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Edizione del 23 Ottobre 2017, ultimo aggiornamento alle 19:05:08
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GLI "AMICI DI AGLIANO" RIDANNO VITA ANCHE AL VECCHIO LAVATOIO Il sindaco Pacifici: il paese è simbolo di quella montagna che ha voglia di sentirsi protagonista di un territorio ricco di testimonianze storico-ambientali

Anche il vecchio lavatoio,dove le donne di Agliano si incontravano per scambiarsi le ultime notizie di una vita fatta di cose umili e tanta sofferenza, è tornato ad essere il simbolo della tenacia con cui il Comitato degli “Amici” della frazione di Campello sul Clitunno ha voluto restituire alla sua funzione di luogo di incontro quel manufatto semi diroccato dal terremoto. “La vostra tenacia ed il grande lavoro di squadra – ha detto il sindaco Paolo Pacifici rivolgendosi ad una piccola folla riunita per l'occasione – sono state premiate. Agliano in questo momento è un po' il simbolo di quella montagna che ha voglia di sentirsi nuovamente protagonista di un territorio ricco di testimonianze storiche ed ambientali”. E l'orgoglio di appartenenza alla montagna è stato sottolineato anche dal presidente della Comunità Montana, Vincenza Campagnani. Dalla fontana, cui è stata impartita la benedizione dal parroco don Dante Ventotto, è ripresa a zampillare la fresca acqua delle sorgenti di Fonte Santa. Ma il simbolo di una rinascita finalmente completata è anche la strada completamente ristrutturata lungo il tratto che dal monumento all'eccidio del 1944 conduce al borgo quattrocentesco. Ed il presidente degli “Amici di Agliano”, Mario Tiriemmi, che ha fatto gli onori di casa ai tantissimi ospiti giunti anche da fuori Regione, tra i quali il consigliere di Corte di Appello, Roberto Laudenzi ed il direttore della Vus, Walter Rossi, non ha nascosto un pizzico di commozione nel mostrare i risultati dell'impegno del suo comitato. Che ha dato appuntamento alla seconda ed ultima giornata ecologica in programma sabato prossimo.  

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TRE VALLI: ZAFFINI (AN-PDL) ATTACCA LA GIUNTA "Non è tra i suoi piano. Inutile rivolgersi al Governo se il progetto non è stato inoltrato agli uffici competenti"

Si svela l'arcano della “Tre valli”: non ci sono i soldi e non rientra certamente tra le priorità delle infrastrutture umbre. E' lo stesso assessore Mascio ad ammetterlo candidamente, durante il consiglio di questa mattina, rispondendo all'interrogazione del capogruppo di An-Pdl, Franco Zaffini. La question time, portata in aula dal consigliere di Alleanza Nazionale, chiedeva all'amministrazione regionale di conoscere le intenzioni della Giunta in merito al completamento della Tre valli e soprattutto, se il progetto, già peraltro messo a disposizione dalla Carispo nel 2006, fosse stato trasmesso agli organi competenti per i pareri. “Le risposte dell'assessore alle infrastrutture, in seria difficoltà nel confessare la noncuranza della Giunta, destano non poche perplessità – spiega Zaffini – perchè manifestano il più lampante disinteresse nei confronti della Spoleto –Acquasparta. E' evidente che dietro al mancato trasferimento degli atti a tutti i soggetti previsti dall'iter della legge obiettivo per la loro valutazione, ci sia una volontà politica che non intende procedere verso il completamento del tratto stradale. Inutile poi- continua l'esponente di An-Pdl- che i colleghi della sinistra si scaldino tanto se la Camera di commercio non inserisce la Tre valli nel focus infrastrutture, quando oggi abbiamo avuto la conferma che l'opera non si farà perché è così che vuole la stessa Lorenzetti e l'amministrazione da lei guidata” Nel botta e risposta con Mascio, mentre uno sbigottito Cintioli sembrava cadere dalla nuvole, nell'apprendere che il ‘funerale alla Trevalli' era stato fatto da tempo tra le mura di palazzo Donini, Zaffini ribadisce il suo impegno a sottoporre il progetto dell'infrastruttura all'attenzione del nuovo Governo che, già nel 2001, con la medesima maggioranza di centro-destra, l'aveva inserita tra gli interventi della ‘legge obiettivo'. “Per sostenere le ragioni della Trevalli con il ministro Matteoli – asserisce il rappresentante di An in consiglio- è necessario che l'iter burocratico del progetto faccia il suo corso regolare e tempestivo, affinché vengano espressi i pareri prescritti. Ma oggi- prosegue- è stata data dimostrazione che un'opera utile e fattibile, come il raccordo spoletino per la E-45, non è tra i piani di questa amministrazione, la stessa che in campagna elettorale se ne è servita per acquisire consensi, senza poi dar seguito alle promesse fatte: compagno pinocchio!”

