoltre L’Elisir d’Amore di Donizetti per la stagione del Teatro Petruzzelli di Bari in coproduzione con l’Opera Giocosa di Savona, spettacolo presente negli anni successivi nelle stagioni di: Auditorium di Tenerife, Rendano di Cosenza, Politeama di Catanzaro, Cilea di Reggio Calabria, Giordano di Foggia, Opera Giocosa di Savona, Opèra National de Montpellier, Opèra de Toulon.


Su commissione del Teatro Regio di Torino ha scritto spettacoli per il “Progetto Scuola”: Dal canto arabo a John Lennon, Breve storia del tenore (scritto con Dario Buzzolan) e E... Weill (scritto con Sergio Licursi). È sceneggiatore radiofonico e televisivo: suoi i programmi Le grandi inchieste di 2 sul 3 per Radiorai 3 (2000), la serie televisiva Livermore sciò per la Televisione della Svizzera italiana (selezionata nel 1999 al concorso La Rose d'Or di Montreaux dell'Eurovisione) e la rubrica Primi amori nel pre-partita domenicale di Tele+ (2001-2002).


Dal marzo 2002 è direttore artistico del CineTeatro Baretti di Torino ed ha inizio la sua attività come regista di prosa. Per il Baretti, cura diverse regie: nel 2002 Come il vento alla schiena (con Bruno Gambarotta e Giorgio Conte) e BuenosAires-Itaca m-3856 (scritto con Roberta Cortese); nel 2003 Bure Baruta – La Polveriera di Dejan Dukovski nella prima messa in scena italiana in coproduzione con Teatro Regio e Unione Musicale, spettacolo che lo impegna anche come cantante e attore (ripreso al Teatro Due di Parma e all’Ariosto di Reggio Emilia); nel 2003/04 La Vergine della Tangenziale, favola in musica di Silvio Cocco con musiche di Andrea Chenna in coproduzione col Teatro Regio.


Le regie di prosa e opera a questo punto proseguono alternandosi. Stagione 2004/2005: Triumphos y Lagrimas a Burgos, con la direzione di Jordi Savall, e Billy Budd di Britten al Teatro Regio di Torino, mentre per lo Stabile di Torino, oltre ad interpretare il ruolo del Banditore nel Marat/Sade con la regia di Walter Le Moli, cura la regia di L’impresario delle Smirne di Carlo Goldoni. Per il 31° Festival della Valle d’Itria (2005) mette in scena Lo sposo di tre, il marito di nessuna di Luigi Cherubini.


Stagione 2005/2006: Don Giovanni di Mozart in apertura di stagione al Carlo Felice di Genova, Il Barbiere di Siviglia di Rossini al Petruzzelli di Bari, I quattro rusteghi di Wolf-Ferrari al Teatro La Fenice di Venezia, Il Ratto del Serraglio di Mozart al Teatro Regio di Torino, Peter Pan di James M.Barrie per la Fondazione Teatro Due di Parma, il monologo Le bel indifférent di Jean Cocteau abbinato all’omonima opera musicata da Marco Tutino a Torino in una coproduzione Fondazione Teatro Stabile di Torino e Opéra National et Orchestre National de Montpellier in collaborazione con Associazione Baretti; infine Bajazet di Antonio Vivaldi con l’Europa Galante diretta da Fabio Biondi per il Festival di Radio France Culture.


La stagione 2006/2007 lo vede impegnato in Cenerentola all’Opera di Philadelphia, nella ripresa del Peter Pan al Teatro Carignano di Torino per la stagione del TST, e in un nuovo allestimento di La Dafne di Marco da Gagliano per il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival di Cremona e il Festival di Radio France Culture.


 


 


 


ANDREA CHENNA


Ha compiuto gli studi musicali a Torino e Freiburg in Breisgeau diplomandosi con il massimo dei voti.


Dal 1989 al 1995 ha insegnato al Conservatorio di Cagliari e alla Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo, dedicandosi in seguito esclusivamente alla composizione e all’arrangiamento.


Suoi lavori sono stati eseguiti, tra gli altri, da Michele Pertusi, Mariella Devia, Sergej Larin, Il Quintetto Bibiena, l’Orchestra d’archi Italiana e la Bayerischer Rundfunk Orchester in prestigiosi festival come le Settimane Musicali di Stresa, la Sagra Musicale Umbra (spettacolo di apertura della stagione 2001), la stagione da camera del Rossini Opera Festival, l’Unione Musicale e il Piccolo Regio di Torino, il Verdi Festival del Michigan Opera Theatre. Un suo lavoro teatrale su Pierino e il lupo di Prokofiev è stato autorizzato per meriti artistici dalla Fondazione Prokofiev e rappresentato in tutto il mondo. Incide per la casa discografica Stradivarius.


È tra i soci fondatori dell’Associazione Baretti, dove ormai da anni porta avanti insieme al direttore artistico Davide Livermore un lavoro di ricerca sul teatro musicale. Al Baretti ha collaborato agli spettacoli: Bure Baruta – La polveriera di Dejan Dukovski, La ballata di Huè di Dario Buzzolan, La vergine della tangenziale di Silvio Cocco e ha ideato Canto XII – madrigale rappresentativo per attrice, strumenti industriali e live electronics, da brani della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.


 


ROBERTA CORTESE


Torinese, inizia la sua attività artistica partendo dagli studi di canto e musicologia, per formarsi poi come attrice nella compagnia del Burgtheater di Vienna sotto la direzione artistica di Claus Peymann. Attiva come attrice e cantante in teatri austriaci e tedeschi (Volkstheater, Schauspielhaus, Echoraum, Konzerthaus di Vienna, Residenztheater di Monaco, Schauspielhaus di Graz), lavora con registi come Paulus Manker, Arie Zinger, Einar Schleef, Dimiter Gotscheff; nello stesso periodo si occupa inoltre di drammaturgia musicale per spettacoli dello Österreichisches Theater di Vienna diretto da Robert Quitta.


