RITCHIE BLACKMORE E JIMMY PAGE
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Antonio Pignatiello
Ritchie Blackmore e Jimmy Page. Nel mondo dei chitarristi del rock è come dire Coppi e Bartali, Rivera e Mazzola, Minnie Minoprio e Raffaella Carrà. Bravi tutti ma bisogna scegliere: o uno o l’altro. Spaccano il mondo in due.
Si sceglie uno alla fine e si tifa per uno solo ma non si può non riconoscere che l’altro è quantomeno bravo come chi hai scelto.
Il mondo dei chitarristi rock si è diviso così tra Blackmore e Page.
Di conseguenza sono rimasti coinvolti i gruppi in cui i due sono diventati famosi, i Deep Purple di Blackmore e i Led Zeppelin di Page.

Jimmy Page
Blackmore preferiva le Fender, Page le Gibson, Blackmore si lasciava andare ad assoli estenuanti con una tecnica tutta sua: battere la penna, il plettro, tra il pollice tenuto con l’indice e la corda che toccava appena, impercettibilmente, la carne del pollice, come se desse energia umana alla corda elettrizzata poi dai pick-up; Page amava anche arpeggiare invece, i suoi solo avevano alti e bassi dal pop al blues, amava il suono pulito anche se l’era del rock gli imponeva il distorto.
Blakmore rese famoso Smoke on the Water nella versione live, pensate un po’dove- nel Giappone di Made in Japan, uno degli album diventati una pietra miliare della discografia rock.
Page immortalò il brano Starway to Heaven con tutte le implicazioni esoteriche che i maniaci superstiziosi gli hanno attribuito, e solo perché aveva acquistato la villa dove aveva vissuto Ailester Crowley, che era uno dei più grandi imbonitori dell’esoterismo mondiale, legato a doppio filo, anche triplo, con la Corona d’Inghilterra, la Massoneria del Rito Scozzese, Hitler, Mussolini e maghelli e streghette di tutto il mondo.
Blackmore si tenne sempre lontano da queste cose.
Page, volente o no, in un certo senso visse questa anima dannata e diabolica che gli attribuirono.
Erano entrambi inglesi, avevano entrambi dei musicisti e dei cantanti straordinari.
Blackmore aveva Ian Gillan che sostituì dopo pochi mesi il primo cantante ufficiale dei Deep Purple, che era il Gesù di Nazareth del film cult Jesus Christe Superstar; Page aveva Robert Plant, la cui voce tutti cercarono di imitare facendo delle figuracce spaventose.
Blackmore aveva Ian Paice alla batteria, Page aveva John Bonham.
Entrambi avevano dei tastieristi eccelsi che suonavano l’organo religiosamente, John Lord per i Deep e nei Led John Paul Jones, che suonava anche altri strumenti.
Entrambi dei bassisti che hanno fatto scuola e scrivevano gran parte (se non tutti) dei pezzi dei loro gruppi, come Roger Glover per i Deep.
Quando i due iniziarono una carriera solitaria si capì che fuori dei gruppi con cui si erano resi famosi non erano niente di che, bravi e nient’altro: mancava qualcosa.
Stessa sorte per i loro cantanti, per i loro musicisti.
Sia Blackmore che Page vivevano di uno spazio scenico tutto loro, quello del solista della chitarra, all’interno di brani però straordinari, cantati ed eseguiti in maniera unica, accompagnati con una foga impensabile oggi.
Quando provarono a ricomporsi non fu come per i Rolling: le vendite non hanno ammaliato nessuno, la magia era finita.
Blackmore aveva un sogno e lo realizzò: incidere un album dal vivo al Carnegie Hall, dove si erano esibiti Duke Ellington ed Ella Fritzgerald, con musiche tutte sue. E' un album introvabile ma che segnò l’apoteosi e il declino di un musicista che affondava le sue radici nella musica sacra del beat.
Page aveva il sogno, e lo realizzò, di rinchiudersi nel mistero delle voci che circolavano sui suoi fantomatici e mai provati riti esoterici, vivendo nella casa di Crowley dove fu trovato morto Bonham.