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  QUINTANA- “GAREGGIAR DEI CONVIVI” -LA SFIDA ENOGASTRONOMICA PUNTA SUL CINGHIALEDEFINITO IL CALENDARIO DELLE SERATE  

 E’ il cinghiale, progenitore del maiale domestico, il tema fisso del “Gareggiar dei Convivi”, il 33° concorso gastronomico rionale organizzato dall’Ente Giostra della Quintana di Foligno in scaletta per i giorni 1, 2, 3 e 8, 9 settembre 2008. Un appuntamento tradizionale quanto qualificante perché vede i dieci Rioni della città impegnati nella preparazione di piatti con prodotti tipici dell’Umbria, con i vini di accompagnamento ai piatti e l’olio extravergine di oliva utilizzato per la loro esecuzione prodotti anch’essi nella regione. Ai fini della classifica finale, stilata da parte di una giuria specializzata (composta da uno storico, un gastronomo, un sommelier) sono oggetto di valutazione il secondo piatto, il “Piatto di gara”, il vino, l’allestimento scenografico, coreografico, storico. Il “Piatto di Gara” deve essere comunque inserito in un menù completo (il quale però non è oggetto di valutazione) e sia il “Piatto di gara” che tutte le altre portate del menù, devono essere preparate con ingredienti di base conosciuti nel Seicento. Dunque con la Quintana anche i profumi e i sapori dell’ospitalità e della quotidianità, intesi come lettura di un periodo storico che ha promosso la magnificenza del nostro territorio. “La scelta dell’ingrediente effettuata dalla Commissione Artistica insieme al Comitato Scientifico – spiega l’architetto Stefano Trabalza, presidente della Commissione Artistica dell’Ente Giostra - non è evidentemente casuale, tenuto conto che il cinghiale è una ‘presenza’ storicamente documentata sia sul territorio che nelle mense. Basti considerare che proprio il cinghiale compare spessissimo nell’iconografica che riproduce le tavole imbandite del Cinque-Seicento a testimoniare la diffusione di questa pietanza nel menù di questo secolo, anche perché poi frequentissimo nei nostri boschi”. Il tema ufficiale del “Gareggiar dei Convivi” è dunque questo: “La stagion del Porco Cignale è da sempre per tutto febraro, è caldo e humido, e di dura digestione, e chi ne magna faccia essercitio”. Lafrase è tratta da “Il Trinciante” di Vincenzo Cervio. La Commissione Artistica ha pure proceduto al sorteggio per l’ordine delle serate dedicate al “Gareggiar dei Convivi” nei dieci rioni:   Il calendario 1 settembre: ore 20.30 Ammanniti, ore 22.30 Morlupo 2 settembre: Pugilli, Croce Bianca 3 settembre: La Mora, Spada 8 settembre: Cassero, Contrastanga 9 settembre: Giotti, Badia    

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MARIA RITA, LE BANDE, I DIBATTITI E  SPETTACOLI INTERESSANTI DA SEGUIRE....

Se il dibattito suscitato dalla questione relativa all'opportunità o meno di inserire nel programma del Festival dei Due Mondi le bande musicali fosse stato altrettanto vivace e duraturo per ben altre questioni sollevate su spoletonline che invece, ahimè, non hanno avuto il ben che minimo seguito,sarebbe stato un confortante segno di civiltà e di partecipazione sociale che purtroppo non ho registrato. L'interesse e la partecipazione purtroppo difficilmente varcano i confini di ciò che accade e coinvolge una ristretta cerchia di persone; su questo giornale sono stati lanciati molti spunti di riflessione su temi di carattere generale che investono la nostra società (pedofilia, inquinamento ambientale, sanità, morti sul lavoro ecc.) ma mai ho notato tanto fervore come per le bande musicali o per le polemiche tra commercianti e residenti del centro storico. In perfetta linea di coerenza con ciò si inserisce la scarsa presenza degli spettatori alle manifestazioni del festival che visto il costo abbordabile dei biglietti non so proprio come spiegare. Si è detto che gli spettacoli sono troppo di nicchia ma non mi sembra che quelli scelti per i programmi delle edizioni precedenti  fossero molto popolari! Inviterei i cittadini ed i visitatori della città a ad andare a vedere gli spettacoli senza spaventarsi magari davanti a un titolo difficile o a un testo francese, ci possono essere delle sorprese davvero piacevoli come nel caso degli spettacoli Perthus o Je t’aime de deux amours: provare per credere!MRC

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LUCA RONCONI ALLE 12.30 HA INCANTATO TUTTI IN CONFERENZA STAMPA PRESSO LA TERRAZZA DELL'HOTEL DEI DUCHI fotogallery