Tornata in Italia, dal 2002 fa parte dello staff artistico del CineTeatro Baretti in qualità di attrice, autrice, traduttrice e Dramaturgin. Al Baretti è stata interprete degli spettacoli BuenosAires-Itaca m-3856, La Polveriera di Dejan Dukovski, La vergine della tangenziale di Silvio Cocco (tutti con la regia di Davide Livermore), La ballata di Huè di Dario Buzzolan e La regina degli Elfi di Elfriede Jelinek con la regia di Lorenzo Fontana (spettacolo prodotto insieme al Festival delle Colline Torinesi). Lavora anche in produzioni di Teatro Due di Parma e del Teatro Stabile di Torino, dove ha recitato nel Marat/Sade con la regia di Walter Le Moli e dove di recente ha interpretato il ruolo di Wendy nel Peter Pan di James M. Barrie con la regia di Davide Livermore.


Collabora spesso con Davide Livermore come assistente alla regia in produzioni operistiche e nel 2005 è coregista con Lorenzo Fontana dell’opera Don Chisciotte di Paisiello/Henze, in scena al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano.


Per la televisione ha lavorato negli sceneggiati “Maria Josè, l’ultima regina” di Carlo Lizzani (RAI), “Le stagioni del cuore” di Antonello Grimaldi (Mediaset) e “Don Gnocchi” di Cinzia Th. Torrini (Mediaset); ha partecipato come lettrice alla trasmissione “Lo sciagurato Egidio”, in onda su Sky sport1.


Scrive testi teatrali e traduce testi di drammaturgia e narrativa contemporanea dal tedesco. Tra i suoi testi andati in scena: BuenosAires-Itaca M-3856, Treno Cavallo e Tram, Ljuba – storie di presunte martiri; Milana – ombre cecene. Con Pentesilea vs. Achille si è invece classificata 2ª nella categoria atti unici del Premio Fersen 2007. Tra gli autori tradotti: il premio Nobel Elfriede Jelinek (Sport. Una pièce  e Fa niente, ed. Ubulibri), Dejan Dukovski, Tommy Jaud (Un vero idiota, romanzo, ed. Baldini Castoldi Dalai).


 


 


 


MANUELA CUSTER


Manuela Custer è nata a Novara e ha debuttato al Teatro Regio di Torino con Elisabetta regina d’Inghilterra di Rossini, seguita dalla sua presenza nel medesimo teatro come Cherubino in Nozze di Figaro.


Questo l’ha portata ad una carriera internazionale che l’ha vista esibirsi: a Lucerna in L’enfant et les sortileges di Ravel diretta da Marcello Viotti, a Montecarlo nel Così fan tutte diretto da Salvatore Accardo, a Verona, Genova e Lille come Nicklausse in Les contes d’Hoffmann di Offenbach diretta da Richard Bonynge, a Venezia e Salisburgo nella Juditha Triumphans di Vivaldi diretta da Claudio Scimone, e al Festival di Istanbul prima nel ruolo del titolo dell’Orfeo di Bertoni diretto da Scimone con la regia di Pier Luigi Pizzi, e poi come Irene nel Bajazet di Vivaldi con la regia di Pizzi diretta da Fabio Biondi.


Sono seguiti altri prestigiosi impegni in importanti istituzioni musicali: il Concertgebouw di Amsterdam e l’Accademia Chigiana di Siena per Giustino e Arminio di Vivaldi dirette da Alan Curtis, il Festival di Martina Franca con La Zingara di Donizetti, il Festival Internazionale di Edinburgo con la Zelmira di Rossini per Opera Rara, il Teatro Filarmonico di Verona per Il Barbiere di Siviglia con Juan Diego Florez, l’Opera di Roma per Faust, il Theatre des Champs-Elysèes di Parigi per Orlando Finto pazzo di Vivaldi.


Tra i suoi ultimi impegni ricordiamo: gli acclamatissimi debutti nella Cenerentola di Rossini al Petruzzelli di Bari (dove è ritornata anche con un trionfale Barbiere di Siviglia) e al Teatro Regio di Torino con la regia di Ronconi, quello nel ruolo di Ottavia nella Incoronazione di Poppea di Monteverdi diretta da Rousset con la regia di Graham Vick alla Maestranza di Siviglia, i Mottetti di Vivaldi al Festival di Ambronet, Il Vero omaggio e La Gazzetta con la regia di Dario Fo al Rossini Opera Festival di Pesaro, Pia de’ Tolomei alla Royal Festival Hall di Londra e Il diluvio universale di Donizetti al Theatre Royal Drury Lane con Opera Rara, Bajazet di Vivaldi alla Wiener Konzerthaus e a Yokohama diretta da Fabio Biondi, Italiana in Algeri all’Opèra de Toulon, una incisione della Maria Stuart di Mercadante per Opera Rara, Petite Messe Solennelle di Rossini a Nantes ed Angers diretta da Aldo Ceccato, Le bel indiferent con la regia di Davide Livermore per il Teatro Stabile di Torino.


La sua discografia comprende: La rimembranza, La partenza, Il primo dolce affanno, L’esule di Granata, Pia de’ Tolomei, Il diluvio universale, Elisabetta regina d’Inghilterra e Zelmira per Opera Rara, Juditha Triumphans per Warner Fonit e Arminio per Virgin Classics.


 

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