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Spoleto - Cronaca, 17 Gennaio 2008 alle 20:43:45

PORETA L’ippodromo nel deserto   photogallery

[Video]

Arrivando nella area del fu-progetto ippodromo di Poreta si ha l’impressione di entrare in un parco giochi tipo Disneyland, dove si passeggia facendo shopping tra la foresta di Biancaneve, il Paese delle Meraviglie e il castello stregato.


Si gira dietro una normale casa di campagna, insomma, e si è catapultati inaspettatamente in Arizona,




un deserto di ghiaia e rocce, assolutamente artificiale ma non privo di una sua bellezza.

 

 




 


- Ma qualcuno si interessa a questa cava? – domando al proprietario della casa con vista sui canyons.

- Non è una cava – corregge la persona che mi accompagna.

 -  Quasi più nessuno –  risponde il mio interlocutore, indifferente alla definizione – ormai solo Zaffini viene a vedere qualche volta.

Il luogo, ripeto, non è privo di bellezza, potrebbe essere un set per un seguito di Guerre Stellari, potrebbe essere cento altre cose,  ma non sembra un luogo per corse di cavalli. Al massimo di cammelli.  Non ci vedrei bene nemmeno le quadrighe di Ben-Hur.


Eppure il Piano Regolatore del 1988 lo destinava ai servizi sportivi. 

   
Il terreno, in sostanza, pur trovandosi nel Comune di Spoleto, è proprietà della regione. 

Ed è quest’ultima, ormai poco meno di dieci anni fa, a bandire la gara  per realizzare l’ippodromo regionale.


La gara viene vinta da una ditta, la Sogit, che si occupa presumibilmente di cavalli, ma non di movimenti di terra, e così incarica la Asso di Giuseppe Mannaioli di provvedere alle operazioni  di scavo.


Tutto sembra filare tranquillo, almeno a livello amministrativo, fino all’inizio dei lavori per la superstrada


Intorno al 2001 viene stipulata la Convenzione che vincola la ditta a vendere il materiale di scavo – vale a dire la ghiaia – a circa 3.000 lire al metro cubo, pari al costo dell’escavazione più quello del trasporto.  La ghiaia dovrà essere utilizzata esclusivamente per riambientare cave chiuse o per strade in costruzione in ambito regionale.


Non è roccia diamantifera, certo, ma un suo valore ce l’ha, soprattutto se si pensa all’enormità dello scavo, circa 30 ettari e fino a 25 metri di profondità, forse oltre. Si è parlato di 1 milione e 600mila metri cubi di breccia asportata.

Da notare che il prezzo di mercato del materiale è di circa 30.000 lire. 

I lavori proseguono e il Comune vigila affinché, nell’ambito del suo territorio, la convenzione venga rispettata.


Terminano infine i lavori della superstrada, lo scavo prosegue ancora e il materiale continua ad essere portato fuori. Il comune di Spoleto ora non è più in grado di controllare se la ghiaia viene utilizzata come previsto dalla convenzione, o se viene venduta diversamente. 


Qualcosa di improprio però sta accadendo. Comincia  a spargersi la voce che gli altri proprietari di cave hanno difficoltà a vendere.  Concorrenza sleale?


Il Comune di Spoleto presenta un esposto alla Guardia di Finanza chiedendo di verificare la destinazione del materiale.  


Siamo ormai al 2003, e è l'anno dell'"ipposcandalo", con dei controlli di regolarità fiscale che portano a un'ipotesi di disastro ambientale.


La procura della repubblica di Spoleto indaga.


Inizia l’odissea dei sequestri e dissequestri del cantiere.  


L’allora assessore Comunale Cintioli fa presente che il terreno è della Regione, non del Comune. Il Comune ha approvato il progetto per l'ippodromo e controllato che la vendita della breccia avvenisse in base alle modalità stabilite.

Gli abitanti di Poreta da parte loro precisano che dell’ippodromo non sanno che farsene, ma vogliono che lo sbancamento venga riambientato e venga esclusa la possibilità di realizzarvi una discarica.

Le indagini portano ad una ipotesi di reato che spazia dal disastro ambientale alla truffa all’illecito arricchimento.


Alla fine di luglio di quest’anno  l’intera giunta comunale a suo tempo in carica viene rinviata a giudizio, insieme alla ditta Mannaioli, al progettista, ai responsabili dell’urbanistica del comune di Spoleto, ai tecnici della provincia.

La regione invece non risulta coinvolta nell’ipotesi accusatoria.

Nel luglio 2007 il Gip accoglie la richiesta di 18 rinvii a giudizio, così come formulata dalla procura. La prima udienza quella di oggi.


 

scc


Per gli amanti degli approfondimenti, inserisco il link a un articolo apparso su SOL il 21 marzo 2003.  http://www.spoletonline.com/index.php?sezione=articolo&azione=leggitutto&id=4300&from=articolo&paginafrom=

 



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