Luca Ricci   "Le nostre convinzioni sono i fantasmi che ci abitano" Cosi il maestro Ronconi liquida la domanda su ..Perchè Ibsen? Luca Ronconi e Giorgio Ferrara vicini seduti e sorridenti a parlare e rispondere cordialmente ai giornalisti della loro storia del loro vissuto professionale di quell'Orlando Furioso tanto odiato da Menotti e tanto amato dal mondo intero...Passato presente e futuro. Quel passato di avanguardia assoluta e questo presente privo di certezze e pieno di ricerca sotto l'egida del principio :L'assoluto mi annoia sperimentare tutto mi diverte, anche cio' che non amo. A febbraio Ferrara riceve l'incarico di organizzare il Festival e Ronconi aderisce alla proposta del neo direttore artistico di portare il suo lavoro all'edizione 2008 del festival dei 2 Mondi di Spoleto . Poco tempo per organizzare uno spettacolo canonico vero e proprio e l'idea e' stata quella di portare l'anima dello spettacolo ovvero gli attori della scuola di perfezionamento da lui fondata a Santa Cristina di Gubbio e la loro ricerca in fieri ed in atto.Saranno delle lezioni aperte che certamente lasceranno un profondo strascico emotivo in chi parteciperà. Ogni anno si ragionerà su un autore e si lavorerà su suoi parti teatrali . quest'anno Ibsen e soprattutto 4 suoi lavori ( La donna del mare, gli spettri , casa di bambole ...)coinvolgeranno Luca Ronconi e gli attori del Centro Teatrale di Santa Cristina.Le domande piu' coinvolgenti sono state poste con grande profondita e sensibilità da Matilde Tortora docente di critica e storia del cinema, appena arrivata da Parigi per assistere alla conferenza stampa e alle lezioni di Luca Ronconi. ecco i nomi degli artisti che partecipano all'evento. Francesca CiocchettiPasquale Di FilippoAlessandro GenovesiCristian GiammariniMariangela GranelliMarco GrossiMichele MaccagnoStefano MorettiCristiano NoceraPilar Pèrez AspaIrene PetrisOlga RossiUmberto Terruso     Segue la comunicazione ufficiale del Festival:   Con l’edizione 2008 del festival di Spoleto inizia una importante collaborazione con Luca Ronconi e la Scuola di perfezionamento per attori da lui diretta insieme a Roberta Carlotto a Santa Cristina (Gubbio). In accordo con la nuova direzione del Festival infatti, il Centro Teatrale di Santa Cristina presenterà ogni anno alcuni momenti del proprio lavoro nell’ambito della programmazione Festival di Spoleto. Per il 2008 Luca Ronconi ha scelto di lavorare con un gruppo di attori con cui ha condiviso anni di ricerca e formazione, e di presentare per il pubblico del festival di Spoleto, non uno spettacolo, o un saggio/laboratorio, bensì delle "lezioni aperte" sulla drammaturgia di Ibsen.Si vuole quindi offrire l’opportunità unica di osservare il "metodo Ronconi" in azione, ovvero il lavoro di interpretazione che si compie di volta in volta insieme agli attori, con l’intento di mostrare quel processo di creazione che resta sempre nel chiuso delle sale prove. Delle lezioni aperte, che si svolgeranno nell’arco del pomeriggio e della sera, dove gli spettatori potranno assistere ogni giorno a momenti diversi del lavoro, scegliendo liberamente il tempo di permanenza nell’osservazione di come Ronconi lavora con gli attori su alcuni brani di testi teatrali.Come osserva Ronconi "la nostra presenza a Spoleto 2008 non si concretizzerà in uno spettacolo ma avrà come protagonista l’Associazione Santacristina e il nostro modo di lavorare, di essere nel teatro. Per quattro giorni porteremo a Spoleto il nostro modo di lavorare, dal mattino alla sera, di confrontarci, lasciando le porte aperte per mostrare a tutti quelli che vorranno vedere quello che noi facciamo da quando siamo nati. Secondo lo Statuto che ci siamo dati la nostra Associazione ha nei suoi compiti istituzionali quello di produrre spettacoli e di tenere dei corsi. Ma come collante fra gli uni e gli altri c´è quella che considero la nostra identità più profonda: dare la possibilità a degli attori e a dei registi professionisti, più o meno giovani, di riunirsi per un periodo dell’anno a discutere, a ragionare, in un luogo accogliente, attorno a un tema che riguarda il nostro lavoro, ponendoci, di volta in volta, delle domande che possono essere di tipo tecnico, interpretativo, drammaturgico. (…)Lavoreremo su di un tema affascinante: gli scambi fra letteratura e teatro, come opere che nascono per la scena decadano dal punto di vista della rappresentabilità e si trasformino, nel corso del tempo, in letteratura e viceversa. È proprio da qui che nasce la domanda su come rapportarsi, da attori e da registi, con questo cambiamento. Punteremo dunque la nostra attenzione su autori logorati dalla tradizione nei confronti dei quali spesso sentiamo la necessità di prendere le distanze sia dal loro canone rappresentativo consolidato sia dal cercare di rinnovare a tutti i costi. All’inizio pensavo a tre o quattro autori, che poi ho ridotto ai soli Brecht e Ibsen, ma alla fine mi sono deciso per Ibsen che mi pare possa offrire più di una possibilità per approfondire, verificare quanto detto finora. (…) Molto meglio, allora, cercare di vedere come delle figure che appartengono al mondo e alla società dei tempi di Ibsen - per esempio la Nora di ´Casa di bambola´, con il passare degli anni diventino delle figure mitologiche il cui legame con la vita reale si attenua mentre se ne stabiliscono altri. Mi sono sempre chiesto se in una drammaturgia estremamente compatta come quella ibseniana ogni commedia non sia, in realtà, un´altra storia ´figliata´ dalla precedente. Per esempio rispetto a ´Casa di bambola´ con i suoi due finali - Nora che se ne va, Nora che resta - che suggeriscono due destini diversi, un testo come Spettri dà l’impressione di essere stato scritto come risposta alla domanda: che cosa sarebbe successo se Nora invece di andarsene fosse rimasta accanto al marito prigioniera delle convenzioni?"  