Led Zeppelin
Entrambi inglesi, manco a dirlo, sono stati la migliore espressione della chitarra di quei tempi in un gruppo, togliendo ovviamente dal discorso Jimi Hendrix.
Le scale pentatoniche di Blackmore contro le chitarre a doppio corpo di Page, i capelli esageratamente lunghi come voleva il tempo e il petto scoperto in camicie jeans classiche per Blackmore e camiciole ambigue a far vedere, pure lui, il petto, per Page, in una erotizzazione spettacolare della musica e dei riff che andò oltre, fino a scomparire completamente quando sulla scena irruppe, devastando tutto il buono del rock, l’heavy metal di chiara natura nord europea, teutonico-scandinavo, interessato a staccarsi dal predominio dell’impero britannico anche nella musica .
Dovette venire l’era del punk per risentire della buona musica che, ovviamente, venne dall’Inghilterra.
I britannici sono altro.
Il blues nasceva e si suonava negli States e c’erano centinaia di neri che erano bravissimi?
E il più famoso bluesman fu invece un inglese, Eric Clapton.
Il rock nasce sul rock’ n roll americano di Presley e Little Richard?
E i più famosi divennero i Rolling Stones e i Beatles.
Nessuno può dire, avendo suonato, di non aver eseguito Smoke On The Water e Stairway To Heaven.
Nessuno si è vietato l’assolo di Child In Time e di Whole Lotta Love, il Lazy dei Deep e il Since I've Been Loving You dei Led.
Sono vivi entrambi.
Milioni di dischi hanno venduto con i Deep Purple uno e con i Led Zeppelin l’altro, ma da soli non sono andati da nessuna parte ( se non per la buona musica), soprattutto Blackmore con i Rainbow.

Deep Purple
I Led a differenza dei Deep hanno anche fatto un buon film musicale dove traspariva tutta l’anima, vera o costruita non si sa, del mondo magico celtico e britannico, delle fiabe e delle spade, degli unicorno e delle fate, del guerriero prescelto e del male da combattere. Rimane famosa la scena dello stiletto per archi che usa Page per suonare la sua Gibson.
Blackmore rispose utilizzando nei suoi assolo le dita sulla tastiera e giocando con la manopola del volume e il vibrato senza usare il plettro.
I Deep non si sono mai infilati nel filone magico fiabesco. Hanno continuato a suonare il loro hard rock concludendo nel concerto al Carnegie Hall.
Poi un’era finì tutta ad un tratto, come quando i bambini, in un giorno, senza che se ne accorgano e se lo dicano, abbandonano i loro giocattoli in un angolo e vanno via per la strada che li condurrà a diventare adulti come tutti.
E normali.
Commenti (1)
Commento scritto da Roberto Venditto il 14 Agosto 2009 alle 13:38
Caro sign. Pignatiello, mi chiamo Roberto e vorrei puntualizzare alcuni passaggi del suo articolo secondo me scritto un po di fretta..
Lei scrive:
Gillan era il gesu di nazareth nel famoso film jcs. Errato, non era gillan perchè aveva rifiutato tale ruolo.....Lui ha dato la voce alla versione originale della versione teatrale (esiste un cd) e non centra nulla col film.
Poi scrive :
I led e i deep avevano tastieristi eccelsi ecc.
Errato, i deep avevano forse il miglior tastierista della storia del rock tale Lord mentre Jones e un grande bassista come Glover, difatti i deep erano l\'unica band ai tempi con le tastiere.
Poi scrive:
A carriera solista i due non erano nessuno.
Errato:
Il signor Page è quasi sparito mentre il sign Blackmore ha continuato a deliziare i suoi fan con i Raimbow prima e poi con il ritorno ai deep x proseguire con l\'ultima esperienza.
E mi fermo qui.
Poi si ricordi che entrambi hanno avuto come maestro tale Jim Sullivan e, mentre Page ha smesso li gli studi, Blackmore è andato oltre, nel campo della musica classica.
Page è stato un buon chitarrista ma tecnicamente e musicalmente elementare rispetto a Blackmore non a caso x lungo tempo considerato il miglior chitarrista al mondo.
I deep hanno sfornato almeno una 20 di LP uno + bello dell\'altro e pochi discutibili almeno. I led ne hanno sfornati 2 di grosso livello e tutto il resto discutibie.
Le ultime righe sono ovviamente opinioni personali ma che credo non si discostino dalla realtà.
Saluti da un fan di entrambi i gruppi.
























