Spoleto - Pensieri e parole, 17 Luglio 2009 alle 18:45:44
Riccardo il pisano lascia Spoleto
Il nostro Arcivescovo torna in Toscana
simonetta campanelli

Monsignor Riccardo Fontana, pisano, torna, nostro malgrado, verso casa. Splendida città Arezzo, e confido che il Vescovo si troverà bene. Splendidissima Cortona - solo di San Sepolcro
non saprei cosa dire ( insomma, non ci sono mai stata ... )
Perché Riccardo Fontana, per quanto Vescovo cattolico a 360 gradi (ma nel suo caso, ritengo, sarebbe più giusto dire ‘'cristiano'' ) e nonostante il suo amore - di cui non dubitiamo - per l'ascetica Umbria, è uomo che viene dal mare, e chissà, forse proprio per questa sua origine non è un individuo facilmente catalogabile.
Fui sconcerta la prima volta che mi capitò di parlare con lui, anni fa. Fu nell'inverno del 2007. Ero preparata a un incontro conformista (con un Arcivescovo, cosa dire... ) e fui presa in contropiede dalla sua personalità, che era tutt'altro.
Eppure ritenevo di conoscerlo, questo genere di anticonformismo.
Giuseppe Chiaretti, ma è solo un esempio, fu il mio professore di italiano al liceo.
Non condivideva, credo, molte delle mie idee, e tantomeno io le sue - tuttavia fu una persona non di poco conto nella mia formazione. Ci fece leggere Ginsberg e Jukebox all'idrogeno, il che non era irrilevante in un liceo classico, neppure nei trasgressivi anni 70.
Nonostante questo - ed altro - io non sono cattolica (quanto al credere, in senso più ampio e aperto alla discussione, diamo tempo al tempo), di conseguenza fui sbalordita dall'incontro con un personaggio (Riccardo Fontana) così lontano dai luoghi comuni, così antico (medioevale) e al tempo stesso così al passo coi tempi, o magari in anticipo.
Io mi aspettavo - credo di ricordare - qualcosa di simile a un parroco di alto bordo - che so, dei Parioli - e invece mi trovai di fronte un uomo - senza nulla togliere ai parroci o ai Parioli, o ai bordi alti o bassi della società in genere - che apprezzava anche l'arte e la bellezza, e parlava di politica senza mezzi termini.
Successivamente noi di SOL lo intervistammo. In quell'occasione finii di convincermi che le sue radici emotive e culturali affondavano in un'epoca molto personale, antica e moderna insieme - certo precedente alla Riforma di Lutero e al fin troppo celebrato spirito del capitalismo.
Un'epoca in cui il potere non era né laico né religioso - era governo, cultura, civiltà, humanitas.
Ipotesi più o meno condivisibili. Lascio alle lettrici e ai lettori il piacere di pensarci su.
Ci tengo a ribadire la mia opinione, non di cattolica, ma di spoletina ‘'laica'': con Riccardo Fontana tutti noi perdiamo un amico non comune - un uomo di straordinario fascino, intelligenza, carisma e amabile prepotenza (medioevale, certo) - un poeta, un uomo di cui Spoleto si priva senza conoscere, probabilmente, l'entità della privazione.

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