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BIGLIETTI D’ORO PER IL TEATRO: IL PRESTIGIOSO PREMIO VENERDI' 11 LUGLIO 2008 AL TEATRO ROMANO DI SPOLETO conferenza stampa di presentazione Stagione 2007/2008 giovedì 3 luglio 2008, alle ore 12.00 a Roma

Biglietti d’Oro del Teatro -Stagione 2007/2008 : i vincitori del premio vengono resi noti giovedì 3 luglio 2008, alle ore 12.00 a Roma, presso la sede Agis(Via di Villa Patrizi, 10)   intervengono Alberto Francesconi Presidente dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo Giuseppe Ferrazza Presidente dell’Ente Teatrale Italiano Giorgio Ferrara Presidente della Fondazione Festival dei Due Mondi e Direttore artistico di “Spoleto 51” ealcuni degli artisti premiati che riceveranno il Biglietto d’Oro l’11 luglio p.v., in una serata di Gala nell’ambito del Festival di Spoleto     Il premio “Biglietti d’oro per il teatro” nasce su iniziativa dell’Agis nel 1984 e si svolge fino al 1997 prima al Teatro Antico di Taormina, poi a Roma, al Teatro Quirino, e infine a Parma, al Teatro Farnese e al Teatro Regio. Tutte le edizioni hanno avuto ampia eco mediatica e una partecipazione di artisti, autori e registi ai massimi livelli del teatro italiano. Significativa anche la larga presenza di pubblico. Dopo un periodo di sospensione, i “Biglietti d’oro per il teatro” riprendono per la stagione 2007/2008 e si svolgono, su impulso del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, venerdì 11 luglio 2008 al Teatro Romano di Spoleto, a cura dell’Agis e dell’Eti, in collaborazione con il Festival dei Due Mondi. I “Biglietti d’oro per il teatro” sono assegnati sulla base del numero dei biglietti venduti dagli spettacoli teatrali, nei diversi generi e per le diverse tipologie di imprese di produzione, distribuzione ed esercizio, secondo i risultati della Borsa Teatro pubblicata dal Giornale dello Spettacolo, con la collaborazione della Siae. I premi vengono attribuiti secondo un regolamento approvato da un comitato, presieduto dal Direttore generale dello spettacolo dal vivo e costituito dai Presidenti dell’Agis, dell’ETI, della SIAE, della Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto. “Sono particolarmente lieto di poter offrire la nostra collaborazione alla ripresa dei “Biglietti d’oro per il teatro”, dichiara Alberto Francesconi, presidente dell’Agis. “Questa iniziativa ha infatti degnamente accompagnato per quasi un quindicennio la vita del teatro italiano ed è stata onorata dalla presenza delle più famose e prestigiose professionalità della nostra scena, oltre che dalla presenza di un grande ed entusiastico pubblico. Rilanciare questo evento con la collaborazione dell’Eti e dal palcoscenico del Festival dei Due Mondi di Spoleto è ulteriore motivo di soddisfazione per l’Agis e prima ancora per tutti gli operatori teatrali italiani che con tanta passione e capacità professionale svolgono il loro ruolo, spesso in situazioni obiettivamente non facili”. «L’Ente Teatrale Italiano – sottolinea il presidente dell’Eti, Giuseppe Ferrazza - partecipa con entusiasmo alla rinascita dei Biglietti d’oro, fortemente voluta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che l’ha resa possibile con il suo sostegno. Questo riconoscimento, assegnato a quegli artisti, alle compagnie e agli spettacoli capaci d’incontrare il favore del pubblico, ci mostra tutta la vivacità del teatro, la sua capacità immutata di emozionare e coinvolgere ogni singolo, diverso spettatore. Un Premio importante, che non a caso sceglie nel suo rilancio la nuova stagione del Festival di Spoleto, rassegna che ha segnato e segnerà ancora la storia dello spettacolo non solo in Italia».

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Caffè Concerto Strauss nella città, dal 1 al 12 luglio Al Festival dei 2 Mondi di Spoleto

È un gruppo orchestrale di solisti che propone, con esemplari esecuzioni virtuosistiche, repertori sia cameristici sia di intrattenimento, secondo i moduli stilistici ed interpretativi della tradizione mitteleuropea delle kaffe-hausen, con tutta l’intrinseca ricchezza delle variabili di suono, cronologia, costume.  L’intento del gruppo è quello di imporsi come punto di sutura fra la musica cosiddetta “colta” e quella di più immediata presa, intrisa di appetibilità evocativa e di ritmi entusiasmanti.Unico nel suo genere, Caffè Concerto Strauss si caratterizza per lo stile che accomuna spontaneità, briosità, comunicativa, a capacità tecnico-esecutive frutto della matura preparazione accademico-classica dei suoi componenti.

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CLEMENTE MASTELLA A SPOLETO

Luca Ricci   Cosa faceva Clemente Mastella ieri a Spoleto??? Semplicemente prendeva parte a un evento programmato dal'organizzazione del Festiva dei Due Mondi circa 2 mesi fa, ed evincibile dal sito del Festival ..vedi link.  Clemente Mastella ed Emanuele Macaluso erano stati invitati a partecipare al dialogo sulla democrazia che si è tenuto nei giorni 29 e 30 giugno alle 19.30. Alla fine della rappresentazione è andato a cena come tutti gli esseri umani in compagnia di chi gli pareva , e poi e' andato a dormire con la macchina perche' a piedi e' faticoso tornare a Ceppaloni..Aveva con sè una nutrita scorta di  body gard che ancora compete al suo  ex ruolo, un privilegio costoso ma siamo in tanti a pagare che nemmeno ce ne accorgiamo.

