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Inquieto vivere, 25 Aprile 2009 alle 02:21:11

Il 25 aprile oggi, tra false verità e nuovi fascisti

Se il trasversalismo è l'unica ragione di vita del potere, è difficile vivere da uomini liberi


Daniele Ubaldi

Si può ancora credere ai valori della Resistenza? Esiste ancora un filo conduttore tra quelle giornate gloriose vissute dai nostri nonni e ciò che i loro figli e nipoti hanno fatto dell'Italia liberata? "Ma che bella giornata di sole", cantava Antonello Venditti un po' di tempo fa a


proposito del 25 aprile, "una giornata senza morti", con suo padre che "vivrà solo il sogno di questa terra, perché quello che ha è ancora guerra". E infatti la guerra in un certo senso continua. Ci sono i morti sul lavoro, c'è lo sfruttamento della prostituzione, c'è il continuo attacco alla Costituzione, ci sono le collusioni tra istituzioni e criminalità organizzata, ci sono politici che si servono di volgari avanzi di galera per imporre le proprie decisioni... Un po' come moderne "squadracce", solo che ora non picchiano più con il manganello, ma con la forza dei numeri personalizzati. Con la dialettica supportata da improbabili statistiche, bilanci, dati e notizie clamorose. Clamorose, già, che fanno clamore, e che quindi distolgono - per loro stessa natura - il cittadino dalla realtà che lo circonda. Il paradiso dei potenti, verrebbe da dire. E infatti lo è. E allora quale 25 aprile, se al cittadino si tappano gli occhi con delle spesse fette di salame, e - come diceva Corrado Guzzanti imitando il povero Funari - gli si riempiono gli orecchi con la mortadella "tagliata fina fina"?
E poi, per contro, chi dovrebbe combattere certe manipolazioni mentali, si incarta da solo pensando di far bella figura nel dire che fra i propri uomini non vi sono rinviati a giudizio... Ma come si può pensare di essere credibili proclamando di non volere imputati - imputati, non condannati - tra le proprie fila? Cosa significa in concreto? Nulla, a parte la demagogia da quattro soldi che c'è dietro, visto che chiunque si sia affacciato alla politica sa bene che ci vuole un nonnulla per finire sotto inchiesta: basti pensare che lo stesso sindaco Brunini, nel suo piccolo, è stato indagato per frode sui rimborsi chilometrici, in quanto avrebbe "rubato" qualcosa come 15 euro in circa 8 anni di andirivieni con la macchina da Cerquestrette a Spoleto... Poi, per carità, è anche imputato nel processo sullo scandalo dell'Ippodromo di Poreta, ma è chiaro che non è la stessa cosa.
Ci sono inchieste e inchieste, insomma, e fare di tutta l'erba un fascio significa soltanto favorire i nuovi fascisti, quelli che del potere hanno fatto il loro partito unico e trasversale, uno stile di vita che riguarda politici e imprenditori, benestanti e poveracci, analfabeti e intellettuali, giornalai e direttori di giornali: tutti pronti a voltarsi come bandiere al vento, in nome di un ulteriore, nuovo beneficio. Il trasversalismo e la mancanza di valori nella politica sono i mostri che minacciano qualsiasi tipo di democrazia. Del resto, drammaticamente trasversale era ciò che Benito Amilcare Andrea Mussolini proclamava in piazza San Sepolcro, nel 1919: "Noi ci permettiamo di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti e illegalisti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo e di ambiente". Era la nascita dell'incubo chiamato Fascismo, del quale tra qualche ora proviamo a festeggiare la sconfitta. Ma è davvero chiusa quella storia?



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