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Stampa articolo Opinioni, 20 Novembre 2009 alle 12:08:20

I Bambini e i loro diritti, oggi è la loro giornata

Perchè non un un minuto di silenzio nelle scuole per ricordare tutti i piccoli che muoiono di fame?

Oggi si celebra la "Giornata mondiale per i diritti del bambino", una giornata istituita grazie alla firma della Convenzione sui Diritti del Fanciullo il 20 Novembre 1989 da parte dell' Assemblea delle Nazioni Unite, elaborata come estensione della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo del 1948.



In quel giorno per la prima volta i bambini cominciarono ad essere uno dei temi scottanti delle sfide dell'uomo del nuovo millennio. Fu un gran giorno di speranze e nuove prospettive per l'infanzia.
Ad oggi purtroppo solo in 16 Stati nel mondo è proibito l'uso della forza fisica come mezzo di disciplina sui bambini. Negli stessi Paesi "industrializzati" sono ancora 3.500 i bambini che muoiono in un solo anno per abusi e mancanza di cure. Circa 1,2 milioni di bambini sono vittime del traffico di persone e oltre 200 milioni sono costretti a lavorare.
Il recente studio della FAO denuncia che ogni 5 secondi un bambino nel mondo muore di fame: questa è una cosa aberrante e un fallimento per tutto il mondo, in primis per l'Occidente che potrebbe fare molto di più. Lo stesso Papa Benedetto XVI ha ricordato a tutti gli occidentali che le risorse per sfamare il mondo esistono, è solo l'egoismo e la paura di certi Paesi a frenare gli aiuti necessari a rendere autosufficienti i popoli affamati.
Sarebbe bello che - oltre alle iniziative culturali e ludiche gia previste nelle varie piazze d'Italia e dell'Umbria - in questi giorni si osservi, non solo all'interno degli organi istituzionali, ma soprattutto dentro le scuole, un minuto di silenzio per sensibilizzare i giovani e ricordare quei 12 bambini che in quell'arco di tempo stanno perdendo la vita perché non hanno da mangiare. Sarebbe un minuto speso per bene non solo per ricordare chi soffre, ma anche per riportare l'attenzione sull'importanza del cibo e la lotta agli sprechi.

Michael Surace


 

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