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IL CINEMA A SPOLETO  ECCO  TUTTA LA PROGRAMMAZIONE ALLA SALA FRAU : Ingresso libero

martedì 1 luglio11:00 - Fados di Carlos Saura (2007, 90´)15:00 - I Pagliacci-Amore Tragico di Mario Costa (1948, 81´)17:00 - Tout près des étoiles: Les danseurs de l´Opéra de Paris di Nils Tavernier (2001, 100´)19:00 - Sipario di Ottavio Ciro Zanetti (2006, 32´)20:00 - L´Orlando Furioso di Luca Ronconi (1974, 290´)   mercoledì 2 luglio11:00 - Il Mercante di Venezia di Michael Radford (2004, 124´)15:00 - Nureyev alla scala di Claudio e Dino Risi (2005, 76´)17:00 - Don Chischiotte di Maurizio Scaparro (1984, 100´)19:30 - La vie en rose di Olivier Dahan (2007, 140´)22:30 - Traviata ´53 di Vittorio Cottafavi (1953, 105´) giovedì 3 luglio11:00 - Un amleto di meno di Carmelo Bene (1973, 96´)15:30 - Don Giovanni di Carmelo Bene (1970, 75´)17:30 - Anteprima: Ballet Russes di Daniel Geller e Dayna Goldfine (2005, 118´)20:00 – The Red Shoes di Michael Powell (1948, 133´) 22:45 - Farinelli-Voce Regina di Gérard Corbiau (1994, 110´) venerdì 4 luglio11:00 - Anteprima: Ballet Russes di Daniel Geller e Dayna Goldfine (2005, 118´)15:30 - Cappello a cilindro di Mark Sandrich (1935, 99´)17:30 - Caruso. Leggenda di una voce di Giacomo Gentilomo (1951, 112´)20:00 - La bisbetica domata di Franco Zeffirelli (1967, 126´)22:30 - Caccia alla vedova di Giorgio Ferrara (Italia, 78´) sabato 5 luglio11:00 - Salomé di Carmelo Bene (1972, 80´)15:00 - La terra del melodramma di Vittorio Carpignano (1947, 9´)15:30 - Il Barbiere di Siviglia di Mario Costa (1947, 85´)17:30 - Omaggio A Maurice Béjart: B Comme Béjart di Marcel Schϋpbach (2002, 95´)20:00 - Noi tre di Pupi Avati (1984, 88´)22:00 - Riccardo III-Un uomo, un re di Al Pacino (1996, 109´) domenica 6 luglio11:00 - Riccardo III-Un uomo, un re di Al Pacino (1996, 109´) 20:00 - L´Orlando Furioso di Luca Ronconi (1974, 290´) lunedì 7 luglio11:00 - Il Mercante di Venezia di Pierre Billion (1953, 100´)15:00 - Othello di Oliver Parker (1995, 124´)17:30 - Ballando Ballando di Ettore Scola (1983, 100´)20:00 – Carmen di Francesco Rosi (1984, 152´)23:00 - The Company di Robert Altman (2003, 112´) martedì 8 luglio11:00 - The Company di Robert Altman (2003, 112´)15:00 - Due vite una svolta di Herbert Ross (1977, 119´)17:30 - Tosca e le altre due di Giorgio Ferrara (2003, 105´)20:00 - Otello di Orson Welles (1952, 92´)22:00 - Il flauto magico di Kenneth Branagh (2006, 133´) mercoledì 9 luglio11:00 - Il flauto magico di Kenneth Branagh (2006, 133´)15:30 - La Farina del diavolo: Pina Bausch di Paolo Calcagno (2004, 54´)17:00 - Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli (1968, 138´)20:00 - Omaggio a Maurice Béjart: B Comme Béjart di Marcel Schüpbach (2002, 95´)22:00 - Shine di Scott Hicks (1996, 110´) giovedì 10 luglio11:00 - Shine di Scott Hicks (1996, 110´)15:00 - Sartoria Tirelli - Vestire il Cinema di Gianfranco Giagni (2006, 54´)21:00 - Melodie eterne di Carmine Gallone (1940, 97´)23:00 - Kean, genio e sregolatezza di Vittorio Gasmann (1957, 86´) venerdì 11 luglio10:30 - Bolero di Claude Lelouch (1981, 173´)15:30 - Cavalleria Rusticana di Amleto Palermi (1939, 75´) 17:30 - Omaggio a Maria Callas: Callas Forever di Franco Zeffirelli (2002, 104´)20:00 - Omaggio a Maria Callas: Callas Assoluta di Philippe Kohly (2007, 98´)22:00 - Come vi piace di Kenneth Branagh (2006, 117´) sabato 12 luglio11:00 - Come vi piace di Kenneth Branagh (2006, 117´)15:30 - Carmen Story di Carlos Saura (1983, 102´)17:30 - Edipo Re di Pier Paolo Pasolini (1967, 110´)20:00 - Ginger e Fred di Federico Fellini (1985, 126´)22:30 - Sogno di una notte di mezza estate di Michael Hoffman (1999, 116´) domenica 13 luglio11:00 - Molto rumore per nulla di Kenneth Branagh (1993, 111´)15:30 - Riccardo III di Richard Loncraine (1995, 104´)17:30 - Romeo and Juliet di Paul Czinner (1966, 124’)20:00 - Enrico IV di Giorgio Pàstina (1944, 88´)22:00 - Amadeus di Milos Forman (1984, 153´)   lunedì 30 giugno                     Ingresso gratuito 11:00 - Amor nello specchio di Salvatore Maira (1999, 104´)18:00 - Il giovane Toscanini di Franco Zeffirelli (1988, 109´)20:30 - La Tosca di Luigi Magni (1973, 104´)22:45 - Rossini! Rossini! di Mario Monicelli (1991, 124´) Si ringrazia: Alphaville, BIM, Cineteca Nazionale, Cineteca di Bologna, CULT, IIF, Istituto Luce, LAB 80, Latido Films, Lucky Red, Medusa, Mikado, MK2, 01 Distribution, RAI Teche, Ripley’s Film, 20TH Century Fox, Titanus, MK2, Mikado. Un ringraziamento particolare a: Alexandra Della Porta Rodiani, Valerio De Paolis, Osvaldo De Santis, Gianluca Farinelli, Gian Mario Feletti, Guido Lombardo, Fulvio Lucisano, Filippo Roviglioni, Massimo Saidel, Barbara Scaramucci, Sergio Toffetti   

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E ANCORA  SULLE BANDE MUSICALI...

Suscita stupore e tristezza in chi scrive leggere la seguente affermazione: festival sta alle bande musicali come l’ Estate Spoletina sta alla sagra della Zampogna. La ritengo offensiva nei confronti di tutte le persone che si prodigano a tenere viva una tradizione culturale che è presente in gran parte del territorio nazionale. La “banda” non è quella Bassotti: ha divulgato e divulga la musica nei piccoli centri altrimenti esclusi dai grandi circuiti preposti a questo scopo, è presente nelle ricorrenze civili e religiose importanti, è il collante fra le diverse generazioni rappresentate al suo interno, è un’occasione di aggregazione, di esperienze comuni. Voglio ricordare che prestigiosi strumentisti a fiato di importanti orchestre lirico-sinfoniche italiane provengono tutti dalla scuola della banda, dove hanno avuto modo di appocciarsi alla musica e allo strumento per poi compiere l’iter formativo presso i conservatori. Tali strumentisti sono contesi e invitati anche da famose formazioni orchestrali europee. Per tornare all’evento di sabato 28 giugno, è chiaro che non si richiedeva alle bande un’esecuzione artistica di grande qualità: si chiedeva semplicemente di porgere un saluto al nuovo corso del Festival. Il saluto e l’augurio di buon inizio veniva non solo dalla città di Spoleto ma anche da altri comuni della regione rappresentati nell’occasione da bande, sindaci e assessori.   Alfredo Natili Direttore Filarmonica “ Città di Narni”

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SANDRO FUMINI: A PROPOSITO DI BANDE...

Non ho seguito molto attentamente la discussione sulle bande musicali al Festival....ma voglio mostrare il mio pensiero semplicemente riconducendovi ad un link YouTube ...andatelo a vedere, e divertitevi....perchè in un Festival l'importante è questo....divertirsi e sentirsi coinvolti, contestualmente o meno al tipo di Festival.http://www.youtube.com/watch?v=cLznCu2Tw_4&feature=relatedCon AmiciziaSandro Fumini

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  OTTIMA PERFORMANCE DEI TRE PUGILI DELLA BOXE SPOLETO CONTRO L’UNGHERIA 

 La Boxe Spoleto ha contribuito in maniere determinante alla formazione della rappresentativa regionale dell’ Umbria che sabato scorso a Sangemini ha affrontato una interessante rappresentativa dell’Ungheria. Infatti dei sette pugili Umbri ben tre erano i portacolori della A.S.D. Boxe Spoleto e cioè il peso welter Khadivi Dariush, il superwelter Ndreca Gjon ed il peso medio Francesco Venturi. Come abbiamo avuto modo di dire anche in altre occasioni, nessuno è profeta in patria e allora abbiamo anche stavolta potuto assistere a delle defaiance arbitrali  non di poco conto. Ma la soddisfazione è stata comunque notevole in quanto la vittoria  per RSCI da parte dello spoletino Ndreca Gjon contro il più esperto avversario, l’ungherese Nyori Norbert, è stata come la ciliegina sulla torta. Dopo tre intensissime riprese il pugile ungherese al gong dell’inizio del quarto round non si alzava dallo sgabello abbandonando così il combattimento. Il verdetto di parità comminato al nostro Khadivi Dariush è stato accolto dal folto pubblico presente con una bordata di fischi vista la superiorità netta dimostrata dallo spoletino specialmente nelle ultime tre riprese. Infatti nel corso della terza ripresa, alla fine di uno scambio spettacolarmente intenso, lo spoletino infliggeva un clamoroso KO al suo avversario, l’ungherese File Roland, che aveva al suo attivo più di cinquanta combattimenti.  L’ungherese  a stento riusciva a completare il round e allo stesso modo il combattimento. I tra giudici Umbri (!!!!) in un eccesso di  antipatriottismo decretavano il pari. L’unica sconfitta è stata quella riportata da Francesco Venturi che aveva come avversario il più forte pugile della rappresentativa Ungherese, Szabo  Laszlo, con circa 85 combattimenti all’attivo.. Un match assolutamente equilibrato, all’insegna del più puro tatticismo. A detta dei più il verdetto più giusto, anche per l’equilibrio che ha coronato tutto il match sarebbe stato quello di un buon pareggio ottenuto al termine di un combattimento tra due tecnici. Di diverso avviso evidentemente è stata la giuria dell’ Umbria (!!!). In conclusione si è trattato di una buona trasferta che ha permesso ancora una volta di poter apprezzare il valore dei pugili della Boxe Spoleto.  Avere tre pugili della stessa società a dare corpo ad una Rappresentativa regionale è già di per sé il sintomo di quanto sia vitale il movimento pugilistico della Società sportiva dello Sponsor Massimiliano Baronci.

Le soffitte di SOL

PREVISIONI DEL TEMPO

Avviso: nubi verticali fino a mercoledì, poi bel tempo fino a domenica.  previsione per martedì 1 luglio 2008 Al mattino sereno, nubi verticali nel pomeriggio con qualche rovescio, sereno in serata. Temperatura stazionaria. Venti deboli da nord.  Luigi    Colombi

Le soffitte di SOL

SENZA MAGIA RIMANE SOLO L'ANGOSCIA DI VIVERE...E IERI AL TEATRO ROMANO DI MAGIA CE N'ERA TANTA .Je t’aime de deux amours FOTOGALLERY

Uno spettacolo musicale di rara bellezza coinvolgente e penetrante.Gli spettatori hanno testimoniato il loro apprezzamento chiedendo ben 2 bis, che gli artisti hanno volentieri concesso nonostante non avessero preparato un secondo brano, che li ha "costretti" ad improvvisare forse uno dei pezzi più belli della serata.Un viaggio nel tempo e nello storia del pensiero Sufi fino a sfociare nel brano composto e dedicato alla Baghdad contemporanea, da Kudsi Erguner. Peccato che il pubblico non fosse numeroso come lo spettacolo avrebbe meritato, peccato che ci fossero pochi spoletini soprattutto, ma si sa che ognuno si sceglie le proprie angosce o i propri piaceri : un gelato seduti al fresco è certamente uno di questi piaceri, ed il libero arbitrio si esercita nel valutare se contribuire a soddisfare il palato o l'anima, siamo in democrazia. Essere o voler essere protagonisti di un momento, di un evento, parte dalla volonta e dall'umiltà di essere elmeno spettatori (quando il costo lo permette e 24 euro possono essere un giusto investimento per l"anima"?).   Questa prima italiana è una creazione musicale su testi poetici di Râbi’a Al Adawiya,Kudsi Erguner direzione musicale, flauto ney -Waed Bouhassoun canto, ‘oud Bruno Caillat percussioni, tamburo dâf Yunus Balcioglu canto, salmodia Ghassan Ammouri kanounproduzione Maison des Cultures du Monde, in collaborazione con  Change Performing Arts   Luca Ricci   FOTOGALLERY

Le soffitte di SOL

VIVA LA MUSICA -risposta alle osservazioni fatte sulla vicenda bande musicali da Federica Conti e Matteo Filippi

Luca Ricci   Sono felice quando nasce un dibattito ed i cittadini  si confrontano su fatti ed idee, sono altresì rammaricato di non aver avuto la capacità di comunicare in modo chiaro il mio pensiero:Non ho niente contro l’evento in sè : ho espresso un parere sull’opportunità di tempo e di luogo.Non amo esprimere il mio pensiero e le mie opinioni in genere in pubblico, perchè le ritengo spesso poco interessanti per la collettività, nascendo da un confronto troppo individualista e “anarchico” rispetto al pensiero comune, tra la mia osservazione della realtà e l’ineluttabilità dei fatti; quindi mi astengo spesso dal comunicare sulle cose della città. In questo caso specifico ho sentito il dovere di esprimere un parere semplicemente perché ho chiesto ad una campione di circa 20 cittadini di diversa tipologia sociopoliticoculturale cosa pensavano riguardo la scelta  di realizzare la convention musicale di cui si discute, ed il 100% di questi signori mi ha detto di trovarla piacevole ma decontestualizzata, ovvero che la scelta del momento era stata infelice.E’ chiaro  che se io munito di grancassa avessi fatto la stessa domanda alle medesime persone avrei ricevuto la confortante risposta che il tutto era stato bello se non addirittura eccezionale: quindi ho dato voce ad un pensiero comune che era muto. Che il Festival debba diventare più nostro lo ritengo auspicabile, ma bisogna partecipare per sentirsi protagonisti ed è necessario iniziare dal ruolo di spettatori : stanotte al Teatro Romano, ho assistito ad un fantastico concerto "Je t’aime de deux amours" che meritava di essere gustato ed apprezzato da tutti, ed i prezzi erano assolutamente popolari (come una pizza e una birra 23 euro), peccato che ci fossero poche persone . Per cio che riguarda il termine NAZIONALPOPOLARE intendo solo riferirmi al senso di un evento che coinvolge positivamente le masse, la società nella sua maggioranza costitutiva, senza voler esprimere giudizi intellettualoidi  su chicchessia. Cercando su google il termine nazional popolare ho trovato molte recensioni e quella che segue la ritengo molto interessante, quindi la copio- incollo ,inserendo anche il link: http://www.literary.it/rubriche/dati/paideia_e_politeia/pdv-2003_35.htmlAspetti abnormi di cultura “nazional-popolare”È con estremo interesse che seguo, da diversi anni, gli encomiabili sforzi compiuti da validi studiosi nel tentativo di “decodificare” i caotici capovolgimenti socio-politico-culturali in corso. Compiti e ricerche ammirevoli, che però sembrano infrangersi contro il muro, in apparenza invalicabile, di interrogativi senza risposta, e ciò soprattutto a causa della insufficiente o inadeguata volontà-capacità di risalire alle fondamentali e ineludibili “fonti” della cultura progressista del Novecento. A cominciare dal mancato recupero – e, insieme, da una seria ricognizione – del basilare concetto di “cultura nazional-popolare” elaborato da Antonio Gramsci. Ripreso da intellettuali come Ernesto de Martino, Carlo Levi e Nuto Revelli – e in campo poetico reso palpabile da figure carismatiche come Rocco Scotellaro e Pier Paolo Pasolini (ed in parte, in maniera inconsapevole e istintiva, da Cesare Pavese) – questo concetto viene oggi “evocato” e chiamato in causa per lo più a sproposito.In anni di totale rimescolamento delle carte politico-ideologiche, si tende colpevolmente a stravolgerne la sostanza, ovvero a strumentalizzarlo cinicamente, da parte dei più diversi settori della vita politica. L’espressione “nazional-popolare” viene infatti stravolta – o, peggio, ignorata – da una sinistra che sembra trascinarsi, impotente, in uno stato di sbandamento ideologico e programmatico, nell’urgenza di “salvare il salvabile” di fronte alla minaccia di resa incondizionata alle obbligate imposizioni politico-economiche neoliberistiche. Alla confusione mentale che regna a sinistra corrisponde la lucidità di una destra rimessa in carreggiata dal crollo del vecchio sistema clientelare partitocratico, pronta a costruirsi un’immagine nuova di zecca strumentalizzando – appunto – e soprattutto appropriandosi di talune fascinose immagini capaci di fare presa sui settori più disparati della vita sociale, fra cui l’intramontabile e – ahimè – “confuso” mito della cultura “nazional-popolare”.A questo punto, dunque, si rende necessario chiarire cosa si vorrebbe intendere oggi nell’evocare un tale controverso concetto che, paradossalmente, sembra far gola più a coloro ai quali non appartiene affatto che non a quanti lo hanno ricevuto in eredità, di sicuro senza meritarlo.La rivista “Letteratura & Società” (Cosenza, anno III, n. 3, Settembre-Dicembre 2001), diretta da Antonio Piromalli, ha pubblicato di recente un pregevolissimo studio critico a firma di Antonio Catàlfamo, che si propone di rimettere ordine in una tale pietosa matassa di preconcetti. Nel suo intervento – per la verità, rivolto ai soli (e soliti) “addetti ai lavori” – Catàlfamo ritorna in maniera approfondita sulla geniale concezione gramsciana di “cultura popolare”, spiegando innanzitutto come – diversamente da quel che accade all’interno delle classi dominanti, perfettamente “allineate e coperte” – la cultura popolare sia caratterizzata da comprensibili fattori di instabilità e disorganicità, ovvero di “non sistematicità”. Una situazione che ha sempre provocato, tra l’altro, l’insorgere di tendenze irrazionali e reazionarie all’interno dei ceti più umili, costantemente spinti ad assimilare e ad “imitare” – sul piano psicologico-comportamentale – le risultanze della cultura egemone: vedi i gravi pregiudizi relativi alla presunta superiorità dell’uomo sulla donna, alla dichiarata necessità di “gerarchie sociali”, al palese ludibrio nei confronti dei “villani”, ecc. Il concetto di cultura “nazional-popolare” entra in gioco nell’analisi gramsciana attraverso lo studio di alcuni fenomeni in auge negli anni in cui il teorico marxista scriveva gli appunti raccolti in “Letteratura e vita nazionale ”. Gramsci deplorava l’incondizionata predilezione sovente accordata dalle classi piccolo-borghesi a filoni artistico-letterari d’importazione come, ad esempio, la letteratura “d’appendice” e i romanzi cavallereschi medievali. Questo non perché egli si divertisse a disprezzare quelle opere, tutt’altro: il teorico marxista aveva genialmente intuito – ed appurato – come tali tendenze deviano il naturale iter di riscatto delle classi subalterne, il cui processo di emancipazione dovrebbe partire da una sana presa di coscienza di tipo culturale. Si chiedeva infatti Gramsci: “Perché i giornali italiani del 1930, se vogliono diffondersi (e mantenersi) devono pubblicare i romanzi d’appendice di un secolo fa (o quelli moderni dello stesso tipo)? E perché non esiste in Italia una letteratura ‘nazionale’ del genere, nonostante che essa debba essere redditizia?”.Diversamente da quel che si è verificato in altri Paesi, “in Italia il termine ‘nazionale’ possiede un significato molto ristretto ideologicamente, e in ogni caso non coincide con ‘popolare’ – spiegò Gramsci – perché in Italia gli intellettuali sono lontani dal popolo, cioè dalla ‘nazione’, e sono invece legati a una tradizione di casta, che non è mai stata rotta da un forte movimento politico popolare o nazionale dal basso”. E concludeva: “In Italia è sempre mancata e continua a mancare una letteratura nazional-popolare, narrativa e d’altro genere. (...) I laici hanno fallito al loro compito storico di educatori ed elaboratori della intellettualità e della coscienza morale del popolo-nazione, per non aver saputo elaborare un moderno ‘umanesimo’ capace di diffondersi fino agli strati più rozzi ed incolti, come era necessario dal punto di vista nazionale.”.Quella di Gramsci, quindi, non era una gretta esaltazione del “nazionalismo” in ambito culturale – come potrebbe far pensare la denominazione data al concetto – ma, al contrario, una impietosa analisi storico-antropologica delle nostre secolari carenze intellettuali ed etico-civili.La verità è che, ancor oggi, i lavoratori italiani continuano a subire inconsciamente “l’egemonia intellettuale e morale degli intellettuali stranieri”, vedendo più che mai smarrita ed alterata la genuinità e la spontaneità dei propri sentimenti, che dovrebbero essere il frutto di tradizioni storiche legate ad una precisa identità territoriale e nazionale. In tempi in cui anche all’estero la cultura è totalmente in “ribasso”, accade che i nostri concittadini siano beatamente avvezzi a pascersi di telenovele, fumettoni, musichetta rock, romanzacci pieni di sesso, volgarità e violenza.  

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